Il Tempo: "No go zones": a Roma, Milano e Torino tre dei quartieri più pericolosi d'Europa
Nel rapporto «Immigrazione, islamizzazione e ascesa delle società parallele», in cui si analizza il fenomeno delle «no go zones», c'è anche l'Italia. Nel nostro Paese sono state individuate tre aree urbane che rispettano i criteri necessari per definire quelle zone urbane in cui la criminalità, il disagio, le violenze sono fuori scala rispetto alla normalità e in cui lo Stato è stato sostituito da «società parallele» con i propri codici, le proprie leggi, le proprie strutture sociali.
Le tre «no go zones» italiane (sulle 17 totali in Europa) si trovano a Roma, Torino e Milano: Stazione Termini, quartiere Aurora e Quarto Oggiaro. Gli indicatori presi in considerazione dallo studio sono diversi: tasso di omicidi, violenze sessuali, rapine, presenza di bande giovanile, tasso di disoccupazione, abbandono scolastico, segnalazioni di discriminazioni, attacchi contro la polizia e densità di associazioni che erogano servizi pubblici al posto dello Stato.
La prima zona italiana in classifica è Torino con Aurora, al sesto posto su diciassette, con un indice «no go zones» di 8,8 su 10. Dunque molto alto, tanto da essere definita «no go zone grave». Il tasso di rapine è quasi 5 volte oltre la media Ue, la disoccupazione più del doppio, l'abbandono scolastico quasi il triplo più alto. Al dodicesimo posto c'è Quarto Oggiaro, a Milano, con un indice di 5,8 su 10: le rapine sono sei volte in più della media europea e la disoccupazione tre volte più alta.
All'ultimo posto, ed è relativamente una "buona notizia", c'è Roma, con Stazione Termini e più in generale con il quartiere Esquilino, con un indice di 4,6 su 10, definita «zona ad alto rischio». Le città italiane restano, per ora, lontane dalle situazioni più difficili d'Europa (Saint-Denis, Marsiglia, Bruxelles), ma il trend resta comunque solido. C'è ancora tempo per intervenire, ma serve rapidità e incisività.
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"No-go zones": In Rome, Milan, and Turin, three of Europe’s most dangerous neighborhoods.
In the report “Immigration, Islamization and the Rise of Parallel Societies,” which analyzes the phenomenon of “no-go zones,” Italy is also included. In our country, three urban areas have been identified that meet the criteria to be defined as urban areas where crime, social problems, and violence are out of proportion to the norm, and where the State has been replaced by “parallel societies” with their own codes, laws, and social structures.
The three Italian “no-go zones” (out of a total of 17 in Europe) are located in Rome, Turin, and Milan: Stazione Termini, Aurora district, and Quarto Oggiaro. The indicators considered in the study are diverse: homicide rate, sexual violence, robberies, presence of youth gangs, unemployment rate, school dropout rate, reports of discrimination, attacks against the police, and density of associations providing public services instead of the State.
The first Italian zone in the ranking is Turin with Aurora, in sixth place out of seventeen, with a “no-go zones” index of 8.8 out of 10. Thus, very high, to the point of being defined a “serious no-go zone.” The robbery rate is almost five times above the EU average, unemployment is more than double, and school dropout is almost three times higher. In twelfth place is Quarto Oggiaro, in Milan, with a score of 5.8 out of 10: robberies are six times higher than the European average and unemployment is three times higher.
In last place, and relatively a “good news,” is Rome, with Stazione Termini and more generally with the Esquilino district, with a score of 4.6 out of 10, defined a “high-risk zone.” Italian cities remain, for now, distant from the most difficult situations in Europe (Saint-Denis, Marseille, Brussels), but the trend remains solid. There is still time to intervene, but it requires speed and decisiveness.
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