sacerdote maronita colpito dagli israeliani mentre soccorreva un ferito👿
#senzaparole

Quando a capodanno entri in un locale fatto per lo più in legno in Svizzera per uscire steso e carbonizzato o se ti va bene ustionato. I minorenni che dovevano essere bloccati sono stati fatti entrare. E pensare che il fuoco piega l'acciaio e pensano che il legno possa essere meglio... Un minuto di silenzio ed una preghiera per chi non c'è più e un augurio di pronta guarigione per chi è in terapia intensiva. Forza Giuseppe 💪

#senzaparole #cransMontana

La poesia della nuova ontologia estetica è indicativa per il suo essere costruita con giunture di discorsi e giustapposizioni, perifrasi, sintagmi estraniati e ultronei, sovrapposizioni, effetti traumatici; la punteggiatura stigmatizza gli stop ma senza i «go», sono stop e basta; la poesia è costipata di interruzioni, come per arrestare e depistare la fluenza musical-pentagrammatica della tradizione novecentesca. Non c’è più alcun canone da mettere in discussione, L’oblio della verità e l’oblio della memoria. Poesie di Francesco Paolo Intini, Giorgio Linguaglossa, Mimmo Pugliese, di Marie Laure Colasson, présence, 30×30, acrilico, 2024

Francesco Paolo Intini

PIZZINI VII

Con l’andar dell’onda gli uomini forti resuscitarono.
Vennero fuori le monetine da cinque o poco più
Croce sotto testa sopra

Il 2025 le salutò cortesemente
Nessun sospetto, nessun pericolo
Per chi approda sulla Luna
Una mano salutò dalla pelata
Armstrong, ovvio!
E quelli non fischiarono
Né fecero ressa
Ma dissero all’istante di voltarsi indietro
E quello obbedì.

La rabbia mutò in allegria
Approvarono le fabbriche
Per la Triplice ci fu intesa

Tempo che fai?

Rimasto immerso nel pasticciaccio di via Botteghe oscure
Berlinguer -chi era costui?-continuava a dire:
Questio morale…Questio morale…

Ah! No, il Tempo non è a disposizione
di tomisti e comunisti.

PIZZINI VIII

Due colombi si abbracciano sul mandorlo.
Kalashnikov e carrarmati tirano un sospiro di sollievo.

-Pronto?

Le gemme fremono nei cannoni.
Sullo stesso ramo- ancora da sintonizzare-
l’amore del dopoguerra ci prova col dopobarba.

Tutto è pronto per un trasferimento di informazioni.
Ma tocca alla zebra la relazione sul terrore.

C’è un rincorrere di tycoon a pellerossa
ma fa niente se stanno nell’ algoritmo della savana.

-A me l’Africa
-A te l’Australia

Lo sguardo è minaccioso
il sorriso un po’ corrotto-colpa del tuning
Se leoni e poeti s’azzuffano per la crusca.

Il prezzo è salito alle stelle
il colon si è bloccato.
Quanto vale il Mexico? Più dell’appendice
Ma su Saturno minano gli anelli

-A me l’Antartide
-A te l’Artico.

Prendere il fegato al banchetto dell’Eurasia
Bypassare il retto con l’astuzia di Valentino

E dunque
si ruoti la manopola della Luna
diamo inizio all’accoppiamento.

-A me Giove
-A te Plutone

Giorgio Linguaglossa

The poet Jerzy Hordynski si è chiesto se l’opzione giusta fosse piantare fiori di tantalio su Titano, minare le margherite di Encelado con del plastico o cantare la grandezza del’Urbe
Fatto sta che il Politburo ha deliberato per entrambe le opzioni contemporaneamente, dichiarando: «This is what Victory feels like»
Il Guardasigilli ha ingoiato le metafore e le catacresi

A me Antares!
A te l’Astrakan!

Chi avrebbe mai immaginato dover deglutire un rospo con il disprosio?
«Hic Rhodus hic salta», gridò Azazello

Le campanule ebbero un sussulto sulla cima dei pantaloni
Sui rami dei mandorli cinguettavano ancora le cinciallegre

A me l’America!
A te l’Alaska!

Alla fine, il poeta lituano Andrius Kubilius ha dichiarato la bancarotta della poesia elegiaca perché il prezzo delle pantofole era salito alle stelle. «Quomodo», commentò in latino

Azazello osservò il bicchiere mezzo vuoto e disse: «Il bicchiere è mezzo pieno, le cinciallegre dovrebbero imparare a nuotare, piuttosto»

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Mimmo Pugliese
ALLA FINE DEL CERCHIO

Alla fine del cerchio sono in saldo le lucertole,
Cleopatra ha un bouquet nell’occhio

è indecisa se svenire o telefonare al pianeta Enotryx
che gioca alla play-station con un apriscatole

Il petto del millepiedi è una bandiera,
scarabocchi fanno sparire cannoni

adirare chitarre in retromarcia e spilli
impiccati al traffico africano

Restituire gelati o ferri di cavallo?
la Sfinge ha una colazione di lavoro con il segretario generale,

è scaduto il contratto con i coccodrilli
dalle nervature dei bollitori sgomitano pennarelli

C’è spazio tra l’eclissi e le biciclette
mulini a vento affogano nel burro di arachidi,

per decreto i bastoni possono ballare il twist
chele rinnovare il passaporto

Giorni quadrati si rimestano,
aiutano rizomi a sparigliare lavatrici

bicchieri a recuperare la memoria,
Itaca è una canoa gialla

Per una «nuova idea di poesia»

Riflettevo sulla nuova poesia kitchen, che definirei un festival dell’ibrido linguistico che dichiara apertamente che non si può più fare una poesia che parla della poesia (che finisce sempre nell’onanismo della parole e nel soggettivismo). In realtà, la poesia che qui stiamo facendo (e che resta nel gozzo dei poetini di accademia), non è affatto una meta-poesia (che ricade sempre nel luogo comune della poesia che riflette sulla poesia), ma una poesia che celebra il decesso già avvenuto della poesia (elegiaca e no). In questa accezione, la poesia e la meta-poesia che si fanno oggi sono poesie da obitorio perché nascono in obitorio, una scrittura da vivisezione degli organi vitali di un cadavere, una sorta di operazione medico legale fatta su un cadavere. I poeti radiofonici fanno come Azazello nella poesia sopra postata: dichiarano che il bicchiere è mezzo pieno, quando invece è mezzo vuoto. I poeti radiofonici «dovrebbero imparare a nuotare, piuttosto». La poesia kitchen è una poesia che presuppone il decesso della poesia da accademia.

Perdita dell’Origine (Ursprung) e spaesatezza (Heimatlosigkeit) si danno la mano amichevolmente. Se manca l’Origine, c’è la spaesatezza. E siamo tutti deiettati nel mondo senza più una patria (Heimat). Ed ecco l’Estraneo che si avvicina. Ed ecco i Fantasmi che fanno ingresso. E, all’approssimarsi dell’Estraneo, (Unheimlich), le nottole del tramonto singhiozzano. Il poeta è diventato il Luogotenente del Nulla (Platzhalter des Nichts). È rimasto ormai privo di linguaggio. È rimasto «senza parole». Gli è rimasta la «Voce» ma non ha più alcun linguaggio.

La poesia della nuova ontologia estetica è indicativa per il suo essere costruita con giunture di discorsi e giustapposizioni, perifrasi, sintagmi estraniati e ultronei, sovrapposizioni, effetti traumatici; la punteggiatura stigmatizza gli stop ma senza i «go», sono stop e basta; la poesia è costipata di interruzioni, come per arrestare e depistare la fluenza musical-pentagrammatica della poesia novecentesca, Non c’è più alcun canone da mettere in discussione, L’oblio della verità e l’oblio della memoria.

Ascoltavo ieri su youtube una spiegazione della fisica delle particelle elementari; lo scienziato proponeva un semplice esempio : se immaginiamo di poter ingrandire il nucleo di un atomo alla dimensione di una arancia, troveremmo l’elettrone più vicino che gli ruota intorno a 12 Km di distanza. In mezzo c’è il vuoto (o il nulla, fate voi). Dunque, siamo fatti di vuoto. La materia è un condensato di vuoto. E in questo vuoto noi ci stiamo a cavalcioni.

Così eliminiamo con un colpo di spazzola tutte le metafisiche, le misticherie e le speculazioni religiose e politiche: noi abitiamo il vuoto in quanto siamo fatti della stessa stoffa del vuoto. E allora: Sia benedetto il grembo del vuoto e sia benedetta la sua generosità onde per cui noi esistiamo. Ergo, tutte le ideologie, le credenze, le religioni, convinzioni etc. sono il prodotto del grembo del vuoto. L’uomo è secondo le parole di Heidegger, il «luogotenente (Platzhalter) del nulla».

Christoph Türcke ha di recente introdotto un paradigma interpretativo, che ben si lega alle considerazioni fin qui svolte, il sociologo oppone al paradigma formulato da Guy Debord nel 1967, vale a dire quello della «società dello spettacolo», il nuovo paradigma di una «società eccitata», paradigma poi radicalizzato da Baudrillard nella nozione di «società della simulazione e dei simulacri». La società eccitata va a rimorchio del «sensazionale», vive di «traumi», di shock e di «oblio» che si alternano ripristinando sempre di nuovo il meccanismo della rimozione e dell’oblio. Il mondo del tardo capitalismo macchinizzato ha ormai fagocitato la società dello spettacolo e della simulazione, oggi siamo dinanzi ad una società perennemente «eccitata» dai fantasmi e dai traumi della comunicazione. Ciò che conta, ciò che vale di più, ciò che valutiamo positivamente negli altri e ciò che noi stessi cerchiamo di realizzare, è il produrre sensazioni, shock percettivi, comunicazionali, input. Si tratta di un mondo di sensazioni, di istanti, di affetti momentanei consentanei al nostro modo di vita che richiede continue sollecitazioni, continui zoom e continui scarti, un universo di notizie che si accavalla e implode su se stesso. Il sensazionale non produce esperienze, quanto simulacri di esperienze ed oblio.

Heidegger nel 1924 ha scritto: «Quando ci sentiamo spaesati, iniziamo a parlare».

Marie Laure Colasson
18 gennaio 2025 alle 19:14 
tanto più viviamo in un mondo spettacolarizzato, spaesato, eccitato, quanto più tornano in vigore i romanzetti rosa, le autobiografie romanzate, le poesie dei buoni sentimenti… c’è tutto un vocabolario dei buoni sentimenti… del piccolo mondo antico, del piccolo mondo amico con tutta la falsa coscienza che contraddistingue questa ideologia, perché di ideologia si tratta e della peggior specie, della ideologia del vittimismo, che è l’altra faccia dell’arroganza e del sopruso, dove a vicnere sono sempre i forti, i ricchi

(giorgio linguaglossa)

Francesco Paolo Intini (1954), Marie Laure Colasson (1955), Mimmo Pugliese (1965) e Giorgio Linguaglossa  (1949) sono  poeti della nuova ontologia estetica, e precisamente, nella variante attuale, della poetry kitchen.

#FrancescoPaoloIntini #giorgioLinguaglossa #MimmoPugliese #nuovaOntologia #nuovaOntologiaEstetica #poetryKitchen #senzaParole

RADICAL UNSCHOOLING: We NEED to Talk About This!

https://www.youtube.com/watch?v=HkQ4aGr1mBg

Se uno ha il diritto di non vaccinarsi, avrà pure il diritto di non saper leggere e di possedere un'arma, no?

#speechless #senzaParole #ciaccio

RADICAL UNSCHOOLING: We NEED to Talk About This!

YouTube
senza titolo. senza parole / ugo pierri. 2024

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slowforward

@[email protected]

Ma come, non fu la L*ga contraria alla Commissione Segre? Non fu la L*ga contraria al DDL Fiano (o sbaglio)? E non è anche da quella parte che sono venuti sottili distinguo sulla differenza tra razzismo e critica?

#senzaparole
#unLimiteAllaFacciaTosta

https://www.ilsole24ore.com/art/il-senato-ha-detto-si-commissione-segre-polemiche-la-mancata-unanimita-ACCarnv?refresh_ce=1

https://www.tpi.it/politica/liliana-segre-lega-contro-commissione-senato-20191030486675/

https://www.youtube.com/watch?v=MrpwAfPQsV4

Razzismo, sì del Senato alla commissione Segre: polemiche per la mancata unanimità

Palazzo Madama ha approvato la mozione della senatrice a vita con 151 sì. Avrà l’incarico di combattere l’antisemitismo e l’odio razziale diffusi nel Paese

Il Sole 24 ORE
Al cinema per 'Comandante' con le divise naziste - Notizie - Ansa.it

In un altro contesto si sarebbe potuto parlare di innocuo cosplay, ma indossare divise fasciste e naziste per andare al cinema a vedere il film "Comandante" è una scelta inequivocabilmente politica. (ANSA)

Agenzia ANSA

Quando leggi che un #ministro di un paese come #Israele dice impunemente parole genere (che probabilmente pensa tutta l'#estremadestra al potere), forse si capisce meglio cosa sta succedendo a #gaza, con il resto del #mondocivilizzato che fa finta di niente.

Purtroppo 😭

#AmihaiEliyahu #conflitto_israelopalestinese #senzaparole

https://361magazine.com/ministro-israeliano-minaccia-uso-dellatomica-su-gaza/

Ministro israeliano minaccia uso dell'atomica su Gaza

Ministro israeliano minaccia uso dell'atomica su Gaza, ma Netanyahu lo sospende: "Sono parole fuori dalla realtà"

361 Magazine
@Pierrette completamente #senzaparole
Il tuo è stato sicuramente un "Buon Appetito" 🤩