#GoreVerbinski sforna un nuovo lavoro #cinematografico con Good Luck, Have Fun, Don't Die dopo anni di silenzio, portando sul grande schermo una specie di darkcomedy a tratti fantascientifica e a tratti grottesca, pensata per essere una sorta di psicanalisi collettiva della odierna società.

Il presupposto dell'intreccio: in una diner di Los Angeles, un uomo con le fattezze di un barbone ciarliero sostiene di venire dal futuro.
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F1, il film con Brad Pitt, avrà un sequel: conferma del produttore Bruckheimer

Annuncio Ufficiale del Sequel Dopo mesi di speculazioni, è arrivata la conferma tanto attesa: il film *F1 - Il film* avrà un secondo capitolo. Jerry Bruckheimer, produttore della f

Notizie Buzz!

#FianoRomano: rovinoso #incendio, in #fiamme un intero #capannone #industriale

Il #rogo alle 20.30 in via della Fisica. La struttura ospita materiale #cinematografico. #VigiliDelFuoco al lavoro con diverse squadre e mezzi

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Fiano Romano: rovinoso incendio, in fiamme un intero capannone industriale - metropoli.online

Il rogo alle 20.30 in via della Fisica. La struttura ospita materiale cinematografico. Vigili del fuoco al lavoro con diverse squadre e mezzi

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Capitolo 246

Eccomi nuovamente a Roma, dopo quindici bellissimi giorni nella mia seconda terra, la Puglia. Tornare nella Città Eterna a fine luglio mi fa sentire un po’ tipo Clint Eastwood ne “Il Buono Il Brutto il Cattivo”, quando Tuco lo obbliga ad attraversare il deserto sotto il sole rovente. Ecco, mi sento proprio così, strisciante nell’asfalto romano, con il pensiero fisso del mare, dei panzerotti e di quella dolce brezza cullata dalle onde. Bon, dopo questa nostalgica ed amara introduzione, passiamo alle visioni di questo periodo di vacanza, tra treni che andavano, treni che venivano e terrazze stellate.

Funeral Party (2007): Viaggio d’andata in treno. Lo scorso anno, non so perché, guardai “Zabriskie Point” di Antonioni, quest’anno ho imparato la lezione e mi sono buttato su una commedia che non vedevo da tanti anni. Forse il film più divertente di questo secolo, ricordo che al cinema, ai tempi, sono finito sotto la poltroncina per quanto stavo ridendo. Anche in treno sono riuscito ad attirare lo sguardo di alcuni passeggeri che mi stavano sentendo ridere un po’ troppo sguaiatamente. Capolavoro.

Phenomena (1985): Altro film già visto, che però stavolta non vedevo davvero da circa 25-30 anni. Visto che sto dando ripetizioni di Dario Argento alla mia dolce metà, grazie a Prime Video mi sono imbattuto in quest’altro grande classico: atmosfere come sempre bellissime, anche se nei film del buon Dario la plausibilità non è proprio di casa. Ha retto comunque il peso del tempo, confermandosi un ottimo prodotto di genere. Jennifer Connelly prometteva proprio bene (in tutti i sensi): ma che fine ha fatto?

Ammore e Malavita (2017): Se i Manetti Bros non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Un musical tra camorra e canzone napoletana, uno dei grandi successi italiani della scorsa annata cinematografica. Finalmente sono riuscito a recuperarlo e, sebbene continui a preferire “Song e Napule”, devo dire che anche in questo caso il film funziona in ogni dettaglio: la musica, gli attori, l’ambientazione, la storia. Splendido.

Rocky (1976): A Roma non ho il televisore, motivo per cui ogni volta che mi trovo a Monopoli, dove il televisore c’è, devo assolutamente guardarmi almeno un film in tv. Un mercoledì sera bello fresco mi imbatto nel capolavoro partorito da Stallone: e che fai, non te lo rivedi per la trentacinquesima volta? Ma di che stiamo parlando, i brividoni!

Non buttiamoci giù (2014): Da un libro molto bello di sua maestà Nick Hornby, un adattamento che, pur essendo piuttosto godibile, non ha la brillantezza né l’acutezza del romanzo. Visto però che ci stanno un sacco di rompiballe che quando vedono un film devono per forza dire che il libro è meglio (e ti credo, a meno che il film non sia di Kubrick) e visto che non voglio assolutamente fare la parte del rompiballe, diciamo che il film preso così com’è è comunque molto carino (e poi da quando ho visto “Roadies” ho una cotta per Imogen Poots). Dimenticavo, Toni Collette tanto per cambiare fa la parte di una madre disagiata: che novità!

Funny People (2009): Mi domando come facessi a non conoscere questo film, proprio io che sto sempre molto attento a ciò che si muove nel panorama indipendente. Judd Apatow (creatore della serie “Love”) riunisce in due ore e mezza (!) di film alcuni tra i maggiori comici del momento: Adam Sandler, Seth Rogen, Jonah Hill, Aziz Ansari e un sacco di altra gente. Mi è piaciuto, non è assolutamente male, non è proprio una commedia, anzi, però la durata è decisamente esagerata. Adam Sandler nei ruoli drammatici funziona davvero bene.

England is Mine (2017): Aspettavo questo film con grande curiosità visto che gli Smiths sono tra le mie band preferite. Niente, soporifero fino alla nausea, la regia è piatta, senza guizzi, la storia è totalmente monocorde. Inoltre, trattandosi di una biografia non autorizzata, non ci sono le canzoni degli Smiths. Tempo perso.

Slacker (1991): Il viaggio di ritorno in treno, che grazie a Trenitalia è durato 8 ore invece di 6, è stato allietato dal film d’esordio di uno dei miei registi preferiti, Richard Linklater. Dare un giudizio è complicato, perché non c’è una trama vera e propria, semplicemente ci sono gruppi di ragazzi che si incontrano casualmente e danno continuamente vita a nuove scene del film, dove si parla un po’ di tutto. Interessante manifesto di una generazione di “fannulloni” più o meno intellettuali, il talento di Linklater era già cristallino.

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Non sapete che film vedere questa sera? C’è Letterboxd. Volete sapere se l’amico che è andato al cinema dietro vostro consiglio ha apprezzato ciò che ha visto? C’è Letterboxd. Volete tenere conto di tutto ciò che avete visto, giorno per giorno? C’è Letterboxd. Avete bisogno di stilare una lista di qualunque genere (film preferiti, la top 10 delle opere di Scorsese o, non so, i migliori che avete visto durante l’anno)? C’è Letterboxd. Volete avere una watchlist accessibile, facile da usare, sempre a portata di mano? C’è Letterboxd. Sentite la necessità di condividere i vostri pensieri con i cinefili di tutto il mondo (e magari sbirciare i voti e le recensioni di altre persone)? C’è Letterboxd. Insomma, come avrete capito, il social network cinematografico più amato di sempre è la risposta a moltissime nerdate cinefile di cui non sapevate di avere bisogno.

Il sito (con inevitabile app) nasce nel 2011 dalla mente di due ragazzi neozelandesi, Matt Buchanan e Karl von Randow, allo scopo di organizzare i film visti e scoprirne di nuovi. Con il termine letterbox, in gergo, si intendono le bande nere che vedevamo sullo schermo quando il formato del film era diverso dall’aspect ratio della nostra tv. Alla fine del 2013 l’app riceve l’endorsement di Steven Soderbergh, che è anche il motivo per cui nel gennaio del 2014 ho aperto il mio diario. Il problema è che ai tempi la community era davvero ridotta, per cui usavo il mio Letterboxd esclusivamente per tenere conto appunto del diario cinematografico dei film visti (motivo per cui i miei conteggi sul totale di film visti mese per mese e anno per anno partono proprio dal 2014). Ora invece, in seguito all’approdo su Letterboxd di amatissimi professionisti del settore (c’è anche Martin Scorsese!), stimati critici cinematografici e studiosi di cinema di tutto il mondo, oltre ovviamente a tanti amici e conoscenti, l’esperienza è diventata decisamente coinvolgente.

Come funziona Letterboxd? Più facile a farsi che a dirsi. Ogni volta in cui si vede un film si logga il titolo con la data in cui si è visto (e la possibilità, facoltativa, di inserire un rating su una scala di 5 stelline, oltre a tag e le proprie recensioni). Tutto qui. Se si vuole approfondire l’esperienza si può aprire la home e scoprire cosa hanno visto ultimamente le persone che seguiamo, leggere le loro recensioni e i loro rating, o inserire in watchlist qualcosa che sembra intrigarci. Oppure si può cliccare sulle liste e scoprire i 250 film più belli secondo il sondaggio di Sigth & Sound o quelli da vedere almeno una volta nella vita (ci sono liste davvero di ogni genere e per tutti i gusti). Ci sono recensioni serie, serissime, altre invece più ironiche, irresistibili, brevi e concise, che vanno giù dritte come uno shot di tequila. Inoltre, utilizzando i filtri, si possono facilmente raccogliere dati sulle proprie visioni, aggiungere film che abbiamo visto in passato (con una velocità sconvolgente che potrebbe rasentare la dipendenza) e avere, se fosse mai possibile, ancora più voglia di vedere film. Lo so, il ragionamento potrebbe suonare malato, ma in fondo che male c’è? Parliamo “soltanto” di film!

Ad aggiungersi a tutto ciò, Letterboxd ha saputo lavorare bene anche sui suoi account social, con un social media manager cinefilo e ironico su X (o twitter) e Instagram, ma soprattutto un canale YouTube interessantissimo, in cui gli inviati dell’app in questione si presentano sui red carpet o ai festival di cinema domandando ad attori e registi di nominare la propria Top 4 di film preferiti (la stessa cosa che viene chiesta ad ogni utente nel momento di aprire un account, una breve classifica che si può modificare e aggiornare in qualunque momento): ad esempio, è grazie alla Top 4 di Willem Dafoe che ho scoperto un film sorprendente come Onibaba (di cui ho parlato nel Capitolo 367).

Se hai già un profilo su Letterboxd o hai intenzione di aprirlo, seguimi per scoprire sempre più film da vedere e vivere, come facciamo da sempre, una vita da cinefilo: il mio profilo è qui. Buon divertimento!

(La mia home su Letterboxd, aggiornata al 13 marzo 2024)

https://unavitadacinefilo.com/2024/03/13/cose-letterboxd-e-perche-e-cosi-amato/

#aCheServe #aprireUnProfilo #cinefili #cinematografico #comeFunziona #comeSiUsa #community #cosè #diario

Alessio Trerotoli🟠🟢🔵’s film diary

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Come Diventare Scenografo Cinematografico #howto #diy #Cinematografico
Italy: 2020 box office falls 93%

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