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AFGHANISTAN E COLTIVAZIONE DI OPPIO: IL DIVIETO FUNZIONA?
I risultati nell’Afghanistan Opium Survey 2025 pubblicato da UNODC
Contesto e Obiettivi
Il divieto di coltivazione del papavero da #oppio in #Afghanistan fu introdotto dalle Autorità de facto nel 2022 e ora al terzo anno di applicazione. #UNODC (l’Agenzia delle Nazioni UNite contro il crimine ed il traffico di droga) in un suo recente rapporto (reperibile qui: https://www.unodc.org/documents/crop-monitoring/Afghanistan/Afghanistan_Opium_Survey_2025.pdf)) monitora l’evoluzione della coltivazione illecita, la produzione di oppio, e le conseguenze socio-economiche e ambientali per le comunità rurali afghane.
Principali Risultati
1. Riduzione drastica della coltivazione e produzione di oppio
Coltivazione: Nel 2025, la superficie coltivata a papavero da oppio è stimata in 10.200 ettari, il 20% in meno rispetto al 2024 (12.800 ettari) e solo il 4% dei livelli pre-divieto del 2022 (232.000 ettari).
Produzione: La produzione potenziale di oppio è scesa del 32% rispetto al 2024, raggiungendo 296 tonnellate (contro le 433 tonnellate del 2024). Questo calo è attribuito a:
Eradicazione: Le Autorità de facto hanno riportato l’eradicazione di oltre 4.000 ettari (40% dell’area coltivata stimata), sebbene l’UNODC non abbia potuto verificare tecnicamente questi dati.
2. Impatto economico sulle comunità rurali
Reddito dei coltivatori: Il reddito derivante dalla vendita di oppio è crollato del 48%, passando da 260 milioni di USD nel 2024 a 134 milioni nel 2025.
Conseguenze: Tre anni di redditi minimi o nulli dall’oppio hanno aggravato la vulnerabilità economica rurale, con oltre il 40% dei terreni agricoli lasciati incolti per mancanza di alternative redditizie.
3. Cambiamenti nell’uso del suolo
Sostituzione delle colture: Il 67% dei terreni precedentemente dedicati al papavero è stato convertito a cereali (soprattutto frumento), ma con un calo del reddito per i coltivatori.
Terreni incolti: La siccità e la mancanza di alternative hanno portato all’abbandono di vasti appezzamenti, soprattutto nelle aree non irrigue.
4. Mercato degli oppiacei e metanfetamine
Oppiacei: La riduzione dell’offerta afghana ha portato a un aumento dei prezzi fino al 2024, seguito da un calo nel 2025, possibile segno di:
Metanfetamine: Le sequestri sono aumentati e i prezzi diminuiti (sotto i 600 USD/kg), suggerendo una maggiore disponibilità, probabilmente dovuta a:
5. Crisi umanitaria e ambientale
Siccità e cambiamento climatico: Precipitazioni sotto la media (-60-75%) e temperature elevate hanno ridotto la produttività agricola, colpendo sia l’oppio che le colture alimentari.
Ritorno dei migranti: Circa 4 milioni di afghani sono tornati da Pakistan e Iran nel 2024-2025, aumentando la pressione su risorse già scarse e opportunità lavorative limitate.
Gestione dell’acqua: La siccità ha esacerbato la crisi idrica, con falde acquifere in calo e sistemi irrigui tradizionali (come i qanat) in fallimento.
6. Implicazioni politiche
Sviluppo alternativo: Urgente necessità di programmi che offrano colture sostitutive redditizie, accesso ai mercati, e investimenti in infrastrutture e clima.
Cooperazione regionale: Monitoraggio congiunto per contrastare lo spostamento della produzione di oppio (“balloon effect”) e il traffico di droghe sintetiche.
Riforme strutturali: Servono investimenti a lungo termine in agricoltura sostenibile, formazione professionale e governance per ridurre la dipendenza dall’economia illecita.
Conclusione
Il divieto ha ridotto drasticamente la produzione di oppio, ma ha anche:
Impoverito le comunità rurali, senza alternative economiche sostenibili.
Spinto verso droghe sintetiche (metanfetamine), più difficili da contrastare.
Aggravato la crisi umanitaria, legata a siccità, migrazione e instabilità economica.
Le Raccomandazioni finali di UNODC riguardano
La necessità di Supporto internazionale per lo sviluppo rurale e la resilienza climatica.
Il Monitoraggio regionale per prevenire lo spostamento della produzione illecita.
Investimenti in infrastrutture idriche e agricoltura sostenibile.
Sostenuti economicamente dagli Stati Uniti e riconosciuti come governo legittimo da sempre più Paesi (da ultima la Russia), i Talebani stringono ulteriormente la presa feroce su qualsiasi forma di dissenso. E sono le donne a pagare più duramente. Il racconto dall'interno di Nadia, militante dell’Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan. Da quel 15 agosto 2021 "le sbarre diventano sempre più solide"
Geocriminalità. Se la minaccia origina in Cina, passa per il Messico ed impatta gli USA. Come la storia insegna.
La Cina, tramite aziende come SkyFend Technology, esporta tecnologie avanzate di contesa elettronica in aree fragili dove lo Stato fatica a esercitare sovranità.
I "cartelli" messicani arruolano potenza elettronica esportata da Shenzhen: un paradosso geopolitico che sovverte il rapporto classico tra centro tecnologico e periferia criminale (https://www.intelligenceonline.com/surveillance--interception/2025/07/02/skyfend-discreet-chinese-provider-of-anti-drone-tech-to-mexican-cartels,110471806-art).
Ma la catena Cina-Messico-USA parte dalla fine dell'Ottocento. Allora si parlava di #oppio. La storia del mercato dell'oppio in Messico è legata all'immigrazione di contadini cinesi che si erano stabiliti in Centroamerica a partire dal XIX secolo, portando con sé la conoscenza della coltivazione del papavero.
Ciò perchè - a partire dal 1890 - si era sviluppata a causa delle "guerra del'oppio" una produzione interna cinese di oppio nella regione dello Yunnan, il che ridusse l'importazione dall'India e contribuì a diffondere le competenze agricole dei contadini cinesi, poi emigrati.
Questi contadini, insediatisi in Messico e in altre parti dell'America Centrale, introdussero la coltivazione, che era già legittima e comune nel consumo in Messico all'inizio del Novecento, ove era venduto in farmacia per scopi medicinali.
Ma giunse per i messicani il momento di espellere i cinesi dall’affare.
Per ottenere ciò, venne sfruttato l’odio razziale per mobilitare la popolazione, che peraltro lo esercitò a tali livelli di crudeltà da raggiungere il grado di una vera e propria pulizia etnica. Aumentò l’antagonismo nei confronti dei cinesi, accusati di immoralità proprio a causa del commercio di oppio. Il razzismo fu incoraggiato da eminenti politici e naturalmente sostenuto dai criminali indigeni.
La tensione esplose nelle strade. Fu così che i messicani – liberatisi dei cinesi – iniziarono a dominare la coltivazione ed il traffico di droga dalla Sierra Madre fino alle città di confine.
Ai giorni d'oggi il fentanyl è diventato un grave problema di salute pubblica negli Stati Uniti, con un numero crescente di overdose e decessi correlati.
I cartelli messicani hanno sfruttato le reti di approvvigionamento internazionali, in particolare dalla Cina, per ottenere i precursori chimici necessari per la produzione di fentanyl.
Il governo degli Stati Uniti ha esercitato pressioni diplomatiche sulla Cina affinché adotti misure più stringenti per controllare e limitare l'esportazione di questi precursori.
La Cina ha risposto introducendo nuove regolamentazioni e controlli sulle esportazioni di alcune sostanze chimiche, ma il problema rimane significativo.
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"Dall'Oppio all'Eroina, un maledetto imbroglio" di Claudio Cappuccino [recensione libro]
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https://riemersione.blogspot.com/2025/01/dalloppio-alleroina-libro.html
La Birmania prima nel triangolo d'oro dell'oppio. Birmania diventata il primo produttore al mondo di oppio. Superato l'Afghanistan, secondo un rapporto dell'Onu.
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato oggi, la Birmania è diventata il principale produttore mondiale di oppio: superato l'Afghanistan, dove i talebani ne hanno vietato la coltivazione.
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https://scienzamagia.eu/ambiente-territorio/la-birmania-prima-nel-triangolo-doro-delloppio/