
Le proteste del movimento studentesco e il cuneo del nazionalismo. Reportage da Belgrado
A fine gennaio migliaia di studenti sono scesi di nuovo in piazza nella capitale serba sfidando il regime di Vučić a oltre un anno dalla strage della pensilina di Novi Sad. Il movimento, ampio e trasversale, mostra però fragilità interne per l’uso crescente di simboli religiosi e nazionalisti e per le ambiguità su temi divisivi come Kosovo ed Europa. Con le possibili elezioni anticipate, si tenta di trasformare la protesta in un progetto unitario







