Mirko Moriconi aveva 24 anni e sognava la musica. Nel 2022 scrisse: «Brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay». Mercoledì suo padre ha ucciso a fucilate lui e sua madre Kety. Prima di arrendersi ai carabinieri avrebbe detto: «Finalmente mi sono liberato di loro».
Tra maggio 2025 e maggio 2026 Arcigay ha documentato 127 episodi di violenza, discriminazione e odio contro persone LGBTQIA+: uno ogni tre giorni. È solo la punta di un iceberg, sommerso dalle mancate denunce, dalla sfiducia nelle istituzioni e dall’assenza di una tutela penale specifica contro i reati motivati dall’odio omotransfobico.
Chi ripete che queste persone e le loro famiglie valgono meno, o che educare al rispetto è propaganda, non preme direttamente il grilletto. Ma costruisce il mondo in cui l’odio viene normalizzato e qualcuno, alla fine, decide di farlo.
Per Volt servono pari diritti, educazione all’affettività e al rispetto e una legge contro i crimini d’odio omotransfobico. Non domani. Adesso!
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