un intervento di michela becchis e giovanni ammendola su plpl (un post sul sito ‘vistodaqui’)

Facciamo il punto. È così che in una fiera che sposa i meccanismi
più duri del “commercio” arrivano i fascisti
di
Michela Becchis e Giovanni Ammendola

“La fiera Più Libri Più Liberi è organizzata dall’Associazione Italiana Editori. Il presidente è il dottor Innocenzo Cipolletta che è, tra il molto altro, “Presidente di Confindustria dal 1990 al 2000, Presidente FeBAF (Federazione Banche, Assicurazione e Finanza), Presidente AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital), Presidente del Fondo Italiano d’Investimento, membro del consiglio di amministrazione del GEI (Associazione Italiana Economisti d’Impresa)” e siede nei consigli di amministrazione di una decina di gruppi industriali. Insomma un “editore puro”, come si diceva un tempo! Un’organizzazione quindi guidata dai principi più ferrei del capitale, dove, nonostante la leggenda e la narrazione rosea, chi non ce la fa muore.
Un’associazione di editori guidata da un uomo d’affari, esponente del capitalismo più convinto e irremovibile. Ci stupiamo della sua risposta? “Hanno pagato, si attengono al regolamento che si richiama anche (addirittura) ai principi della Costituzione, va tutto bene”. Cosa dovrebbe rispondere il dottor Cipolletta?
Allora dov’è lo scandalo che non possiamo accettare? È tutto nel fatto che continua qui

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le città della monetizzazione sono già città di repressione

sullo sgombero del Leoncavallo, è vero che il sindaco Sala non ha responsabilità diretta di quanto è accaduto (cfr. il suo comunicato del 21 agosto: https://differx.noblogs.org/2025/08/24/il-comunicato-del-sindaco-di-milano-al-momento-dello-sgombero-del-leoncavallo/), ma allo stesso tempo è altrettanto vera questa osservazione di Michela Becchis:

https://www.facebook.com/michela.becchis/posts/pfbid02Z9Q5NYsGMJZSSUPqz3Dkp1dXys2ArYPxEiEfw9uSuNTZKLcA675myuniw1gMgLeHl

[…] i vari sindaci di centrosinistra possono giurare e spergiurare che non vengono mai avvisati degli sgomberi, ma da Milano a Roma a Napoli generano colpevolmente l’ambiente, la possibilità che consente alla destra (ma Minniti e il suo “decoro” l’abbiamo dimenticato?) di agire in modo repressivo e fascista . Città finanziarizzate dove ogni spazio è assurdamente e terribilmente monetizzato, dove chi vive la difficoltà di abitare, lavorare, studiare, ricrearsi e fare cultura e fare conflitto, sì quel conflitto che non piace neanche a voi, viene piano piano compresso in un altrove che città non è più.
Cari sindaci di una sinistra liberale, potete chiamarli coworking, hub, stakeholder e con tutte le parole che sempre della finanza sono, ma siete colpevoli di non difendere mai la libertà della vita di una comunità dalla monetizzazione che sempre repressione è.
(La frase è di Sandrone Dazieri)”

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il comunicato del sindaco di milano al momento dello sgombero del leoncavallo | differx

#lorosiprovacolfuoco #62, #Roma, #MichelaBecchis parla del suo abbastanza anomalo profilo di storica dell'arte medioevista ma anche contemporaneista, nonché curatrice di mostre. Tutto parte dalla formazione avvenuta a #RomaTorVergata, essendo allieva di #FerdinandoBologna, dal quale dichiara tuttavia di aver desunto un metodo che trascende la specificità dei singoli lassi temporali, pur connotandosi per una spiccata attenzione proprio alle peculiarità dei tempi storici... https://www.youtube.com/watch?v=rVAzdQLr6IQ
Michela Becchis - "L'oro si prova col fuoco" #62

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pod al popolo, #062: audio del primo giorno di dialoghi @ blocco 13, sul lavoro artistico di alberto d’amico e l’attività dello studio campo boario

Il 6 maggio 2025, a Blocco 13, si è tenuto il primo di tre incontri dedicati ad Alberto D’Amico e alle iniziative nel tempo ospitate dallo Studio Campo Boario. In questo primo (imperfetto, non editato) audio si possono ascoltare le voci di Marco Giovenale, Michela Becchis e Roberta Melasecca, precedute da un’introduzione di Alberto D’Amico. Come sempre su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. 

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oggi, 6 maggio, a roma, blocco 13: alcuni racconti di eventi realizzati allo studio campo boario

Da oggi, 6 maggio, tre incontri a Blocco 13 (Roma, via Benzoni 13, Metro Garbatella), nell’ambito della mostra Alberto D’Amico e lo Studio Campo Boario, della serie “artisti/galleristi”.
Il primo incontro si tiene oggi, martedì 6 maggio alle 18:00 (apertura della galleria – per consentire la visione delle opere – già alle ore 17) e sarà un’occasione per scoprire le numerose iniziative artistiche, letterarie, musicali, teatrali, filosofiche e architettoniche che hanno reso da 34 anni a questa parte lo Studio Campo Boario alla Piramide un punto di riferimento “carbonaro” per la cultura contemporanea nella città di Roma.
La serata prevede i racconti, da parte dei protagonisti, di alcuni dei maggiori eventi realizzati nello studio. Ospiti della serata saranno:
– Massimo Arduini: presenterà i suoi progetti “Batiment d’Ami”, “Ribatiment in moving” e “Batiment de livres”, offrendo una riflessione sull’arte nelle sue diverse forme, dal libro d’artista alle opere in video e soprattutto la dimensione espositiva.
– Michela Becchis: parlerà della mostra da lei curata “La città inservibile”, un’indagine sulla rappresentazione della città nell’arte contemporanea.
– Bruno Di Marino: racconterá le sue proiezioni, un viaggio attraverso la storia del cinema e dell’arte video.
– Marco Giovenale: descriverà le due esperienze, “Libridine” e “Esiste la ricerca”, due progetti che esplorano la relazione tra letteratura e arte e approfondiscono il tema delle scritture di ricerca.
– Roberta Melasecca: ci parlerà delle mostre da lei curate nello studio e i numerosi talk da lei ideati, offrendo una riflessione sulla comunicazione e la presentazione dell’arte.
Date degli altri incontri: 10 maggio e 13 maggio

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6 maggio, roma, blocco 13: alcuni racconti di eventi realizzati allo studio campo boario

Dal 6 maggio, tre incontri a Blocco 13 (Roma, via Benzoni 13, Metro Garbatella), nell’ambito della mostra  Alberto D’Amico e lo Studio Campo Boario, della serie “artisti/galleristi”.
Il primo incontro si terrà martedì 6 maggio alle 18:00 (apertura della galleria – per consentire la visione delle opere – già alle ore 17) e sarà un’occasione per scoprire le numerose iniziative artistiche, letterarie, musicali, teatrali, filosofiche e architettoniche che hanno reso da 34 anni a questa parte  lo Studio Campo Boario alla Piramide un punto di riferimento “carbonaro” per la cultura contemporanea nella città di Roma.

La serata del 6 prevede i racconti, da parte dei protagonisti, di alcuni dei maggiori eventi realizzati nello studio. Ospiti della serata saranno:

– Massimo Arduini: presenterà i suoi progetti “Batiment d’Ami”, “Ribatiment in moving” e “Batiment de livres”, offrendo una riflessione sull’arte nelle sue diverse forme, dal libro d’artista alle opere in video e soprattutto la dimensione espositiva.
– Michela Becchis: parlerà della mostra da lei curata “La città inservibile”, un’indagine sulla rappresentazione della città nell’arte contemporanea.
– Bruno Di Marino: racconterá le sue proiezioni, un viaggio attraverso la storia del cinema e dell’arte video.
– Marco Giovenale: descriverà  le due esperienze, “Libridine” e “Esiste la ricerca”, due progetti che esplorano la relazione tra letteratura e arte e approfondiscono il tema delle scritture di ricerca.
– Roberta Melasecca: ci parlerà delle mostre da lei curate nello studio e i numerosi talk da lei ideati, offrendo una riflessione sulla comunicazione e la presentazione dell’arte.

Date degli altri incontri: 10 maggio e 13 maggio

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16 gennaio, roma (villa altieri): “un dono”, performance di anahi mariotti

UN DONO
Performance di ANAHI MARIOTTI

Eventi Performativi ‘Dal corpo al corpo dell’arte’
a cura di Roberta Melasecca e Michela Becchis

realizzati nell’ambito di IOSONOVULNERABILE

giovedì 16 gennaio 2025 ore 17.30 – 19.30

Villa Altieri – Palazzo della Cultura e della Memoria Storica
Viale Manzoni 47 – Roma

All’interno del progetto IOSONOVULNERABILE di Sergio Mario Illuminato, visitabile a Villa Altieri fino all’11 febbraio 2025, prende il via giovedì 16 gennaio 2025 il ciclo di eventi performativi promossi in collaborazione con l’associazione culturale blowart, a cura di Roberta Melasecca e Michela Becchis.

Dalle 17.30 alle 19.30, la loggia del Palazzo della Cultura e della Memoria Storica sarà teatro della performance di Anahi Mariotti, dal titolo ‘UN DONO’, che appare permeata dallo stesso spirito che anima l’allestimento del progetto ‘iosonovulnerabile’: l’Atelier. Come scrive, infatti, Sergio Mario Illuminato nel testo curatoriale: «C’è un luogo sacro nell’arte: l’Atelier. Non a tutti è consentito accedervi ed è difficile spiegare a chi non lo frequenti la sua potenza: qui l’artista elabora la propria produzione intellettuale e creativa e mette a nudo la sua vulnerabilità in errori e fallimenti, apprendendo il mestiere di alchimista della materia viva».

«Allo stesso modo di Illuminato, che dischiude le porte del suo luogo sacro allestendolo nel museo romano, anche Anahi Mariotti trasla, per due ore, il suo Atelier a Villa Altieri: esso si identifica in un tavolo animato da fogli, inchiostri, penne, pennelli. Su di esso avviene la creazione artistica, l’intima connessione con la materia, che l’artista apre agli spett-attori generando uno spazio di relazione e di scambio, esplorando emozioni, corpi e identità. Attraverso l’ascolto, il disegno, la scrittura, la parola, Anahi procede ad una costruzione di dispositivi di delicata meraviglia, riconoscimento e autodeterminazione: il contatto tra i vissuti, le narrazioni delle realtà e delle vulnerabilità si materializzano in doni reciproci che toccano piani profondi dell’anima e nuovi immaginari del pensiero.

Se ti va, avvicinati, raccontami, proverò a custodire il tuo dono con cura, nello spazio generativo dell’arte, e proverò a risponderti con una parte di me, uno sguardo, una parola, un disegno, una promessa.” Questo l’invito dell’artista ad avvicinarsi, sedersi di fronte e condividere ciò che fa sentire ed essere vulnerabili e fragili, tentando di riconquistare una dimensione dello spirito e sviluppare l’universo stratificato dei sentimenti che abitano in noi. Nella triade della condivisione, tra artista, opera e fruitore, risiede la libertà e la necessità del gesto artistico che coincide sempre con l’atto di strappare un pezzo del corpo dell’artista, per donarlo e dare vita a “nuove versioni del mondo”, come afferma Papa Francesco nel Discorso agli artisti partecipanti all’incontro promosso nel 2023 per il 50° anniversario dell’inaugurazione della collezione d’arte moderna dei Musei Vaticani: “Noi esseri umani aneliamo a un mondo nuovo che non vedremo appieno con i nostri occhi, eppure lo desideriamo, lo cerchiamo, lo sogniamo. Voi artisti, allora, avete la capacità di sognare nuove versioni del mondo. Siete un po’ come i profeti. Sapete guardare le cose sia in profondità sia in lontananza, come sentinelle che stringono gli occhi per scrutare l’orizzonte e scandagliare la realtà al di là delle apparenze”.» (Roberta Melasecca)

«Ascoltare un racconto rende vulnerabile, rende vulnerabile nel senso etimologico della parola perché apre una ferita nella nostra soggettività. La relazione non esiste senza la possibilità della ferita, ma perché nel nostro vedere sbagliato ogni traballare dell’identità ci infligge una ferita. Di rado si è capaci di vedere quella ferita se non come pericolo, dimenticando che è sufficiente abbassare lo sguardo e ciascuno vedrà che si è portatori di una ferita, lì al centro perfetto della pancia, che è stato l’avvio dell’esistenza. Il vulnus permette di cominciare a vivere, certo anche con il dolore che implica. Ma è apertura alla vita, come l’ascolto, come l’arte.

In quel meraviglioso brusio che è composto da un racconto poco più che sussurrato, c’è quello che Elias Canetti chiamava “la saggezza del rumore” e che opponeva alla “purezza del silenzio”, che era per il grande scrittore una purezza che troppo spesso finisce per identificarsi con il nulla. La saggezza di narrare le proprie vulnerabilità non può avere nulla a che vedere con la purezza. È un brusio appunto, un tavolo disordinato dove c’è tutto quel che serve per dire, come meglio si riesce e cercando gli oggetti migliori per narrare. Chi quel tavolo lo trasforma in accoglienza si rende vulnerabile tanto quanto chi sussurra, perché riconoscere è riconoscersi nella propria preziosa precarietà. » (Michela Becchis)

Il ciclo di eventi performativi Dal corpo al corpo dell’arte, che vede il suo momento iniziale con la performance di Anahi Mariotti, continuerà con Francesca Di Ciaula il 23 gennaio, Silvia Stucky il 30 gennaio e chiuderà con Daniela Beltrani il 6 febbraio. Ogni artista, con la sua particolare e specifica ricerca, interpreta i temi di ‘iosonovulnerabile’, in un profondo e intimo dialogo con gli spett-attori che saranno coinvolti nelle azioni performative. Immersi nella ‘fabbrica delle idee’ dell’Atelier, la realtà e il vissuto che trasudano dagli ‘Organismi Artistici Comunicanti’ di Sergio Mario Illuminato si tramutano in corpo e carne, sangue e ossa, attraverso oggetti, gesti e riti. I corpi dell’arte e dell’artista, uniti ed unificati, divengono luoghi di riferimento, ambiti integrati di esperienze; si realizzano e prendono forma nel rapporto tra l’azione del corpo che conferisce valore simbolico allo spazio con il quale dialoga e la reazione che lo spazio determina sul corpo stesso, amplificando così le dimensioni mentali dell’immaginazione e della memoria.

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ANAHI MARIOTTI. (Recanati, 1986) Artista queer e attivista transfemminista della Casa delle donne Lucha y Siesta, si occupa di comunicazione e pratiche artistiche legate all’aspetto relazionale, in una ricerca visiva improntata al corpo, al femminismo, alla memoria e alle contingenze territoriali. Predilige il lavoro site-specific e l’arte partecipata.

Si occupa, inoltre, di comunicazione senza stereotipi, formazione antiviolenza e tematiche LGBTQAI+. Ha lavorato come responsabile di un Centro Antiviolenza e attualmente collabora in uno sportello di segretariato sociale antiviolenza e antidiscriminazione. Ha partecipato a premi, residenze artistiche ed esposizioni in Italia e all’estero. Collabora con il Master in Studi e Politiche di Genere dell’Università degli Studi di Roma Tre.

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Risale ad oltre un anno fa, ma solo adesso scopro questo puntuale ed appassionato intervento dell'amica #MichelaBecchis su #CarlaRavaioli, figura di cui fino a poche ore fa - confesso candidamente - ignoravo l'esistenza... #femminismo #marxismo #ambientalismo
https://www.youtube.com/watch?v=mjBDfNXWKaA
Michela Becchis. Seminario su Carla Ravaioli

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Lo sguardo di #MichelaBecchis su #Documenta15, una mostra che tratta temi tra «quelli più sentiti e che ormai» - considerazione molto opportuna! - «se vengono definiti di moda è per mancanza di forza a definirli brucianti, irrimandabili»... https://ilmanifesto.it/dentro-al-processo-collettivo-dellarte?fbclid=IwAR3VGbSges3jk3ZlirFp_rvNT-w_i5UCZaLZbMdDQcJzBQr7noS7tuUNGOs
Dentro al processo collettivo dell'arte | il manifesto

A Documenta 15, fino al 25 settembre, i curatori indonesiani Ruangrupa, portano le istanze collaborative di un fare e riflettere intorno alla società e agli spazi urbani

il manifesto