Oggi, 17 maggio, IDAHOBIT, Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, ricorda che l’omobitransfobia in Italia rimane un problema politico e culturale.
Vannacci ha costruito consenso anche sulla retorica dell’“anormalità” delle persone omosessuali. E alle Europee ha superato il mezzo milione di preferenze. Questo non rende quelle idee accettabili: rende più urgente contrastarle.
Le persone LGBTQIA+ non sono malate, non sono “invertite”, non sono una minaccia. Sono medici, insegnanti, militari, giornalisti, lavoratrici, studenti, genitori, cittadine e cittadini di questo Paese.
Nel 1990 la WHO ha rimosso l’omosessualità dalla classificazione delle malattie. Nel 2026, però, l’Italia resta tra gli ultimi Stati dell’Unione Europea nella Rainbow Map di ILGA-Europe, ferma al 24%.
Per Volt Europa i diritti LGBTQIA+ sono libertà fondamentali: difenderli significa difendere la democrazia di tutte e tutti!
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