Domani: Calcio, diplomazia e le relazioni opache Roma-Tripoli: il caso dei giocatori libici detenuti in Italia
Cinque calciatori condannati come trafficanti di esseri umani sono diventati pedine dei rapporti ambigui tra i due paesi. La Libia chiede trasferimenti, revisioni, l’esecuzione della pena in patria. Gli ultrà lanciano appelli. L’Italia ascolta, rinvia, gestisce. E il tempo si deposita sulle vite, trasformandole in materiale diplomatico. Dalla vicenda di Alaa Faraj alla protesta di Mohannad Nouri Khashiba, che si è cucito la bocca in carcere
Football, diplomacy, and the opaque Rome-Tripoli relations: the case of Libyan players detained in Italy.
Five footballers convicted of human trafficking have become pawns in the ambiguous relations between the two countries. Libya demands transfers, revisions, and the execution of the sentence at home. Ultra fans launch appeals. Italy listens, postpones, and manages. And time settles upon the lives, transforming them into diplomatic material. From the case of Alaa Faraj to the protest of Mohannad Nouri Khashiba, who sewed his mouth shut in prison.
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