Non so se sia colpa dell'età, del fatto che si senta americano nell'anima oppure semplicemente perché ha interessi a me sconosciuti con gli Stati Uniti ma #federicorampini ha ormai raggiunto l'apice della sua bassezza giornalistica. Scrive a proposito dell' ICE raccontando di come la stiamo prendendo nel verso sbagliato, del fatto che, gli chiedono tanti lettori - ma quali? - non c'è nessuna paventata guerra civile. E che e tutto ok, va bene, nessun problema. Siete voi lettori che non capite...

Solo un #federicoRampini ad alto tasso alcolemico poteva parlare senza vergogna di "bilancio positivo della politica estera di Donald Trump""

#LevatejeErVino

Da mercoledì 14 gennaio, su Canale 5, Federico Rampini presenta \ #FedericoRampini

https://ift.tt/ipr32hW

Risiko – Sfide di Potere Federico Rampini racconta su Canale 5 i leader mondiali

Da mercoledì 14 gennaio, su Canale 5, Federico Rampini presenta

Zazoom Social News
Il programma fa tappa a San Francisco, cuore simbolico e contraddittorio della California.
#la7 #federicorampini #siliconvalley
https://magtv.altervista.org/inchieste-in-movimento-lamerica-di-musk-con-federico-rampini-su-la7/
"Inchieste in movimento - L'America di Musk" con Federico Rampini su La7 |

Martedì 24 giugno, dalle 21:15 su La7, nuovo appuntamento con “Inchieste in movimento” di Federico

Il viaggio parte dalla Grande Mela per interrogarsi sul futuro di una nazione che oggi appare più divisa che mai.
#la7 #inchiesteinmovimento #federicorampini
https://magtv.altervista.org/inchieste-in-movimento-due-nuove-puntate-speciali-su-la7-con-federico-rampini/
“Inchieste in movimento”, due nuove puntate speciali su La7 con Federico Rampini |

Martedì 17 giugno in prima serata Federico Rampini arriva su La7 con le sue “Inchieste

Ormai detesto #federicoRampini, ma devo dire che questo suo intervento è molto condivisibile, forse perché per lui è autobiografico, si sente che è autentico

E '"l'operaio del Michigan", lo abbiamo anche qui in Europa, anzi anche qui in Italia

Scappare nasconderebbe il #fascismo, le ingiustizie e i totalitarismi, come fossero polvere messa sotto al tappeto, che invece ti inseguirebbe ovunque tu vada

La terra è una, come noi stessi

https://video.corriere.it/esteri/oriente-occidente/fuga-da-new-york-ecco-di-cosa-parlano-i-democratici/75e2623e-d681-434f-8957-5ee814e96xlk

Fuga da New York, ecco di cosa parlano i Democratici

Come stanno tutti quegli americani, e sono quasi la metà in fondo, che hanno votato contro Donald Trump nel novembre scorso? Stanno molto male. E di cosa parlano? Ve lo racconto io, perché io li frequento. New York è una roccaforte del Partito democratico. Nonostante che Trump abbia fatto dei progressi, comunque ha avuto una minoranza dei voti. Nelle cene a New York tra amici, intellettuali, scrittori, giornalisti, insomma quelli che frequento io, ovviamente c'è un clima a dir poco angosciato, opprimente, cupo. E i temi della conversazione sono sostanzialmente due: il primo è quando potremo dire con certezza che l'America è diventata una dittatura fascista. Alcuni dicono quando cominceranno a mettere in carcere noi giornalisti, altri dicono quando annunceranno ufficialmente che non si tengono le prossime elezioni. E poi c'è tutto un gran parlare dell'andarsene, fare le valigie, emigrare, fuggire all'estero e ora questo è un discorso che io prendo con un certo spirito critico.Vi spiego perché. Per almeno due buone ragioni. Il primo è che ho memoria storica. Quando io arrivai in America la prima volta, cioè mi trasferii a vivere un quarto di secolo fa, era l'anno 2000. L'anno successivo ci fu l'undici settembre. Poi cominciarono le guerre mediorientali di George Bush. Ebbene, a San Francisco, nel 2003, quando Bush invase l'Iraq, tutti i miei amici californiani, tutti di sinistra, dicevano: è ora di andarsene.Sono ancora tutti lì, 25 anni dopo. Quindi questo discorso della fuga dagli Stati Uniti che ogni tanto appassiona anche i giornali,  non va preso proprio alla lettera perché il grande esodo non ci fu allora e forse non ci sarà neanche oggi. L'altro problema è questo, che i miei amici newyorkesi nei salotti dell'élite progressista parlano di andarsene in esilio a Parigi perché hanno una seconda casa a Parigi.Parlano di andare in esilio in Toscana perché hanno una seconda casa in Toscana e questo già li connota come appartenenti a un ceto privilegiato. Se questi discorsi li ascoltasse, li sentisse, l'operaio del Michigan che ha votato per Donald Trump si convincerebbe di aver votato giusto, che il Partito Democratico è il partito dei privilegiati, che non fa i suoi interessi.E probabilmente l'operaio del Michigan si augura che quelli lì che hanno la seconda casa a Parigi o in Toscana se ne vadano per davvero.

Corriere della Sera

@phab

Riguardo #FedericoRampini: ormai quando lo vedo o sento o leggo il suo nome, mi giro dall'altra parte imbarazzato

#FedericoRampini quando parla di #Israele è imbarazzante
Il nuovo disordine mondiale/ 26 – La guerra post-umana

di Sandro Moiso Tra pace e guerra non esiste un sottile confine, ma una vasta [...]

Carmilla on line
"Grazie, Occidente!", il furbo Rampini si gioca la carta del "suprematismo" - Kulturjam

Rampini: "La superiorità dell'Occidente, è nei fatti. Gli altri, almeno quegli altri che hanno avuto successo, ci hanno semplicemente copiato."

Kulturjam