Ottimizzazione di Linux per i giochi, ecco la guida passo passo.
https://poliverso.org/display/0477a01e-176a-2c42-69e8-9a5020498965
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O #fediverso não vai abaixo…
☕️ Este viernes, levanta tu taza de café y disfruta de su sabor directo en esta mañana. Que tu día esté lleno de energía y enfoque para enfrentar cada una de las actividades que se presenten.
Mantén los ojos abiertos y la disposición firme ante la realidad del entorno, aprovechando cada instante del día que comienza.
— A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso
Alt text via @altbot y @TeLoDescribot
Un viernes más que se nos concede para ser.
El café negro, fuerte, amargo y sin adornos artificiales, ya descansa caliente en la taza para despertar los sentidos y anclar el espíritu al presente. Pequeños placeres cotidianos que nos recuerdan que estamos vivos antes de iniciar las tareas de la jornada.
Que tengáis un excelente y bonito viernes.
da Assopace Palestina: Pasquale Porciello, "In Libano un numero insostenibile di bombe, sfollati e soccorritori uccisi", il manifesto, 12 giugno 2026
Pasquale Porciello, In Libano un numero insostenibile di bombe, sfollati e soccorritori uccisi, Il Manifesto, 12 giugno 2026
LIBANO Nuovi raid su Tiro, sotto evacuazione forzata anche il quartiere cristiano. Paese al collasso
Con i riflettori tutti puntati sulla crisi di Hormuz, Israele procede in maniera ancora più spedita l’occupazione militare del sud del Libano.
Le truppe di terra israeliane si sono ieri avvicinate ai sobborghi di Nabatieh, il cuore economico del Libano meridionale. Attraversato il fiume Litani – prima linea oltre cui l’esercito israeliano aveva spinto i libanesi a scappare, sostituita poi con quella del fiume Zahrani, più a nord, a 40 chilometri dal confine – alcune settimane fa, i soldati israeliani hanno già conquistato i villaggi di Zaoutar el-Charqieh, Arnoun e Yohmor el-Chaqif, dove insiste l’ormai celebre castello di Beaufort. Ora proseguono l’avanzata verso la collina di Ali Taher, Kfar Tebnit e Nabatieh el-Faouqa. Ieri sera il portavoce arabofono dell’esercito israeliano Avichai Adraee ha dichiarato che le truppe hanno stabilito il «controllo operativo sulla parte settentrionale dell’area di Wadi Slouki», tra Houla, Majdal Selm (Marjayoun) e Chaqra (Bint Jbeil), importantissima dal punto di vista strategico.
Hezbollah prova a contenere questa avanzata. Nel pomeriggio di ieri il partito armato sciita ha fatto sapere di aver abbattuto un carro Merkava sulla strada di Saf el-Hawa, a Bint Jbeil, con un drone di tipo Ababil, alla fibra ottica, droni che bucano i sistemi di sicurezza israeliani.
TUTTA LA ZONA sotto il fiume Zahrani è stata dichiarata da Netanyahu «zona di guerra». Il 20 aprile scorso Israele ha stabilito una fascia di una decina di chilometri in Libano lungo il confine sud e sud-est, la Linea Gialla, che occupa militarmente, nella quale la popolazione civile non può tornare e i militari libanesi non possono entrare. Le operazioni di questa ultima escalation hanno teso a spingere ancora più a nord questa fascia, soprattutto nell’area di Nabatieh.
I raid sono continuati anche su Tiro, assediata da due settimane. L’intera città è sotto ordine di evacuazione forzata, incluso da pochi giorni il quartiere cristiano. Bombe sul resto del sud e sulla valle della Beqa’a, a est del paese.
IL MINISTERO DELLA SALUTE libanese ha riportato anche ieri il bilancio delle vittime. Gli attacchi israeliani hanno fatto 3711 morti e 11483 feriti dal 2 marzo – data di inizio di questa nuova fase. È stato poi reso noto il numero preciso di soccorritori e del operatori medico-sanitari uccisi da Israele, spessissimo con la tecnica del double tap, il secondo o terzo colpo riservato a chi arriva sul luogo di un bombardamento appena avvenuto per soccorrere le vittime. 132 in totale gli uccisi, mentre sale a 393 il numero di quelli feriti. 17 ospedali sono stati danneggiati dai bombardamenti, di cui tre sono stati costretti a chiudere.
Continua l’emergenza umanitaria. Con il caldo, le condizioni igienico-sanitarie dei centri di accoglienza sono ad alto rischio. Si sono già registrate infezioni e contagi in molti degli oltri 600 centri che ospitano sfollati per tre volte la loro capacità.
Scarseggiano i beni di prima assistenza, colpa anche dei tagli a UsAid e a catena al terzo settore voluti da Trump nel 2025, e che oggi si fanno sentire. Oltre un milione le persone costrette a lasciare le loro abitazioni, su una popolazione totale di circa cinque milioni, moltissime delle quali non hanno trovato posto nei centri e sono costrette a vivere in tendopoli improvvisate o in macchina.
È TUTTO IL SISTEMA LIBANESE ad essere al collasso. La crisi economico-finanziaria che ha messo il pease in ginocchio nel 2019 non è ancora superata. L’inflazione è fuori ogni controllo e il costo della vita è alle stelle, aggravato ulteriormente dai rincari del carburante dovuti alla crisi in Iran. La guerra sta dando il colpo di grazia a un’economia già piegata da anni di crisi profondissima. Una situazione che tanto sul breve, quanto sul lungo periodo, è assolutamente insostenibile.
da
ilmanifesto.it/in-libano-un-nu…
postato da Assopace Palestina su fb
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da mg:
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Libano (Internazionale) Con i riflettori tutti puntati sulla crisi di Hormuz, Israele procede in maniera ancora più spedita l’occupazione militare del sud del Libano. Le truppe di terra israeliane si sono ieri avvicinate ai sobborghi di Nabatieh, il cuore economico del Libano meridionale. Attraversato il fiume Litani - prima linea oltre cui l’esercito israeliano aveva spinto i
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