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Il sapore della libertà: Anarchia a tavola di Fiamma Chessa

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Anarchia a tavola Fiamma Chessa diario Edizioni Malamente novembre 2024 180 https://edizionimalamente.it/catalogo/fiamma-chessa-anarchia-a-tavola/

Anarchia a tavola di Fiamma Chessa è più di un libro di ricette: è un diario gastronomico anarchico, un intreccio di storie, tradizioni e lotte che attraversano generazioni, dimostrando come il cibo possa essere strumento di memoria, resistenza e comunità.

Anarchia a tavola: un viaggio tra cucina e memoria

Cosa c’entra la cucina con l’anarchia? Questa è la domanda che sorge spontanea davanti a Anarchia a tavola, il nuovo libro di Fiamma Chessa, studiosa e curatrice dell’Archivio Famiglia Berneri Aurelio Chessa. Ma la risposta è semplice: il cibo è cultura, tradizione, racconto, e diventa un filo che intreccia storie, idee e comunità. In questo libro, la cucina non è solo nutrimento, ma un atto di resistenza, di condivisione e di identità. La citazione di Tiziano Terzani che apre il volume – «Noi non siamo solo quello che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato» – introduce perfettamente il senso dell’opera. Attraverso ricette tramandate, incontri con figure del movimento anarchico e racconti di luoghi vissuti, Chessa ci porta in un viaggio personale e collettivo, dove la cucina diventa lo specchio di un’idea di libertà e di appartenenza. Non si tratta solo di un ricettario, ma di una narrazione che attraversa generazioni, dal ricordo delle pietanze di famiglia fino alle esperienze nelle cucine collettive degli incontri anarchici. Anarchia a tavola è un libro che celebra il cibo come veicolo di memoria storica e politica, trasformando ogni piatto in un frammento di storia e ogni ingrediente in un racconto.

Le radici familiari: le ricette di Giovanna Caleffi

Il viaggio culinario di Anarchia a tavola prende avvio dalle radici familiari dell’autrice, intrecciandosi con la memoria di Giovanna Caleffi, moglie di Camillo Berneri. È proprio lei a trasmettere a Fiamma Chessa la passione per la cucina, regalandole una copia de La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, un classico della gastronomia italiana. Le ricette di Giovanna Caleffi non sono solo un’eredità gastronomica, ma il riflesso di un modo di vivere e pensare: piatti semplici, legati alla tradizione contadina, ma carichi di significato affettivo e politico. Attraverso questi sapori, il libro restituisce l’atmosfera di un tempo in cui la cucina era anche un momento di socialità, di confronto e di cura reciproca. Le pietanze raccontate non sono solo un elenco di ingredienti e procedimenti, ma piccoli frammenti di vita: ogni piatto diventa il pretesto per rievocare episodi, incontri, aneddoti legati alla figura di Caleffi e al contesto anarchico in cui ha vissuto.

La Vetrina dell’Editoria Anarchica e Libertaria

Se le prime sezioni di Anarchia a tavola affondano le radici nella dimensione intima e familiare, il libro si apre poi a una dimensione collettiva e comunitaria con il racconto della Vetrina dell’Editoria Anarchica e Libertaria, manifestazione nata nel 2003 a Firenze con cadenza biennale. Questo evento non è solo un momento di incontro per editori e autori indipendenti, ma diventa anche un’occasione per sperimentare e condividere cucine diverse, tra cultura libertaria e tradizioni popolari. In questi anni, la manifestazione ha dato vita a una cucina collettiva, organizzata per sfamare i partecipanti con piatti che sono il frutto delle esperienze e le contaminazioni di chi vi prende parte. Le ricette di questa sezione del libro raccontano una cucina meticcia e solidale, che accoglie piatti della tradizione contadina, ma anche proposte vegetariane e vegane, adattandosi ai bisogni e alle sensibilità di una comunità in continuo mutamento. Tra le ricette riportate troviamo la torta di mele, pere e cioccolato, il babka (dolce della tradizione ebraica dell’Europa orientale) e il panino con il lampredotto, simbolo della cucina popolare fiorentina. Attraverso queste esperienze, il cibo si conferma non solo come necessità, ma come strumento di relazione e aggregazione, un modo per intrecciare storie e identità diverse, nel solco di una tradizione anarchica che ha sempre fatto della convivialità un elemento centrale della propria cultura politica.

Reggio Emilia e la riscoperta delle radici familiari

L’ultima parte di Anarchia a tavola ci porta a Reggio Emilia, città in cui Fiamma Chessa si trasferisce negli anni Duemila per seguire l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, custode di buona parte della memoria anarchica italiana. Qui, la narrazione si intreccia con nuove scoperte e incontri significativi, tra cui quello con i pronipoti di Giovanna Caleffi, che permettono all’autrice di approfondire ulteriormente le tradizioni culinarie della sua famiglia. Questo ritorno alle origini non è solo un viaggio gastronomico, ma anche un momento di riscoperta, dove il cibo diventa veicolo di memoria e continuità. Tra le ricette tramandate dalla famiglia Caleffi spiccano la gallina ripiena e la zuppa inglese, piatti che portano con sé il sapore di un’epoca e di una comunità che, attraverso la cucina, ha saputo mantenere vivi i propri legami. Il libro si chiude con un’intervista a Libereso Guglielmi, giardiniere e anarchico, noto per il suo legame con la famiglia di Mario Calvino, padre di Italo. Il dialogo con Guglielmi aggiunge una prospettiva inedita sulla relazione tra botanica, libertà e cucina, rafforzando l’idea che il cibo, come le piante, sia un elemento di connessione profonda tra individui e territorio. Con questa sezione, Anarchia a tavola dimostra ancora una volta come la cucina non sia mai solo nutrimento, ma un linguaggio culturale e politico, capace di raccontare storie di resistenza, solidarietà e appartenenza.

Cibo, memoria e anarchia: il valore di Anarchia a tavola

Con Anarchia a tavola, Fiamma Chessa firma un’opera che va oltre il semplice libro di cucina. Attraverso la cucina, l’autrice restituisce uno spaccato della storia anarchica italiana, raccontando episodi, incontri e tradizioni che spesso restano ai margini della grande narrazione storica. Dalle ricette di Giovanna Caleffi e Aurelio Chessa fino ai piatti condivisi alla Vetrina dell’Editoria Anarchica e Libertaria, ogni pagina del libro è una testimonianza di resistenza e comunità, un’ode alla semplicità e alla condivisione. Il volume dimostra anche come la cucina sia uno strumento di connessione, in grado di attraversare epoche e generazioni. Le esperienze dell’autrice, dai racconti della sua infanzia fino agli anni recenti a Reggio Emilia, ci mostrano come le tradizioni gastronomiche possano trasformarsi in archivi viventi, capaci di trasmettere valori e idee con la stessa forza di un manifesto politico. Anarchia a tavola è, in definitiva, un libro che parla di anarchia e convivialità, di legami familiari e lotta politica.

#anarchia #anarchismo #Berneri #cucina #FiammaChessa #Malamente

Il sapore della libertà: Anarchia a tavola di Fiamma Chessa

Anarchia a tavolaFiamma ChessadiarioEdizioni Malamentenovembre 2024180https://edizionimalamente.it/catalogo/fiamma-chessa-anarchia-a-tavola/

Anarchia a tavola di Fiamma Chessa è più di un libro di ricette: è un diario gastronomico anarchico, un intrecci

https://www.magozine.it/il-sapore-della-liberta-anarchia-a-tavola-di-fiamma-chessa/

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MALAMENTE (Cap.1: Augurio) - ROSALÍA

Ese cristalito roto. Yo sentí como crujía. Antes de caerse al suelo. Ya sabía que se rompía (¡uh!). Está parpadeando. La luz del descansillo.

DaLetra
MALAMENTE (Cap.1: Augurio) - ROSALÍA

Ese cristalito roto. Yo sentí como crujía. Antes de caerse al suelo. Ya sabía que se rompía (¡uh!). Está parpadeando. La luz del descansillo.

DaLetra

Scrivo questo #post in risposta al seguente:

https://t.me/journalctl_micro/3193

Molto funny: la #app #Android di PostePay rileva modifiche di sistema ad un #telefono che passerebbe #SafetyNet, col bootloader bloccato, e suppongo quindi senza #root. 😁️

Ho preso 5 minuti (uhmm, no, magari) per un breve #ReverseEngineering di quella parte della #applicazione, arrivando a questa sezione del file (baksmaliato dall’ultima versione presente su APKMirror) smali_classes6/posteitaliane/posteapp/apppostepay/ui/activity/SplashActivity.smali, che invoca il dialogo di avviso in foto: 🤓️

# riga 4358.method public final e()V# ... inizializzazione di altra roba# riga 4503new-instance v1, Lcom/scottyab/rootbeer/b;invoke-direct {v1, v0}, Lcom/scottyab/rootbeer/b;-><init>(Landroid/content/Context;)Vinvoke-virtual {v1}, Lcom/scottyab/rootbeer/b;->a()Zmove-result v1if-eqz v1, :cond_2# ... visualizza il dialogo se il codice sopra non ha saltato# riga 4542:cond_2# ... ritorna e termina il metodo

Detto in italiano, questo #codice invoca un metodo (dal nome offuscatino?) presente in una certa classe “com.scottyab.rootbeer“… ed esce fuori, con una #ricerca sul web, che questa è una #libreria #OpenSource (evidentemente integrata dagli sviluppatori di #PostePay) per controllare se un #dispositivo Android è #rootato. (Non se passa o meno #SlaveryNet, attenzione.) 🍻️

È un po’ troppo rubatempo mettersi a capire quale effettivamente è nel codice Java quella funzioncina b;->a()Z ora, quindi tiriamo a #indovinare. Ci sono, in RootBeer.java, tante #funzioni boolean, di cui varie ausiliarie, e 2 principali: isRooted[With/Without]BusyBoxCheck(). Queste due principali restituiscono un valore positivo qualora anche solo una delle ausiliari chiamate restituisca true, l’unica differenza tra le due è il fare anche il controllo per la presenza del binario busybox, oppure no… E quindi le opzioni sono le seguenti: 📜️

  • checkForBinary(BINARY_SU), checkSuExists(), checkForRootNative(), checkForMagiskBinary(): controllo effettivo del root; escludo, da quel che ricordo il suo telefono non è rootato, ed avendo il bootloader bloccato direi che possiamo stare tranquilli.
  • detectRootManagementApps(): scarto, se il telefono non è rootato non avrebbe senso tenere app di gestione del root.
  • detectPotentiallyDangerousApps(): controlla se sono installate app “a umma umma”; escludo perché credo nessuna sia utile senza il root, e qualcuna forse è pure malware… eccetto Lucky Patcher, che però ad oggi si auto-spoofa.
  • checkForRWPaths(): scarto, controlla se alcuni percorsi sensibili sono scrivibili, immagino di no col bootloader bloccato e senza root.
  • checkForDangerousProps(): da verificare, controlla se alcune #BuildProps di Android sono particolari.
  • detectTestKeys(): inizialmente sospettavo, ma lo abbiamo verificato (con getprop | grep build.tags), e pare non sia il caso (tutto è listato come “release-keys“).
  • checkForBinary(BINARY_BUSYBOX): questa potrebbe essere, ed è #interessante, controlla come ho detto prima la presenza del binario busybox, ma da questo commit del 2020 non è più usata nel check predefinito perché — come detto nel commento in quella parte di #source, e alla sezione “False positives” del readme — alcuni #OEM lo lasciano quando non dovrebbero (io credevo fosse normale tralaltro, non un’anomalia!).

Quest’ultima #ipotesi mi cattura perché innanzitutto, te micro hai proprio un #MotoE da quello che ricordo, che è uno dei #telefoni listati esplicitamente sul readme… certo, se la #lib usata nella app fosse stata aggiornata, questo non sarebbe dovuto succedere, a meno che i programmatori delle #Poste non abbiano stupidamente usato la funzione di #controllo aggressiva. Però tbh, considerando la qualità del #software #statale o semi-statale qui in #Italia, secondo me semplicemente quella #dipendenza non è mai stata aggiornata (da un lato però, come biasimarli… “se funziona, non toccare”…). Al momento però non riesco a #provare ciò, perché non trovo #APK abbastanza vecchi di PostePay, quindi lancio solo #idee al vento. 😩️

Io punto su #busybox per risolvere questo #mistero. Lo #smartphone non è il mio, quindi io ora posso solo aspettare, se dovessero uscire novità farò un banale edit. (Sperando non siano così grosse da necessitare di un nuovo #messaggio). 😼️

Edit: non ci ho beccato nemmeno per il cavolo: dalla regia, che ha ora testato con il #programma di #test di #RootBeer, vengo a scoprire #malamente che le mie opzioni tecnicamente più plausibili si sono rivelate sbagliate. “Root Management Apps” è cosa fa scattare gli allarmi, cosa che io giustamente ho escluso a priori, ma la regia mi fa appunto sapere che aveva #Magisk Manager installato (soltanto a prendere polvere perché, questo l’ho pensato bene, non ha il root nell’effettivo); e, come previso, la disinstallazione mette a tacere i falsi positivi. Vabbè oh, non potevo immaginarmelo… 🤕️

https://octospacc.altervista.org/2024/01/21/investigazione-della-app-postepay-senza-radice/

#Android #APK #app #applicazione #BuildProps #busybox #codice #controllo #dipendenza #dispositivo #funzioni #idee #indovinare #interessante #ipotesi #Italia #lib #libreria #Magisk #malamente #messaggio #mistero #MotoE #OEM #OpenSource #post #Poste #PostePay #programma #provare #ReverseEngineering #ricerca #root #rootato #RootBeer #SafetyNet #SlaveryNet #smartphone #software #source #statale #telefoni #telefono #test

journalctl -u micro

App postepay — chiaramente c'è qualcosa che non va

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“Quando non zappo, a volte scrivo”

"Quando non zappo, a volte scrivo - cammino poetico per una quotidianità non consumista"Serie "Voci"Felice Rosario ColaciRaccolta poeticaEdizioni MalamenteSettembre 2022Brossura165 paginehttps://edizionimalamente.it/catalogo/quando-non-

https://www.magozine.it/quando-non-zappo-a-volte-scrivo/

#Recensionilibri #altroconsumo #anticonsumismo #campagna #illustrazioni #Malamente #poesie #raccoltapoetica #seminasogni #slowlife #slowliving #vitalenta

"Quando non zappo, a volte scrivo"

"Quando non zappo, a volte scrivo" - Il Mago di Oz

Il Mago di Oz
Justice! - Rivista Malamente

L’ultima volta che quella piazza ha visto delle grida così arrabbiate era un’altra epoca, prima della pandemia, prima della nuova guerra, prima che l’incubo dei fascisti al governo diventasse una triste possibilità. Era il 2019 e la piazza di Civitanova… Continue reading →

Rivista Malamente
Presentazione di "Mutuo appoggio" con Dean Spade [video]

A Bologna una delle tappe del tour italiano dell'autore statunitense del libro che indaga come "costruire solidarietà durante questa crisi (e la prossima)": la registrazione della presentazione che si è svolta a Vag61, promossa dalla Colonna Solidale Autogestita e da Edizioni Malamente.

Zic.it | Zeroincondott★

In questo numero
*il punk ad ascoli
*leopardi
*David Graeber
**** e un sacco di altra roba
 
Io spero che lo stiate leggendo tutti

#malamente