Prima tempesta. Non una donna di meno, non una morta di più di Susana Chávez Castillo
Descrizione: Le cinquantasette poesie di questo piccolo grande libro costituiscono l’intero corpus di una voce poetica destinata a essere ascoltata a lungo. Sono poesie scritte sul corpo; sono poesie sul vivere e sul precipitare, sulla corsa e sulla morte, sulla crescita e sull’amore; e sul disamore.
In questi versi, Ciudad Juárez – il luogo in cui Susana Chávez ha vissuto tutta la sua breve vita – non è solo «la città più pericolosa del mondo», come è conosciuta ovunque: qui si può persino sentire il suono dei juke-box che arriva da qualche festa, la musica della radio per le strade, i suoni dei quartieri e della sua gente. E la voce che la descrive è forte anche quando si mostra debole, è cristallina anche quando sembra soffocata.
Il nome di Susana Chávez Castillo è ormai legato al movimento femminista Ni Una Menos, nato in Argentina nel 2015 e poi ripreso in altri Paesi – compresa l’Italia con Non Una Di Meno -: il nome viene da un verso di una sua poesia (né una donna in meno, né una morta in più). Chávez Castillo stessa era attiva contro la violenza di genere nel suo Paese, il Messico, e nello specifico nella sua città natale, Ciudad Juárez, che nei primi anni Duemila vide una terribile ondata di violenza contro le donne, culminata in centinaia di femminicidi. Chávez Castillo fu essa stessa vittima di questa violenza: nel 2011 venne ritrovata morta e mutilata vicino alla sua abitazione.
Le poesie di Chávez Castillo, che non sono mai state organizzate dall’autrice per la pubblicazione e che quindi appaiono in un ordine che è parso giusto a chi ha curato l’edizione, sono randagie e arruffate: sembrano proprio nate sul momento e scritte un po’ come venivano. In effetti, chi la conosceva racconta che scriveva sempre, dovunque fosse, anche sui tovaglioli e la carta igienica. A volte scambiava le sue poesie per delle sigarette.
Non sono poesie che si sono messe in posa, non sono state limate, ripensate o agghindate: sono nate seguendo il flusso della storia di Chávez Castillo, delle donne che ha incontrato, di quelle che ha amato e di quelle che ha perso; di quelle che abbiamo perso tuttə perché uccise dalla violenza patriarcale. È una poesia che affonda la penna nel sangue e nelle ossa, che parla di amore e grandi passioni ma rimanendo sempre ben ancorata al corpo.
La fisicità e la materialità dell’esistenza, infatti, per Chávez Castillo sono centrali: in un contesto nel quale il corpo delle donne è oggetto di violenza, morte e vilipendio, questo diventa fondamentale per continuare a occupare spazio, per amare, per ribadire il proprio diritto all’esistenza, per resistere.
Che mi amino quelle che vogliono farlo
e quelle che sappiano farlo
gli altri non mi interessano
che lo capiscano o no.
Che curino le mie ferite
con essenze d’amore
perché una lo sente di più
quando viene dal cuore.
Che si uniscano alla mia lotta
se davvero vogliono vivere
in una mano la luna
nell’altra l’avvenire.
Per far sì che anche dopo la morte quello spazio non resti vuoto e sterile, ma ricolmo e fecondo.
#femminismo #letteraturaFemminile #poesia
I media mainstream italiani e non solo hanno dedicato molto spazio a una parte della diaspora iraniana, con i festeggiamenti e l’auspicio del ritorno del cosiddetto “erede al trono”, Reza Pahlavi. La sociologa e ricercatrice Minoo Mirshahvalad, nata e cresciuta in Iran, rifiuta questa narrazione e offre in maniera lucida e rigorosa una prospettiva diversa. "Si è costruita così una rappresentazione in bianco e nero molto dannosa"
Scendi dal piedistallo
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AGRIMANTO
Laboratorio Giù dall'Arca, mercoledì 25 marzo alle ore 19:30 CET
Agrimanto
Mercoledì 25 marzo
Quartetto vocale e collettivo di ricerca attorno al canto popolare e sociale
Quattro donne, quattro voci, quattro terre: Sardegna, Puglia, Abruzzo ed Emilia.
Nel 2017 dal loro incontro a Bologna nasce “Agrimanto”: quartetto vocale unito da
un’appassionata ricerca musicale che è insieme testuale, linguistica e storica.
La diversa provenienza delle componenti stimola particolarmente lo studio delle differenze e dei punti di incontro all’interno di un orizzonte etnomusicologico e antropologico radicato nei repertori femminili del canto popolare e sociale italiano, con un orecchio teso verso terre vicine, come la Corsica e l’Occitania.
Alla base della loro musica c’è la scelta della ‘voce nuda’ come strumento principe per far rivivere armonie e dissonanze antiche ed unirle a tessiture vocali inevitabilmente moderne, conciliando rispetto filologico ed impulso creativo.
Le Agrimanto sono Silvia Cavalieri, Chelu Deiana, Alessia Di Eugenio, Antonella Lanotte.
Un viaggio cantato nella memoria personale e collettiva delle donne, attraverso brani scelti dal repertorio di canto sociale e popolare italiano che raccontano il sopruso e la rivolta, la violenza e la lotta, le forme di resistenza nell’abitare e reinventare il quotidiano. Un viaggio nel passato per radicarci nel presente e avanzare a voce nuda e ferma.
ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP
Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30
Inizio live dopo
Contributo artistico libero
"ANTISPECISMO INTERSEZIONALE: liberazione animale e TRANSFEMMINISMO" a cura di Elisa Ortolani e Marco Reggio
Mercoledì 18 marzo, dalle 16:30 alle 18:00, presso Università degli studi di Milano, Milano, via Festa del Perdono 7; e anche online, su https://www.instagram.com/p/DV091CpjKam/?img_index=1
Cos’hanno a che fare le altre lotte di liberazione umana con l’antispecismo?
🎤"Antispecismo intersezionale. Liberazione animale e transfemminismo”: conferenza a due voci a cura di Elisa Ortolani e Marco Reggio
📅 Mecoledi 18 marzo, ore 16:30
📍Università degli Studi di Milano - via Festa del Perdono 7 - aula 111
Non può esistere transfemminismo senza antispecismo, né antispecismo senza un approccio intersezionale. Elisa Ortolani (autrice di “Politiche dell’antispecismo. Superare lo specismo con un approccio intersezionale”) e Marco Reggio (autore, fra gli altri, di “Cospirazione animale. Tra azione diretta e intersezionalità”) porteranno le loro riflessioni e teorie sulla liberazione animale – umana inclusa – partendo proprio da questo principio.
Parleremo di identità e dualismi, disabilità e neurodivergenze, vegan washing israeliano, allevamenti e autodeterminazione dei corpi: verso una liberazione totale e una resistenza radicale.
L'evento si inserisce all'interno di una settimana di mobilitazione antispecista universitaria che si estende tra Università Statale e Università Bicocca.
Per maggiori informazioni segui @antispecist3.unimi su Instagram
#femminismo #antispecismo #veganwashing #vegan #transfemminismo #palestina
VEGAN WEEK - SETTIMANA DI MOBILITAZIONE ANTISPECISTA ALL'UNIVERSITA STATALE DI MILANO
Da lunedì 16 marzo a venerdì 20 marzo, dalle 16:30 alle 18:30, presso Università degli studi di Milano, Milano, via Festa del Perdono 7; e anche online, su https://www.instagram.com/p/DV091CpjKam/?img_index=1
VEGAN WEEK!🚀
Da lunedì 16 marzo a venerdì 20 marzo si terranno, presso l’Università Statale di Milano e l’Università Milano-Bicocca, una serie di conferenze dedicate alla teoria e alla pratica antispecista che vedranno la partecipazione di psicologi, avvocati, autori di testi antispecisti e volontari di rifugi di animali liberi.
Le università, luoghi di produzione del sapere in cui si formano le future generazioni, sono spazi in cui riteniamo la riflessione antispecista debba trovare spazio e voce. Vi invitiamo quindi a partecipare e a costruire insieme, e nel tempo, una mobilitazione antispecista all’interno delle università.
Il calendario della settimana:
Lunedì 16 marzo:
“La psicologia dello specismo. Come far del male pur continuando a sentirsi bene: una disamina dei meccanismi psicologici che ci portano a giocare con i cani e mangiare gli altri animali”: conferenza a cura della psicologa Annamaria Manzoni
📍 Università degli Studi di Milano-Bicocca – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, aula U6-44
🕒 Ore 16:30
Mercoledì 18 marzo:
“Antispecismo intersezionale. Liberazione animale e transfemminismo”: conferenza a due voci a cura di Elisa Ortolani e Marco Reggio
📍 Università degli Studi di Milano – Via Festa del Perdono 7, aula 111
🕒 Ore 16:30
Giovedì 19 marzo
“DDL Caccia e DL Sicurezza: la repressione dei movimenti antispecisti”: conferenza a cura dell’avv. Maria Cristina Giussani, specializzata in Diritto e tutela degli animali non umani
📍 Università degli Studi di Milano – Via Santa Sofia 9, aula M303
🕒 Ore 16:30
Venerdì 20 marzo
Proiezione del documentario “Cuori liberi. Fino all’ultimo respiro” (2024) di Alessio Schiazza, con la testimonianza diretta di Sara D’Angelo di Vita da Cani e della Rete dei Santuari di Animali Liberi, e Roberto Manelli, volontario del Progetto Cuori Liberi.
📍 Università degli Studi di Milano – Via Festa del Perdono 7, aula 311
🕒 Ore 16:30
Ingresso libero.
Per maggiori informazioni segui @antispecist3.unimi su Instagram: https://www.instagram.com/antispecist3.unimi/
a milano fino al 21 marzo: mupa – il museo del patriarcato
Fino al 21 marzo a Milano è visitabile il MUPA - Museo del Patriarcato.
Attraverso opere, reperti e testimonianze, la mostra ci invita a osservare con sguardo critico i comportamenti, le abitu
https://differx.noblogs.org/2026/03/09/a-milano-fino-al-21-marzo-mupa-il-museo-del-patriarcato/
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