AL “Caffè di Itaca” ci sono Paride e Elena la sua fidanzata, possiamo incontrare Anassagora di Clazomene che va a prendere un caffè con Madame Green, avatar della scrivente e il filosofo Aristarco…(foto di Marie Laure Colasson, manichini in vetrina, 2011)
“Caffè di Itaca”
Paracetacetamolo, opossum, narghilè, agopunture, massaggi, relax, bottiglie di bourbon. Sul portone d’ingresso del Paradiso compare a caratteri cubitali l’acronimo MIGA (Make Italy Great Again). In Paradiso c’è posto solo all’in piedi, non si paga l’Irpef, non si paga la tax sulla prima casa, vige la flat tax per tutti i titolari di Iban. I cittadini europei sono stati banditi dal Paradiso in quanto privi di ESTA (Electronic System for Travel Authorization). Tra gli inquilini ci trovi Anassagora da Clazomene e Aristarco di Samo, quest’ultimo continua ad asserire che il sole, non la terra, è al centro del sistema solare. Agamennone ha compiuto una visita a sorpresa a Mar-a-Lago per incontrare il presidente persiano Artaserse e giocare una partita a golf insieme. C’è anche il poeta Montale che esce dall’Hotel Excelsior di Venezia con un doppio petto blu. Odisseo ha inventato un congegno e lo ha denominato CEF, “Controllo Eettronico della Felicità”. Pare che vada molto bene: batterie al litio, chip di 0,003 nanometri, pila ricaricabile in 1 minuto, motore a idrogeno liquido che si alterna con le mine anti-uomo e con i sacchetti di plastica ripieni di tritolo. Sono disponibili anche cappuccini al novichok e pasticcini alla polvere da sparo MBx32. Penelope ne è estasiata, chiama al cellulare Circe, le dice che adesso con Google potrà riparare la tela. Circe si è giocata un ticket durante il podcast. Penelope ha emanato un decreto con il quale ha imposto a tutti i sudditi di chiamare il Golfo di Itaca, Golfo di Itaca pena la deiezione dalla Reggia della regina, ha anche caldeggiato una politica fiscale più proattiva: aumento del rapporto deficit/PIL a circa il 4%, emissione di obbligazioni vincolate al tasso di aumento del Pil. Ad Itaca il conflitto sociale è contenuto, è assicurato un più proficuo coordinamento tra le politiche fiscali e ambientali. Sono stimolati i consumi e la domanda interna.
Thank for subscribing to Caffè di Itaca
(Giorgio Linguaglossa)
al “Caffè di Itaca“
Con Agamennone le cose del mondo sono diventate più chiare. Qui, al “Caffè di Itaca”, seduti al tavolino, ci sono Paride e Elena la sua fidanzata, possiamo incontrare Anassagora di Clazomene che va a prendere un caffè con Madame Green, avatar della scrivente e il filosofo Aristarco che discetta intorno alle orbite del pianeta Terra attorno al sole. Al “Caffè di Itaca” ci puoi incontrare Trump e James Bond che discorrono amabilmente con il poeta Montale. La situazione del Paradiso volge al bel tempo: nessun conflitto sociale, niente tasse, niente di niente, tutti vanno al mare e i prezzi dei ristoranti sono abbordabili. Davvero. Adesso devo parcheggiare la macchina in seconda fila. Un saluto.
(Marie Laure Colasson)
Everything is bigger close-up than I always thought.
Tutto è più grande da vicino di quanto avessi sempre pensato.
Every time I pass a mirror, it takes me a moment to recognize myself—I was so used to my eyes being framed and shrunken by my plastic frames, the sides of my face made narrower by the lenses.
Ogni volta che passo davanti a uno specchio, mi ci vuole un momento per riconoscermi: ero così abituata a vedere i miei occhi incorniciati e rimpiccioliti dalle mie montature di plastica, i lati del mio viso resi più stretti dalle lenti.
(Arthur Clarke)
Poetry is not a beautiful talisman
Making poetry means opening up hostility versus consolidated and previous meanings.
Making poetry is not an act of peace but an act of belligerence.
The poetry we try to make is polemos, it is a revolution of languages, a revolution of ways of thinking, of ways of acting, of ways of feeling.
Est modus in rebus
La poesia non è un bel talismano
Fare poesia significa apertura di ostilità versus significati consolidati e pregressi.
Fare poesia non è un atto di pace ma un atto di belligeranza.
La poesia che noi tentiamo di fare è polemos, è rivoluzione dei linguaggi, rivoluzione dei modi di pensiero, dei modi di agire, dei modi di sentire.
Est modus in rebus
(M.L. Colasson)
La Nuova Ontologia Estetica, Poetry kitchen – La parola kitchen è da pensarsi come evento linguistico: quindi evento dell’altro proprio perché si annuncia in quanto irruzione di ciò che è per venire, ciò che è assolutamente non riappropriabile; in quanto unico e singolare l’evento linguistico sfida l’anticipazione, la riappropriazione, il calcolo ed ogni predeterminazione. L’avvenire, ciò che sta per av-venire può essere pensato solo a partire da una radicale alterità, che va accolta e rispettata nella sua inappropriabilità e infungibilità. La contaminazione, l’impurità, l’intreccio, la complicazione, la coimplicazione, l’interferenza, i rumori di fondo, la duplicazione, la peritropé, il salto, la perifrasi costituiscono il nocciolo stesso della fusione a freddo dei materiali linguistici, gli algoritmi che descrivono la non originarietà del linguaggio, il suo esser sempre stato, il suo essere sempre presente; una ontologia della coimplicazione occupa il posto della tradizionale ontologia che divideva essere e linguaggio, la ontologia della coimplicazione ci dice che il linguaggio è l’essere, l’unico essere al quale possiamo accedere. Non si dà mai una purezza espressiva nel logos ma sempre una impurità dell’espressione, un voler dire, un ammiccare, un parlare per indizi e per rinvii.
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