
La dichiarazione congiunta del 2016 continua a plasmare l’approccio dell’Unione, fondato su esternalizzazione delle frontiere, respingimento e trattenimento delle persone. “Chiudere la rotta orientale non ha arrestato il fenomeno ma lo ha spinto verso rotte più pericolose, aumentando mortalità e rischi”, spiega Irene Tafani, ricercatrice della Scuola Imt Alti Studi Lucca. Una lezione chiara (e dal conto salatissimo che sfiora i 10 miliardi di euro), che l’Ue continua ignorare

A fine 2023, dopo un tentativo di evasione, sei persone sarebbero state chiuse in una stanza e picchiate dal personale delle forze dell'ordine in servizio. A più di due anni dai fatti la Procura ha però chiesto l'archiviazione per insufficienza di prove a carico dei 18 indagati. Fued, una delle persone offese, racconta ad Altreconomia che cosa è successo e perché tramite i suoi avvocati continuerà a chiedere che sia fatta giustizia. "Sono disposto a rischiare tutto"

Un salto di qualità nella guerra ai diritti: interdizione delle acque fino a sei mesi, confisca delle navi, protezione umanitaria smontata e ricongiungimenti demoliti. Salerni: “Si certifica il potere discrezionale …

Via libera ai “Paesi sicuri”, ai “Paesi terzi sicuri” e al modello Albania: l’UE diventa la scorciatoia legale per deportare, respingere, rinchiudere C’è un sincronismo che sa di regia politica, …

amu.tv Siyar Sirat 23 gennaio 2026 Giovedì il ministro svedese per l’immigrazione ha invitato l’Unione europea a elaborare una procedura comune per il rilascio di documenti di identità e di viaggio ai cittadini afghani le cui domande di asilo sono state respinte o che hanno commesso reati, affermando che le espulsioni sono attualmente “più o […]
Le persone che raggiungono la città, in maggioranza dalle rotte balcaniche, si ritrovano ancora una volta al di fuori del sistema di accoglienza e impossibilitate a presentare domanda di asilo. Mentre le forze dell'ordine sgomberano gli accampamenti informali senza uno straccio di alternativa. Un brutale déjà vu che non deriva dai numeri (non elevati) di arrivi ma dalla cattiva gestione delle istituzioni