🔴 VENERDÌ 6 MARZO 2026 / allo Spazio Libertario "Sole e Baleno", via Sobborgo Valzania 27, Cesena.

* Ore 19:30 – Cena Vegan

* Ore 20:30 – Presentazione del libro
NEXT STOP MODENA 2020, VIAGGIO TRA LE CARCERI (di Claudio Cipriani; 2025; Sensibili alle foglie editore).
Ne parleremo con una curatrice.

Questo libro costituisce una preziosa testimonianza di quanto accaduto l’8 marzo 2020 nel carcere Sant’Anna di Modena: la rivolta e ciò‌ che ne seguì‌ in termini di repressione da parte dello Stato, che portò‌ alla morte di nove persone detenute. Alle quali in quei giorni se ne aggiungeranno, in diversi contesti, altre cinque, mentre saranno numerose quelle sopravvissute a torture e soprusi.

https://nextstopmodena2020.noblogs.org/

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#spaziosolebaleno #cesena
#sensibiliallefoglie #nextstopmodena2020 #StragidiStato

🔴 VENERDÌ 6 MARZO 2026 / Spazio Libertario "Sole e Baleno", Sobborgo Valzania 27, Cesena.

* Ore 19:30 Cena Veg

* Ore 20:30 Presentazione del libro NEXT STOP MODENA 2020, VIAGGIO TRA LE CARCERI (di Claudio Cipriani; Sensibili alle foglie ed).
Ne parleremo con una curatrice.

Una preziosa testimonianza di quanto accaduto l’8 marzo 2020 nel carcere Sant’Anna di Modena: la rivolta e ciò‌ che ne seguì‌, che portò‌ alla morte di 9 persone detenute. Alle quali in quei giorni se ne aggiungeranno, in diversi contesti, altre 5, e numerose torture e soprusi.
Questo racconto, dedicato alla memoria di quei 14 morti, scritto durante la detenzione, porta l’attenzione su alcuni degli aspetti fondanti del sistema carcere.

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strage di Piazza Fontana, strage di Stato, strage fascista

12 dicembre, Piazza Fontana, strage di stato: non dimentichiamo
differx.noblogs.org/2025/12/12…

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12 dicembre, Piazza Fontana, strage di stato: non dimentichiamo | differx

Guerra, strage, oppressione di Stato. 12-15 dicembre 1969: 56 anni di menzogne e repressione
Il 1969 è un anno particolare. Dopo il 1968 della ribellione giovanile e studentesca scendono in piazza anche gli
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salvatore borsellino: familiari delle vittime inascoltati. la deriva di regime è evidente

5 aprile 2025 È stato ieri approvato dal consiglio dei ministri quell’attentato ai principi della nostra Costituzione noto come “Decreto Sicurezza”.È una cosa di una gravità estrema, è un decreto e…

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salvatore borsellino: familiari delle vittime inascoltati. la deriva di regime è evidente

5 aprile 2025 È stato ieri approvato dal consiglio dei ministri quell’attentato ai principi della nostra Costituzione noto come “Decreto Sicurezza”.È una cosa di una gravità estrema, è un decreto e…

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salvatore borsellino: familiari delle vittime inascoltati. la deriva di regime è evidente

5 aprile 2025 È stato ieri approvato dal consiglio dei ministri quell’attentato ai principi della nostra Costituzione noto come “Decreto Sicurezza”.È una cosa di una gravità estrema, è un decreto e…

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salvatore borsellino: familiari delle vittime inascoltati. la deriva di regime è evidente

5 aprile 2025

È stato ieri approvato dal consiglio dei ministri quell’attentato ai principi della nostra Costituzione noto come “Decreto Sicurezza”.

È una cosa di una gravità estrema, è un decreto e quindi entra immediatamente in vigore dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si esclude anche il Parlamento, anche se dovrà da questo essere approvato entro sessanta giorni, e purtroppo mi risulta che sia stato già controfirmato dal Presidente della Repubblica.

Il presidente del Senato, al quale ci eravamo rivolti, ha rifiutato di ascoltare l’associazione dei familiari delle vittime che dell’operato dei servizi sono state le prime vittime e purtroppo anche il successivo appello alla presidenza della repubblica è rimasto senza risposta.

Quello che fino ad oggi hanno fatto questi servizi, come l’istigazione e la partecipazione alle stragi, sarà oggi coperto dalla legge.

Dovranno risponderne solo al capo del governo.

È peggio dell’Ovra e del ventennio fascista.

Questo stesso presidente del consiglio, a cui viene data la facoltà anche di autorizzare componenti dei servizi a guidare associazioni terroristiche e commettere omicidi, ha detto che il provvedimento è stato emanato come decreto e non discusso in parlamento per questioni di urgenza e per rispondere alle aspettative dei cittadini.

Ma quei cittadini che sono stati colpiti non solo come cittadini di questo stato ma anche nei propri affetti, i rappresentati delle associazioni dei familiari di vittime di stragi e di assassini non sono stati neppure ascoltati, nonostante avessero chiesto di esserlo, sia dalle commissioni parlamentari sia dal Presidente della Repubblica.

Mi vergogno di essere cittadino di uno stato guidato da un sistema di potere che si sta rivelando peggiore del regime fascista.

Non ne ho le prove e nessuna sentenza lo ha finora mai affermato con sicurezza, ma sono fermamente convinto che questi servizi a cui viene oggi data, per legge, la facoltà di delinquere e di uccidere, sono quelli che hanno partecipato alla preparazione e all’esecuzione delle stragi di Via D’Amelio e di Capaci, e non soltanto di quelle.

E credo anche che mio fratello, negli ultimi giorni della sua vita se ne fosse reso conto e per questo sia stata affrettata l’esecuzione di quella strage e sia stata sottratta la sua agenda.

Salvatore Borsellino

*

(grazie a Ilaria Giovinazzo per la condivisione di questo testo, reperibile anche ai link che seguono)

Questo decreto consente alle attività di rispondere direttamente al governo, finora sottoposte al giudizio della magistratura invece adesso saranno autorizzate dopo un omicidio a risponderne solo a capo del Governo. Questo è inammissibile. Per i motivi spiegati, nonostante la legge sia passata alla Camera, abbiamo chiesto di essere sentiti al Senato” (https://www.notizie.com/2025/03/08/ddl-sicurezza-la-denuncia-di-salvatore-borsellino-familiari-delle-vittime-di-mafia-esclusi-dal-dibattito/)

https://www.19luglio1992.com/salvatore-borsellino-ddl-sicurezza-mi-vergogno-di-essere-cittadino-di-questo-stato/

https://wordnews.it/2025/04/05/decreto-sicurezza-la-denuncia-un-attentato-alla-costituzione/

https://www.micromega.net/approvato-il-decreto-sicurezza-salvatore-borsellino-e-peggio-dellovra-e-del-ventennio

https://cavalierenews.it/attualita/28101/salvatore-borsellino,-approvazione-decreto-sicurezza-un-attentato-alla-costituzione-video.html

https://www.liberainformazione.org/2025/04/04/il-decreto-sicurezza-un-attentato-ai-principi-della-nostra-costituzione/

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Ddl Sicurezza, la denuncia di Salvatore Borsellino: "Familiari delle vittime di mafia esclusi dal dibattito" - Notizie.com

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Notizie.com
Vecchi documenti desecretati presentati come nuovi. I trucchi disperati della destra per tenere aperta la pista palestinese sulla strage di Bologna

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Insorgenze

Dalle stragi di Stato allo Stato di emergenza

Zamboni 38, mercoledì, 4 dicembre (18:30)

https://balotta.org/event/dalle-stragi-di-stato-allo-stato-di-emergenza

Dalle stragi di Stato allo Stato di emergenza

Iniziativa a cura di CentroDoc “Lorusso-Giuliani” [https://vag61.noblogs.org/centrodoc/], Archivio via Avesella [https://www.facebook.com/archivioavesella] e Cua [https://www.facebook.com/profile.php?id=100068853744822] “La repressione ha un ambito ed un obiettivo per così dire necessari: colpire e distruggere anticipatamente ogni nucleo di possibile resistenza alla ricomposizione politica capitalistica e di possibile organizzazione autonoma proletaria […] Gli operai debbono riprendere ordinatamente il lavoro secondo gli indici di produttività stabiliti dal sistema mondiale dello sfruttamento e non secondo i rapporti di forza dati dalle lotte […] E la criminalizzazione delle lotte è la spada che segue coerentemente da questa ragione di Stato”. Con queste parole usciva l’editoriale “Il Terrorismo di Stato”, apparso sul quindicinale Rosso nel 1975. Erano già esplose le bombe di piazza Fontana, piazza della Loggia, dell’Italicus. Nel frattempo il quarto governo Moro firmava l’approvazione alla Legge Reale, introducendo una serie di novità per la repressione del conflitto sociale. Dalla metà degli anni settanta le tecniche repressive per sconfiggere i movimenti si affinarono in efficacia e intensità: ci fu una chiusura sempre più netta nei confronti delle rivendicazioni operaie e proletarie, mentre lo Stato iniziò a condurre una vera e propria guerra contro i movimenti di lotta. La “strategia della tensione”, intensificatasi con la bomba di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, divenne a tutti gli effetti una forma di governo dei conflitti sociali. Una risposta, anche, ad una annata che è ormai un simbolo del conflitto operaio nella storia dell’Italia repubblicana: il 1969 ed il suo autunno caldo. Oltre gli anni ’70, però, abbiamo di fronte a noi una lunga scia di decreti sicurezza promulgati per la gestione dei conflitti sociali come oggetti d’ordine pubblico. E oggi? A quasi 55 anni di distanza dai fatti di Piazza Fontana, ci interrogheremo sul concatenatenarsi nel tempo di norme repressive, leggi speciali e pacchetti sicurezza. Una serie di dispositivi ormai stratificati, di cui il dl Meloni-Salvini 1660 è soltanto l’ultimo di una lunga serie. Una discussione che oltre alla contingenza vuole inquadrare sul lungo periodo anche le attuali norme limitative proposte dal Governo Meloni. Discuteranno con noi: Claudia Pinelli – attivista Marina Prosperi – avvocata (Giuristi democratici Bologna) Elia de Caro – associazione Antigone Italo di Sabato – Osservatorio sulla Repressione Mercoledì 4 dicembre al 38 occupato di via Zamboni 38 Ore 18,30 – inizio ore 19

Balotta