Today: Dalle penne colorate ai voucher piccanti: così Legami è diventata una cartoleria da 244 milioni

È partito con una cinghia per legare i libri e ha costruito un impero fatto di penne, colori e animaletti. Alberto Fassi, 51 anni, fondatore e amministratore delegato di Legami Milano, è riuscito in qualcosa che pochi imprenditori si possono vantare di avere fatto: creare un business in un...

From colored pens to spicy vouchers: that’s how Legami became a stationery company worth 244 million.

He started with a ribbon to tie the books and built an empire made of pens, colors, and little animals. Alberto Fassi, 51 years old, founder and CEO of Legami Milano, has managed to achieve something that few entrepreneurs can boast of having done: creating a business in a…

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Dalle penne colorate ai voucher piccanti: così Legami è diventata una cartoleria da 244 milioni

L'incredibile scalata di Alberto Fassi che ha sfidato la crisi del settore: ricavi in crescita del 73 per cento, utile netto da...

Today

14 FEBBRAIO: ❤️Valentine’s Day❤️

Se la Valentine’s Week fosse un viaggio, il 14 febbraio sarebbe la destinazione più attesa: il

❤️Valentine’s Day❤️

il giorno in cui l’amore prende forma in fiori, cioccolato, baci e gesti romantici. Dopo rose, proposte, cioccolato, peluche, promesse, abbracci e baci, arriva il gran finale: il momento perfetto per celebrare l’affetto in tutte le sue forme.

Oggi, il 14 febbraio è sinonimo di gesti romantici, ma anche di sorrisi, complicità e… qualche piccolo tocco di ironia. Perché l’amore è bello anche quando è spensierato e divertente!

Come festeggiare senza stress

Non serve organizzare grandi sorprese o spendere una fortuna: il segreto per un Valentine’s Day❤️ perfetto è pensare con cuore e creatività:

  • Colazione speciale: iniziare la giornata con un caffè decorato, pancake a forma di cuore❤️ o cioccolata calda con marshmallow a tema.
  • Passeggiata romantica: anche solo un giro nel parco o lungo un fiume, con una playlist di canzoni d’amore.
  • Piccoli regali originali: un libro, un braccialetto, un messaggio scritto a mano… gesti semplici che restano nel cuore❤️.
  • Esperienza condivisa: cucinare insieme, guardare un film romantico, fare un gioco da tavolo… l’importante è stare insieme.
  • Attenzione ai dettagli: bigliettini nascosti, post-it con frasi d’amore, una playlist personalizzata o una foto ricordo stampata.

Curiosità dal mondo

  • Negli Stati Uniti, il 14 febbraio è tradizionalmente accompagnato da biglietti e cioccolatini, ma alcune scuole organizzano anche feste a tema.
  • In Giappone, le donne regalano cioccolato agli uomini il 14 febbraio, mentre il 14 marzo, il White Day, è il turno degli uomini di ricambiare.
  • In Finlandia e in Estonia, il Valentine’s Day si chiama Friend’s Day, celebrando l’amicizia oltre all’amore romantico.
  • In Italia, tra fiori, cioccolatini e cene romantiche, si è diffusa anche la tendenza a organizzare esperienze uniche come escape room, gite in bicicletta o workshop creativi.

Idee particolari e originali

  • Scrivere insieme un diario dell’amore o una lista di 10 cose che amate l’uno dell’altro.
  • Organizzare una caccia al tesoro romantica in casa o in città, con piccoli regali e messaggi nascosti.
  • Creare un kit del relax con candele, maschere per il viso, cioccolato e playlist romantica, perfetto per un pomeriggio coccoloso.
  • Preparare un pic-nic in salotto, con coperte, lucine e dolci fatti in casa.
  • Fare una videolettera d’amore da inviare o mostrare al partner: moderno, divertente e memorabile!

!!Perché amiamo il Valentine’s Day!!

Perché è il giorno in cui ogni gesto, piccolo o grande, diventa speciale. Che si tratti di amore romantico, amicizia o affetto familiare, il 14 febbraio ci ricorda che il vero segreto è condividere momenti felici e sorrisi, senza stress e senza eccessi, ma con tanto cuore.

❤️❤️❤️❤️❤️

Il 14 febbraio è il culmine della Valentine’s Week: un giorno per dire “ti voglio bene”, sorridere, coccolarsi e creare ricordi. Tra cioccolato, rose e gesti semplici ma sinceri, il Valentine’s Day è la festa dell’amore universale, da vivere con leggerezza, creatività e tanto, tanto divertimento.

L’amore è più bello se lo celebrate a colazione… e con un sorriso gigante!

Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI #14Febbraio #abbracci #affetto #Amici #Amore #amoreUniversale #atmosferaRomantica #Baci #bigliettinoDAmore #cacciaAlTesoroRomantica #celebrazioneAmore #Cioccolatini #Cioccolato #colazioneALetto #colazioneRomantica #Complicità #Coppie #Creatività #diarioDellAmore #Divertimento #Dolcezza #dolciFattiInCasa #Emozioni #esperienzaCondivisa #Estonia #Famiglia #festaDellAmore #Finlandia #gestiSemplici #Giappone #giornataSpeciale #giornoRomantico #ideaRegalo #ideeOriginali #ItaliaValentineSDay #kitDelRelax #Legami #leggerezza #MomentiFelici #momentoMemorabile #passeggiataRomantica #peluche #picNicInSalotto #piccoliGesti #playlistRomantica #promesse #regaloRomantico #regaloSimbolico #ricorrenzaRomantica #romanticismo #Rose #SanValentino #sorpresaRomantica #sorpresaSpeciale #Sorriso #StatiUniti #ValentineSDay #ValentineSWeek #videoletteraDAmore #WhiteDay
Appel à la communauté: Je cherche des recharges non effaçables pour les stylos #Legami de ma fille. Soit je ne sais plus chercher en ligne, soit les moteurs de recherche sont tout niqué, sans doute un peu les deux. Mais je ne trouve pas. Quelqu'un'e aurait une référence ? Merci!

Der von mir nach Bezahlung an dem SB-Terminal vergessene Hase 🖋️🐰💜 wurde gefunden und ich durfte ihn mir abholen.

Da hab ich Trottel aber wirklich Glück gehabt.

Mal sehen, ob ich was draus lerne... Kann es ja jetzt in lila aufschreiben 😅.
#Hase
#Legami
#LostAndFound

J'ai un pote-parent qui habite en région parisienne, il m'a parlé du délire des stylos #Legami à l'école primaire

Je découvre totalement, j'suis dans ma grotte ou c'est vraiment un truc ?

J'ajoute qu'il habite une ville un peu bourge, parce que voilà le prix du stylo

Best Italian restaurants in Charleston, SC to order pasta

Italian food is the cuisine of the moment in Charleston. New destinations stretch from West Ashley to Hanahan and Summerville, each offering a different take on this …
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Best Italian restaurants in Charleston, SC to order pasta - Dining and Cooking

Italian food is the cuisine of the moment in Charleston.

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#Libri: “#Filò” di #PierfrancescoTrocchi, la #parola contro la #paura della #morte

Il #romanzo propone una #riflessione intensa e complessa sui #legami #umani. L’#ironia di Tancredi è strumento per affrontare il #tema della #fine

https://www.metropoli.online/libri-filo-di-pierfrancesco-trocchi-la-parola-contro-la-paura-della-morte/

Libri: “Filò” di Pierfrancesco Trocchi, la parola contro la paura della morte

Il romanzo propone una riflessione intensa e complessa sui legami umani. L’ironia di Tancredi è strumento per affrontare il tema della fine

metropoli.online

La qualità delle relazioni costituisce da sempre un elemento determinante per l’attività criminale

Le organizzazioni criminali a scopo economico e/o ideologico costituiscono da sempre un sottogruppo delle organizzazioni segrete. In quanto tali, esse pervengono agli studiosi come entità di difficile comprensione e studio per via dell’interazione fra la caratteristica del segreto e quella dell’illegalità <327.
La gestione congiunta di questa miscellanea di elementi ripercuote i propri effetti sulla natura organizzativa dei soggetti attivi imponendo agli stessi dinamiche mutagene e la proliferazione di trade-offs fra risorse in campo. Così, un problema comune alle due esperienze qui in oggetto investe, de facto, la configurazione organizzativa delle stesse e quel ventaglio di cointeressenze e legami instauratisi al loro interno. Gli interrogativi che si offrono al cospetto di uno studio dilettato dalle meccaniche che possono aver abitato simili processi interrelazioni rimangono molteplici. Come si organizzano i gruppi clandestini dell’Italia del tempo? Esistono somiglianze fra l’assetto mafioso e quello terroristico? La rete dell’una o dell’altra evolve e si ibrida a seguito di processi alterativi propri o risente di dinamiche esogene? Per ovviare a questi interrogativi la teoria dell’organizzazione nel corso degli anni ha dato grande rilevanza ad un’indagine sulle prospettive recondite delle reti (legami) e sugli schemi comparativi delle costruzioni strategiche in cui essi operano (strutture). Sulla falsa riga di ciò può, pertanto, rivelarsi complementare al dialogo fra scienza storica, sociologia e diritto la riflessione avviata dal sociologo Mark Granovetter sul delicato tema delle risorse sociali e del capitale sociale. Nell’opera “La forza dei legami deboli e altri saggi” <328 il padre della nuova sociologia economica intuì la possibilità di collegare il job matching analizzato nei suoi studi sulla disoccupazione -e gli andamenti di mercato- alle problematiche inficianti l’analisi dei networks. La tesi muoveva dall’idea secondo cui la scomposizione dei processi intercorrenti nei reticoli di relazioni interpersonali potesse fornire un fruttuoso ponte di collegamento fra il livello micro e quello macro-sociologico, mostrando l’esistenza di un diretta proporzionalità tra l’interazione su scala ridotta e le conseguenze su un piano sociale più esteso. La riproposizione del modello granvettiano al crime network nexus impone prioritariamente un ragionamento in termini di legami e non di scelte. Tale lettura non implica la predominanza di un’interpretazione (sui motivi dell’avvicinamento fra crimine e terrorismi) dettata dalla sola interscambiabilità di legami e relazioni bensì ci spinge, alla luce degli antecedenti cronistorici fino ad ora accennati, a diversificare il pulviscolo di rapporti oscillando da una prospettiva individuale ad una di comunità. Il punto diventa ancora più complesso se rapportato anche alle diversità congenite espresse dalle due generazioni del neofascismo eversivo e dagli stessi approcci metodologici posti in campo. Tenuto conto di tutte le criticità del caso diviene allora indispensabile procedere nella dissertazione con sistematicità e affrontare la dicotomia “legame-struttura” di cui si è accennato in apertura.
I Legami
La qualità delle relazioni costituisce da sempre un elemento determinante per l’attività criminale <329. Nell’ultimo ventennio gli studi sulla criminalità organizzata hanno catalizzato molte risorse nell’approccio alla materia (Patacchini-Zenou, Sciarrone, Storti) oltre ad aver dimostrato l’incisività di certi tipi di legame nell’incremento della produttività illecita. La distinzione fra legami forti e deboli, elaborata nel 1973 dal sociologo Granovetter <330, diviene la cartina di tornasole entro cui valutare la transitorietà dei flussi informativi e relazionali del network. I legami forti si contraddistinguono per intensità ed elevata frequenza nelle interazioni pur essendo, nella maggior parte dei casi, portatori sani di una ridondanza informativa o strategica provocata dall’elevata interdipendenza fra attori. Viceversa, essendo i weak ties rivelatori di una trascurabile intensità essi appaiono idonei a fornire nuovi canali, garantendo alla rete maggiore resilienza e connettività fra attori distanti, oltre ad un accesso alle risorse informative rimaste intrappolate fra i soli legami forti. Inevitabile segnalare come la mancanza di ridondanza favorisca il successo criminale del network tutto <331, in linea con la trasversalità di un’adiacenza tra mafie e terrorismo imperniata sulla tutela degli standard di segretezza e sulla proliferazione di legami ponte. Poiché per queste organizzazioni la gestione del segreto implica innanzitutto coordinare le informazioni, sia contenendo la diffusione di quanto si sa, sia nella ricerca di nuove informazioni (spionaggio), il trading richiederà una ragnatela di legami laschi, durevoli anche nell’extrema ratio della rimozione di uno di essi. Ove non esita una triade di rapporti fra soggetto A, B e C, nessuno strong tie potrà mai costituire un ponte, salvo gli sporadici casi in cui nessuna delle parti in causa abbia altri legami forti <332. Deduttivamente, allora, è intuibile la corrispondenza di ruolo fra ponte e legame lasco, ambedue impiegati per creare collegamenti più celeri all’interno delle reti e, in virtù di ciò, assunti ad unica alternativa praticabile per gli individui. Sicché, i soggetti meglio posizionati in una rete sono potenzialmente coloro i quali abusano di legami deboli e costituiscono ponti (c.d. trait d’union), l’analisi granovettiana troverebbe terreno fertile nel ricostruire, in una dimensione micro-individuale, la facilità celata dietro i cambi di casacca di numerosi interpreti della prima stagione eversiva dopo i decreti di scioglimento di ON e AN (Bellini, Dominici, Rampulla). E ancora: esegesi storica e indagine sulla forza dei legami trovano un’ulteriore punto di convergenza laddove la rimozione di un legame mediamente debole arrechi danni maggiori alle probabilità di trasmissione rispetto ad un vincolo forte. Il caso trova una sua simmetria storica all’indomani della diaspora dei militanti delle sigle sciolte (con decreto ministeriale) per tentata ricostruzione del dissolto partito fascista. La recisione di un vincolo forte per ordinovisti e avanguardisti non sortì gli effetti sperati dalle autorità inquirenti, le quali restarono focalizzate unicamente sull’abbattimento del contenitore associativo senza realizzare un inasprimento delle pene edittali per i singoli imputati. L’errore, comune nelle inchieste sul terrorismo, se da un lato esemplifica il grado di resilienza dei legami ponte celati dietro alle figure apicali della galassia eversiva, parimenti racconta la nascita di un’aura di eterna impunità che, nel corso del trentennio successivo, parificherà grandi boss della malavita organizzata e precursori del terrorismo stragista <333. Entrambe le figure resteranno accomunate da uno spiccato senso di adattamento al mutamento sociale, acuito da una gestione del patrimonio informativo correlata al bagaglio di legami laschi in loro possesso <334.
Esistono poi ripercussioni che i reticoli sociali possono ingenerare sui comportamenti dei singoli consociati. Il differente grado di densità assunta in zone del perimetro <335 circoscrive due porzioni di network: una dominata da rapporti amicali diretti e rinominata “a maglia chiusa”; ed un’altra estesa lungo tratti conoscitivi ignoti e battezzata “a maglia aperta”. In questa seconda circoscrizione Granovetter identifica l’esistenza di legami elastici propensi non solo a condizionare la possibilità dell’individuo di manipolare il reticolo ma, addirittura, idonei a veicolare idee, influenze o informazioni socialmente distanti dal baricentro del singolo attore. In un’impostazione all’interno della quale la centralità del legame debole impersonifica il ruolo di risorsa per la mobilità volontaria e di catalizzatore di coesione sociale <336, non meraviglia il fatto che militanti neofascisti, transitati fra le fila delle consorterie mafiose, abbiano potuto spostare non soltanto il reticolo di legami da un campo all’altro, bensì istituire un vero punto di snodo <337.
Infine, l’esame del fascio di relazioni rasenti una comunità può disvelare i motivi per cui certe strutture, in vista di obiettivi comuni, riescano ad organizzarsi celermente senza incappare in avversità logistiche. Una prima risposta andrebbe ricercata nella vocazione interclassista del terrorismo eversivo italiano. Mentre Granovetter per comprovare la relazione intercorrente fra una collettività molto attiva nel tessuto sociale e la densità di legami ponte utilizzò, quale canone di paragone, il confronto fra la reazione della comunità di Charlestown e quella di Boston ad una proposta di rinnovamento urbano, nel nostro studio è possibile sviluppare un ragionamento affine. Il network nero attinse, sin dalla sua nascita, potenzialità da mondi e sottosistemi sociali diversi <338, costruendo le condizioni esistenziali affinché potessero fiorire connessioni ponte. Mentre fino al biennio ’75-77 la galassia fascista ha esteso il suo ventaglio di relazioni coltivando rapporti trasversali con apparati dell’intelligence interno (SID e UAAR), mondo dell’imprenditoria, l’internazionale nera, il mondo istituzionale (MSI), fino ai grandi movimenti generazionali del ’68, nella sua seconda vita essa ha valorizzato in misura ridotta la genuinità dei suoi “bridge ties”, assumendo una posizione spontaneista che ne ha inevitabilmente modificato anche gli assetti strutturali. E così, applicando al nostro caso di studio lo schema teorico di comunità avanzato dal sociologo statunitense, pare calzante la lettura in base alla quale quanti più ponti locali esitano in una comunità, e quanto maggior sia il loro grado, tanto più la comunità sarà coesa e in grado di agire in modo concertato e impermeabile <339.
[NOTE]
327 M. CATINO, L’organizzazione del segreto nelle associazioni mafiose, Rassegna italiana di sociologia, gennaio 2014, pag. 262.
328 M. GRANOVETTER, La forza dei legami deboli ed altri saggi, Editore Liguori, Napoli, 1998.
329 F. CALDERONI, Le reti delle mafie, Vita e pensiero, Milano 2018, pag.62.
330 M. GRANOVETTER, The Strenght of Weak Ties, American Journal of Sociology, 78 n.6, pp. 1360.1380.
331 C. MORSELLI, P. TREMBLEY, Criminal Achievment, Offender Networks and the Benefits of low self-control, Criminology, 42, n.3, pag.782.
332 M. GRANOVETTER, La forza dei legami deboli ed altri saggi, Editore Liguori, Napoli, 1998, pp.123-124.
333 Si pensi alla figura di Massimo Carminati, leader di una delle due associazioni a delinquere coinvolte nell’inchiesta Mafia Capitale e uomo accreditatosi ai cartelli criminali per via del suo curriculum penale da eterno impunito. Il punto è trattato in: Tribunale di Roma, Ufficio VI, ordinanza n. 30546/10 R.G. Mod. 21, Gip Flavia Costantini, Roma, 28 novembre 2014, pag.42.
334 Per Granovetter “i soggetti meglio piazzati per diffondere innovazioni difficili nella rete, sono quelli che hanno molti legami deboli, in quanto alcuni di questi legami costituiscono dei ponti locali. Un’innovazione inizialmente impopolare, diffusa da soggetti con pochi legami deboli, avrà più probabilità di restare confinata in pochi circoli ristretti, quindi di morire sul nascere…”. M. GRANOVETTER, La forza dei legami deboli ed altri saggi, Editore Liguori, Napoli, 1998, p.127.
335 Definito da Granovetter quale “reticolato egocentrico”.
336 M. GRANOVETTER, La forza dei legami deboli ed altri saggi, Editore Liguori, Napoli, 1998, pp. 135-137.
337 Ivi cit., p.137.
338 Il punto sarà trattato nel sottoparagrafo successivo.
340 M. CATINO, Mafia organizations. The visible hand of criminal enterprise, Cambridge University Press, Cambridge 2019, pag.152.
Giuliano Benincasa, Criminalità Organizzata. Sviluppo, metamorfosi e contaminazione dei rapporti fra criminalità organizzata ed eversione neofascista: ibridazione del metodo del metodo mafioso o semplice convergenza oggettiva?, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno Accademico 2020-2021

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