Germania / Chiodi per i calzari romani: scoperta un’officina militare (con magazzino) a Waldmössingen
Elena Percivaldi
Può un oggetto minuscolo come un chiodo di ferro, lungo appena un centimetro e mezzo, aprire scenari sorprendenti sulla storia di Roma? Sì, se il reperto in questione non è uno soltanto, ma sono decine. È quanto accaduto a Schramberg-Waldmössingen (Landkreis Rottweil, Germania), dove un’équipe del LAD – Landesamt für Denkmalpflege di Stoccarda e dell’Università di Friburgo ha individuato un’officina romana destinata alla produzione – o almeno al deposito – dei chiodi che servivano a rinforzare i calzari dei legionari, le celebri caligae.
Studenti durante gli scavi presso il forte romano di Schramberg-Waldmössingen (Foto:
©Ufficio statale per la conservazione dei monumenti del Consiglio regionale di Stoccarda/Immagine:
©C. Wulfmeier)
Roba… da chiodi
Le indagini si sono concentrate su un grande edificio in pietra di oltre 1.000 mq, già esplorato nel 1896 ma da allora rimasto enigmatico e di difficile interpretazione. Le nuove ricerche hanno rivelato almeno due fasi costruttive, risalenti alla seconda metà del I secolo d.C. Ma soprattutto, sono stati trovati oltre cento chiodi di scarpa in ferro, tutti perfettamente conservati. Non si tratta di pezzi usurati, ma di elementi nuovi, pronti all’uso.
Questi piccoli oggetti confermano che il sito aveva un ruolo chiave nella logistica militare romana: i chiodi davano ai soldati maggiore stabilità sui terreni accidentati, ma cadevano facilmente durante le marce. Per questo i legionari ricevevano un’indennità speciale, il clavarium, destinata all’acquisto dei ricambi.
Studenti durante gli scavi presso il forte romano di Schramberg-Waldmössingen (Foto:
©Ufficio statale per la conservazione dei monumenti del Consiglio regionale di Stoccarda/Immagine:
©C. Wulfmeier)
Waldmössingen, un nodo strategico sul Limes renano
Il castrum di Waldmössingen, esteso su una superficie di circa 2 ettari, sorgeva lungo la strada che attraversava la Foresta Nera e collegava l’alto Reno con l’area del Neckar. Intorno, sotto il regno di Vespasiano (69–79 d.C.), sorsero numerosi presidi, dipendenti dal grande campo legionario di Rottweil (Arae Flaviae). Waldmössingen, con la sua posizione strategica nei pressi di un crocevia viario, sembra aver svolto la funzione di magazzino centrale per il rifornimento delle truppe stanziate lungo questo tratto del Limes. Al suo interno sono stati rinvenuti i resti di due edifici con fondamenta in pietra, di cui solo quello del personale (principia) è stato identificato con certezza; la funzione del secondo non è chiara. I reperti provenienti dall’area del vicus indicano la presenza di una fornace per la ceramica; una pietra d’altare e una tavoletta contenente il testo di una maledizione (defixio) provengono invece da un’area dove probabilmente sorgeva un tempio.
Replica di una
caliga e chiodi da scarpa dai reperti degli scavi di Schramberg-Waldmössingen (Foto:
©Università di Friburgo, L. Regetz)
Archeologia “dal vivo”
La campagna di scavo, iniziata il 4 agosto scorso, è stata l’occasione per fare divulgazione attraverso lezioni “a cielo aperto“: oltre 1.500 visitatori, in gran parte studenti e famiglie, hanno seguito da vicino il lavoro degli archeologi, osservando come gli strumenti moderni possano restituire la voce a reperti di quasi duemila anni fa.
“È stata una delle esperienze didattiche più coinvolgenti che abbia mai diretto”, ha commentato Lena Regetz, ricercatrice dell’Università di Friburgo. Per Christoph Wulfmeier, del LAD, l’iniziativa è stata un’importante “vetrina” per l’archeologia della regione.
La fine degli scavi è prevista per il 12 settembre.
Immagine in apertura: Calzatura da soldato romano (caliga ) con suola chiodata. Sullo sfondo, la torre angolare del Forte di Waldmössingen, ricostruita nel 1975 (Foto: ©Università di Friburgo, L. Regetz)
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