Il piano di pace Don-Bibi decreta di fatto la fine della legittima aspettativa dei Palestinesi ad avere un proprio Stato, in cui essere cittadini pienamente.
Riposto ciò che avevo scritto ad agosto, perché in conclusione resta valido.
Allego anche l'articolo del Manifesto sull'ipocrita piano di pace del sempreverde colonialismo occidentale
https://ilmanifesto.it/gaza-il-piano-ultimatum-di-trump-chi-approva-che-cosa?t=hbrm17IRz8bUTCdUXNEWP

La fine dei due Stati.

Quale fosse la direzione presa da Netanyahu e quale l'obiettivo era assai probabilmente chiaro alla diplomazia Internazionale già nelle prime settimane successive al 7 ottobre 2023. Ed è assai possibile che ne fossero messi a conoscenza i Governi occidentali. Ma tacquero colpevolmente.

Eppure da anni, forse decenni, doveva apparire evidente che si stava preparando un piano per sottomettere i Palestinesi ed occupare i loro territori.
Israele si è lentamente scientemente preparato il terreno. Bisognava innanzi tutto fiaccare ogni velleità di resistenza popolare, dignità ed orgoglio dovevano essere ridotti a nulla nelle persone. Restrizioni, apartheid, muri divieti dovevano servire a indebolire a tal punto animi e coscienze da rendere impensabile una sollevazione popolare, una qualche nuova intifada.
Gli ultimi dieci anni sono stati una capillare intenzionale preparazione del colpo finale. La destra sionista al Governo israeliano lo ha meticolosamente organizzato.
Una volta fiaccati gli animi, bisognava procedere all'occupazione di Gaza, senza dare il tempo ad una resistenza palestinese di organizzarsi.
I bombardamenti a tappeto di scuole ospedali moschee infrastrutture rasando a zero i territori hanno reso impossibile di fatto alla popolazione di nascondersi e reagire. Già fiaccati negli animi è stato un lavoro facile per Israele. I bombardamenti senza tregua hanno spinto le persone a fuggire e cercare rifugio in luoghi di Gaza meno insicuri. Due anni e mezzo scappando da un luogo all'altro senza più alcun tessuto produttivo agricolo ed industriale. Senza corrente senza acqua e senza la forza e il tempo di reagire.
Se davvero ci sono le decine di km di sotterranei, come va dicendo Israele, come mai la gente comune non li ha usati per una qualche forma di resistenza? Non parlo di terroristi armati, ma di popolo che, come i partigiani, si organizza e raccoglie le forze contro l'invasore. Ma quelle energie non ci sono. Israele aveva già provveduto a prosciugarle.
Ora è il momento del colpo finale, serve il casus belli.
Sappiamo quale è stato.
I Carri di Gedeone sono pronti ad entrare in azione, non appena ultimata la prima fase della distruzione. Il progetto del Grande Israele che nessun Israeliano, sia esso estremista moderato o riformista, si sente di non carezzare è dietro l'angolo di detriti e macerie di Gaza City.

#gazagenocide
#carriDiGedeone
#IsraelePalestina

@attualita

Gaza, il piano-ultimatum di Trump. Chi approva che cosa | il manifesto

Israele (Editoriale) Rabbiosa e in difficoltà per la Flotilla di fronte all’opinione pubblica interna che scende in piazza a tutte le ore in solidarietà, e dei sindacati che scioperano bloccando i porti, Giorgia Meloni è passata alle spicce contro l’iniziativa non-violenta, per la quale «forse la sofferenza dei palestinesi non era l’obiettivo» e che «ora che c’è

il manifesto

@attualita

La fine dei due Stati.

Quale fosse la direzione presa da Netanyahu e quale l'obiettivo era assai probabilmente chiaro alla diplomazia Internazionale già nelle prime settimane successive al 7 ottobre 2023. Ed è assai possibile che ne fossero messi a conoscenza i Governi occidentali. Ma tacquero colpevolmente.

Eppure da anni, forse decenni, doveva apparire evidente che si stava preparando un piano per sottomettere i Palestinesi ed occupare i loro territori.
Israele si è lentamente scientemente preparato il terreno. Bisognava innanzi tutto fiaccare ogni velleità di resistenza popolare, dignità ed orgoglio dovevano essere ridotti a nulla nelle persone. Restrizioni, apartheid, muri divieti dovevano servire a indebolire a tal punto animi e coscienze da rendere impensabile una sollevazione popolare, una qualche nuova intifada.
Gli ultimi dieci anni sono stati una capillare intenzionale preparazione del colpo finale. La destra sionista al Governo israeliano lo ha meticolosamente organizzato.
Una volta fiaccati gli animi, bisognava procedere all'occupazione di Gaza, senza dare il tempo ad una resistenza palestinese di organizzarsi.
I bombardamenti a tappeto di scuole ospedali moschee infrastrutture rasando a zero i territori hanno reso impossibile di fatto alla popolazione di nascondersi e reagire. Già fiaccati negli animi è stato un lavoro facile per Israele. I bombardamenti senza tregua hanno spinto le persone a fuggire e cercare rifugio in luoghi di Gaza meno insicuri. Due anni e mezzo scappando da un luogo all'altro senza più alcun tessuto produttivo agricolo ed industriale. Senza corrente senza acqua e senza la forza e il tempo di reagire.
Se davvero ci sono le decine di km di sotterranei, come va dicendo Israele, come mai la gente comune non li ha usati per una qualche forma di resistenza? Non parlo di terroristi armati, ma di popolo che, come i partigiani, si organizza e raccoglie le forze contro l'invasore. Ma quelle energie non ci sono. Israele aveva già provveduto a prosciugarle.
Ora è il momento del colpo finale, serve il casus belli.
Sappiamo quale è stato.
I Carri di Gedeone sono pronti ad entrare in azione, non appena ultimata la prima fase della distruzione. Il progetto del Grande Israele che nessun Israeliano, sia esso estremista moderato o riformista, si sente di non carezzare è dietro l'angolo di detriti e macerie di Gaza City.

#gazagenocide
#carriDiGedeone
#IsraelePalestina

da un post di eliana riva / iniziano le fasi finali del #genocidio contro la #palestina

israele ha annunciato l’inizio dell’operazione militare chiamata “Carri di Gedeone”, che dovrebbe concludersi con due milioni di palestinesi chiusi in una minuscola area sotto il controllo militare israeliano. Prima imprigionati e poi espulsi.

https://ilmanifesto.it/raid-notturni-oltre-120-morti-trump-teniamo-docchio-la-striscia

I carri armati israeliani stanno penetrando sempre più all’interno di Gaza, dispiegando violenza e omicidi per costringere la popolazione rimasta a fuggire. Ancora una volta.

Al fine di spostare i palestinesi, l’esercito fa di tutto per incutere terrore, come accadde proprio in questi giorni 77 anni fa, durante la Nakba palestinese. I volantini, tornati a svolazzare nel cielo di Gaza, sono solo la facciata di un avvertimento che nella realtà non esiste. Sono state bombardate nella notte e senza nessun avviso le case di Khan Younis, nel sud.

Nel nord più di cento persone sono rimaste sotto le macerie. I testimoni hanno descritto un quadro agghiacciante, un cimitero di non morti. I sopravvissuti sentono le urla dei dispersi ma non riescono a raggiungerli.

Secondo la NBC News, Trump sta considerando di espellere un milione di palestinesi da Gaza verso la Libia.

– cfr. l’articolo su ‘il manifesto’

#bambini #carriDiGedeone #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

Raid notturni: oltre 120 morti. Trump: «Teniamo d’occhio la Striscia» | il manifesto

Palestina (Internazionale) Raid aerei e colpi di artiglieria, nuovi ordini di evacuazione e assedi. I carri armati israeliani stanno penetrando sempre più all’interno di Gaza, dispiegando violenza e omicidi per costringere la popolazione rimasta a fuggire. Ancora una volta. È la cruenta preparazione del piano militare soprannominato «Carri di Gedeone», quello annunciato da Netanyahu e preteso dal

il manifesto