Il "clima di terrore" tra i lavoratori dei centri per migranti in Albania

Riservatezza e “obbligo di fedeltà” sono alcune delle clausole che i dipendenti di Medihospes Albania hanno dovuto sottoscrivere per iniziare a lavorare nelle strutture di Shëngjin e Gjadër. Gli operatori lamentano cattiva gestione e licenziamenti improvvisi. A un anno dall’aggiudicazione del contratto, la prefettura di Roma e il gestore non hanno ancora firmato il contratto. Mentre il governo ha riavviato i trasferimenti nella massima opacità. La nostra inchiesta

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A Gjadër, in Albania, slitta l'apertura dei centri di detenzione dei migranti

Reportage dai luoghi dove il governo italiano aveva assicurato l'apertura di hotspot e Cpr prima a fine maggio e poi a inizio agosto. I lavori, pur su turni sfiancanti, devono ancora terminare. I residenti intanto si interrogano sull'impatto su una comunità di 200 anime, che a volte è senz'acqua ed elettricità. Tra speranze di lavoro e disagio per il destino di migliaia di persone

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