L’ultimo fiume libero. Il Tagliamento

Nell’ambito della Climate Justice University 18:00-20:00 | talk pubblico L’ultimo fiume libero. Il Tagliamento con Francesco Franz (comitato Tagliamento Libero), Sofia Turati [https://altreconomia.it/author/sofia-turati-2/] (giornalista di Altreconomia) e Michele Lapini [https://www.michelelapini.net/](photo reporter) L’ultimo fiume selvaggio d’Europa è a un bivio. Comitati e associazioni si battono contro le grandi opere previste lungo l’ultimo fiume che conserva ancora le caratteristiche originali di molti corsi d’acqua alpini, come l’ampio alveo dinamico a canali intrecciati. 20:00 | cena sociale di autofinanziamento per VAG61

Balotta

Un futuro per niente remoto

Vag61, giovedì 7 maggio alle ore 18:00 CEST

Nell’ambito della Climate Justice University

18:00-20:00 | long read pubblico

Un futuro per niente remoto. Subsidenza, alluvioni, innalzamento dei mari e infrastrutture CCS in Emilia Romagna

con Recommon

“Ravenna CCS” è il progetto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica promosso da una joint venture tra le due grandi corporation fossili italiane a controllo pubblico: ENI e Snam. Il progetto, attualmente nella sua fase pilota, mira a realizzare una serie di infrastrutture su terra e in mare orientate a raccogliere e trasportare la CO2 dall’Emilia Romagna e dal Veneto verso i giacimenti esausti di ENI nell’Alto Adriatico (Porto Corsini Mare Ovest, con le piattaforme PCW-T, PCW B-C; Agostino C; Garibaldi C e Garibaldi D). Con non poche criticità.

20:00 | cena sociale di autofinanziamento per l’azionariato popolare del piano di reindustrializzazione dal basso (Un azione contro il riarmo) del Collettivo di Fabbrica ex GKN.

https://balotta.org/event/futuro

L’ultimo fiume libero. Il Tagliamento

Vag61, giovedì 26 marzo alle ore 18:00 CET

Nell’ambito della Climate Justice University

18:00-20:00 | talk pubblico

L’ultimo fiume libero. Il Tagliamento

con Francesco Franz (comitato Tagliamento Libero), Sofia Turati (giornalista di Altreconomia) e Michele Lapini (photo reporter)

L’ultimo fiume selvaggio d’Europa è a un bivio. Comitati e associazioni si battono contro le grandi opere previste lungo l’ultimo fiume che conserva ancora le caratteristiche originali di molti corsi d’acqua alpini, come l’ampio alveo dinamico a canali intrecciati.

20:00 | cena sociale di autofinanziamento per VAG61

https://balotta.org/event/lultimo-fiume-libero-il-tagliamento

Geografie d'acqua

Libreria Modo Infoshop, mercoledì 8 aprile alle ore 18:00 CEST

Presentazione del libro Geografie d’acqua: paesaggi ibridi
con l’autore Francesco Visentin, discussione con la partecipazione di Wu Ming 1

IL LIBRO
I fiumi entrano nel radar della nostra vita, mediatica e materiale, soprattutto in occasione delle loro estreme manifestazioni di assenza (siccità) e presenza (inondazioni). Queste polarità permettono di comprendere come le geografie d’acqua possano essere identificate sia come “fasce di conflittualità” che come “laboratori concettuali e politici” in cui individuare le dinamiche più generali che caratterizzano contesti territoriali a diversa scala. Nell’ampio palinsesto di cambiamenti climatici, sociali, culturali, spaziali o politici, l’acqua rappresenta una possibile lente attraverso la quale studiare l’instabilità e la policronicità dei territori e dei suoi abitanti (umani e non). Proprio per questo diventa fondamentale apprezzare l’assetto dell’idrografia in quanto grande assemblaggio tecnico, un “ibrido paesaggistico” in cui la trasformazione della natura non è un’eccezione, bensì la regola. Indagare questa potenziale conflittualità in relazione alla trasformazione fa sì che questa non diventi solo strumento di controllo, ma di dialogo per raggiungere un efficace connubio tra società e idraulica.

di Francesco Visentin

Marsilio Editore

https://balotta.org/event/geografie-dacqua

Presentazione pubblica multimediale del progetto C.A.S.A. in Cisgiordania

Vag61, giovedì 16 aprile alle ore 18:00 CEST

16 Aprile | 18:00 – 22:00

Nell’ambito della Climate Justice University

18:00 | talk pubblico

Presentazione pubblica multimediale del progetto C.A.S.A. in Cisgiordania

La comunità agricola di Mondeggi Bene Comune da più di una anno intreccia rapporti con alcune delle comunità di resistenza contadina in Cisgiordania, West Bank, Territori Occupati Palestinesi. In West Bank è sempre stato pericoloso essere una contadina o un pastore. Se vivi vicino a delle colonie israeliane, portare le pecore al pascolo o fare la raccolta delle olive può essere un problema. L’obiettivo di questo progetto pilota è quello di creare un movimento di persone afferenti al mondo del lavoro agricolo, che volontariamente prestino la propria competenza per facilitare alcune operazioni in campo.

20:00 | cena sociale di autofinanziamento per progetto C.A.S.A.

https://balotta.org/event/presentazione-pubblica-multimediale-del-progetto-casa-in-cisgiordania

Il clima dell'informazione

Libreria Modo Infoshop, mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 CEST

Presentazione del libro Il clima dell’informazione. La costruzione di uno spazio pubblico di discussione tra giornalismo ambientale ed ecologia della comunicazione

con gli autori Marco Deriu e Niccolò Bertuzzi

IL LIBRO
La crisi ecologica e climatica, pur essendo la sfida più urgente, resta marginale nei media e nel dibattito pubblico. L’informazione ambientale mainstream è spesso frammentaria, sensazionalistica e poco approfondita, incapace di restituire la complessità dei cambiamenti in corso. Raccontare ambiente e clima significa infatti raccontare gli interessi, i conflitti e le passioni che attraversano società e territori. In questo volume, alcune tra le voci più autorevoli del giornalismo ambientale italiano dialogano con il mondo accademico per analizzare limiti e lacune dell’informazione, ma anche per proporre strumenti e pratiche comunicative capaci di stimolare un coinvolgimento più consapevole nelle scelte che riguardano la salute del pianeta e di chi lo abita. 

di Marco Deriu, Niccolò Bertuzzi, Osman Arrobbio (a cura di), Il clima dell’informazione

Castelvecchi Editore

Con i contributi di Elisabetta Ambrosi, Osman Arrobbio, Rosy Battaglia, Niccolò Bertuzzi, Sabia Braccia, Paolo Cacciari, Stefano Caserini, Marinella Correggia, Marco Deriu, Jacopo Dri, Laura Fazzini, Marina Forti, Martina Gerosa, Laura Gherardi, Sabrina Giannini, Stefano Liberti, Gianluca Maestri, Daniela Passeri, Marcello Pastonesi, Annalisa Perricone, Monica Lisa Rossi, Daniel Spadacini, Lorenzo Tecleme, Elisabetta Tola, Andrea Turco, Serena Zaninetta.

https://balotta.org/event/il-clima-dellinformazione

Le energie del mondo. Fossile, nucleare, rinnovabile

Luogo da definire, mercoledì 27 maggio alle ore 18:00 CEST

Presentazione del libro Le energie del mondo. Fossile, nucleare, rinnovabile: cosa dobbiamo sapere 

con l’autore Gianluca Ruggieri

IL LIBRO

Quanti di noi sanno orientarsi nel ginepraio delle questioni energetiche? Chi spinge per il nucleare, chi parla di un fossile ‘pulito’, chi solleva dubbi sulle rinnovabili, chi punta tutto sulle auto elettriche. Creare confusione farà anche comodo a qualcuno, ma certo non a chi si preoccupa per la crisi ambientale o teme l’arrivo della bolletta. Come si fa a distinguere tra vere e false soluzioni? E quali alternative ci permettono di risparmiare di più?

di Gianluca Ruggieri

https://balotta.org/event/le-energie-del-mondo-fossile-nucleare-rinnovabile

Verso il Climate Pride: ASSEMBLEA CITTADINA

Verso il Climate Pride: ASSEMBLEA CITTADINA Il 12 aprile saremo collettivamente nelle strade di Bologna per il Climate Pride. In questi mesi abbiamo scritto che “agli intrecci mortiferi che ci trascinano nella crisi climatica, vogliamo contrapporre intrecci collettivi capaci di darci gli strumenti di ri-progettare collettivamente i nostri spazi di vita”.  D’altra parte, In un territorio come quello bolognese, che negli ultimi due anni ha più volte fatto i conti con l’alluvione [https://www.bolognaforclimatejustice.it/tag/alluvione/], i grandi progetti infrastrutturali – come l’allargamento fino a 18 corsie dell’autostrada [https://www.bolognaforclimatejustice.it/no-passante/]che attraversa la città – continuano a essere definiti opere strategiche, mentre migliaia di famiglie contano i danni delle alluvioni. L’Emilia-Romagna è tra le prime per consumo di suolo, e Bologna vive fenomeni di turistificazione che aumentano le diseguaglianze, mentre le ondate di calore la rendono invivibile per gran parte dell’estate. Le strategie per affrontare la crisi climatica hanno fallito: per questo, vogliamo costruire pratiche dal basso, coniugando nello spazio urbano verbi come ‘desigillare’ e ‘forestare’.  E’ attorno a queste riflessioni che vogliamo costruire insieme il Climate Pride, in una città che in tante occasioni è stata spazio di intersezione delle lotte e di convergenze: pensiamo al 22 ottobre 2022, quando in migliaia abbiamo sfilato in corteo sulla tangenziale; alle maree transfemministe, alle mobilitazioni ecologiste, studentesche e universitarie, alle lotte per il diritto all’abitare e per lo spazio pubblico. Alle tante assemblee e incontri nelle quali ci siamo incontrate alla ricerca dei nessi. Perché, come abbiamo condiviso tante volte, fine del mondo e fine del mese sono la stessa lotta; perché la nostra vita è una e tanta, contiene un caleidoscopio di esperienze e bisogni, e di conseguenza sono tante le cose che dobbiamo avere l’ambizione di conquistare. Vogliamo spazi per le ecologie urbane [https://www.bolognaforclimatejustice.it/spazio-delle-ecologie-urbane-2/] dove affiancare alle rivendicazioni le pratiche che possano attraversare la città; è con queste ambizioni che ci immaginiamo il Climate Pride del 12 aprile: una convergenza di convergenze, perché le tante dimensioni della giustizia climatica e sociale possano sfilare contaminandosi.  Di fronte a un mondo che ci offre l’orizzonte dell’alluvione, dell’escalation bellica, delle ondate di calore, del patriarcato, dello sfruttamento, delle catastrofi ecologiche, dei licenziamenti, della cementificazione, della precarietà, vogliamo provare a costruire pratiche di altrove possibili. Il Climate Pride sarà spazio delle ecologie urbane [https://www.bolognaforclimatejustice.it/spazio-delle-ecologie-urbane-2/] e traiettoria verso gli stati generali della giustizia climatica e sociale [https://www.bolognaforclimatejustice.it/verso-il-climate-pride-costruire-giustizia-climatica-e-sociale/]. Ma sarà, soprattutto, quel che collettivamente sapremo costruire in quella giornata con le performance artistiche e gli striscioni, i cartelli e le parole, i fiati e le percussioni, le maschere e i colori. Per questo invitiamo Bologna, le tante reti e soggettività con le quali condividiamo progetti e immaginari, tutte coloro che vogliono essere parte del Climate Pride, a un’assemblea cittadina il 27 marzo alle ore 18:00 a Vag61. LEGGI L’INVITO AL CLIMATE PRIDE [https://www.bolognaforclimatejustice.it/eventi/climate-pride-bologna-12-aprile-2025/]

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Inondati di futuro

“Inondati di Futuro: giustizia climatica e alluvioni. Un incontro per riflettere e agire” è un evento che unisce reportage, ricerca e attivismo, per affrontare le sfide urgenti della giustizia climatica e delle alluvioni, fenomeni che stanno colpendo con crescente frequenza il nostro territorio. Partendo dalle esperienze delle alluvioni del 2023 in Romagna e del 2024 a Bologna, l’incontro vuole stimolare una riflessione sulle loro cause. L’obiettivo dell’incontro è quello di creare un dialogo tra diverse visioni e prospettive per affrontare queste tematiche in modo completo e integrato, cercando soluzioni per affrontare insieme la crisi climatica e costruire un futuro più giusto e sostenibile. Partendo dalle esperienze delle alluvioni del 2023 in Romagna e del 2024 a Bologna, l’incontro vuole stimolare una riflessione sulle loro cause. L’obiettivo dell’incontro è quello di creare un dialogo tra diverse visioni e prospettive per affrontare queste tematiche in modo completo e integrato, cercando soluzioni per affrontare insieme la crisi climatica e costruire un futuro più giusto e sostenibile. L’incontro sarà moderato dalla meteorologa Sofia Farina, e vedrà la partecipazione di espertə e attivistə che ci offriranno diverse chiavi di lettura: * • Stella de Luca: PhD candidate in Urban Planning * • Michele Lapini: fotogiornalista freelance * • Bologna For Climate Justice: collettivo impegnato per la giustizia climatica. Inoltre, avremo il privilegio di ospitare la mostra “Fango” di Elena Zanfanti, che documenta le tracce lasciate dalle alluvioni del 2023 in Romagna, esplorando la devastazione e la lotta per conservare ciò che è stato travolto dal fango. L’evento sarà realizzato con il contributo del Programma Erasmus+ dell’Unione Europea nell’ambito del progetto RYSE.

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[2025-03-22] Verso lo Spazio delle ecologie urbane, biciclettata attraverso la foresta di cemento @ Piazza Dell'Unità https://balotta.org/event/verso-lo-spazio-delle-ecologie-urbane-biciclettata-attraverso-la-foresta-di-cemento #giustiziaclimatica #ecologiaurbana #biciclettata #bfcj
Verso lo Spazio delle ecologie urbane, biciclettata attraverso la foresta di cemento

C’è chi guarda alla città come a una grande piattaforma di cemento e asfalto su cui costruire. Nel frattempo, ondate di calore e alluvioni condizionano sempre più pesantemente le nostre vite. Per questo, servono spazi delle ecologie urbane [https://www.bolognaforclimatejustice.it/spazio-delle-ecologie-urbane-2/]per togliere cemento e dare spazio alla vegetazione. Il 22 marzo attraverseremo in bici la foresta di cemento per denunciare i progetti che consumano suolo, e cercare gli spazi dC’è chi guarda alla città come a una grande piattaforma di cemento e asfalto su cui costruire. Nel frattempo, ondate di calore e alluvioni condizionano sempre più pesantemente le nostre vite. Per questo, servono spazi delle ecologie urbane [https://www.bolognaforclimatejustice.it/spazio-delle-ecologie-urbane-2/] per togliere cemento e dare spazio alla vegetazione. Il 22 marzo attraverseremo in bici la foresta di cemento per denunciare i progetti che consumano suolo, e cercare gli spazi delle ecologie urbane. Inforcheremo le nostre biciclette per esplorare la foresta di cemento, per denunciare le tante contraddizioni e metterci alla ricerca di quegli interstizi urbani e sociali a partire dai quali costruire pratiche di ecologie urbane.  Partiremo alle 14:00 da Piazza dell’Unità: un luogo che da sempre intreccia diversità, socialità, lotte, sport. Toccheremo spazi di lotte ambientaliste e simboli della cementificazione; attraverseremo luoghi che parlano delle ricchezze sociali della nostra città, come Carracci Bene Comune e il Cassero. E arriveremo alla parrocchia di San Paolo Santa Ravone, un luogo attorno al quale si è attivata una mobilitazione straordinaria, a supporto di coloro che hanno visto acqua e fango invadere le proprie abitazioni. Come rappresentiamo l’intreccio tra nature e culture? Vi aspettiamo con la vostra bici, e vi facciamo una proposta: costruite e indossate la vostra maschera, personalizzate la vostra bici, portate dei cartelli. All’arrivo sceglieremo collettivamente a chi assegnare la coppa del migliore camouflage ecologista.

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