SCIOPERO PER IL CLIMA - Resistere al deserto

Piazza Arbarello, venerdì 27 marzo alle ore 09:30 CET

RESISTERE AL DESERTO CHE AVANZA

Di fronte alle guerre fossili, allo sfruttamento delle risorse e dei popoli, noi resistiamo. In gioco c’è la sopravvivenza dell’umanità: possiamo ancora uscire da questa crisi climatica, implementando soluzioni che convengono a tutt*, meno chi sta devastando il nostro pianeta. Non accettiamo re, tiranni, Trump, Meloni: ci vediamo in piazza per decidere del nostro futuro, insieme.

27 marzo H. 9.30 - Piazza Arbarello

A seguire pranzo sociale, banchetti e concertino sul ponte Vittorio Emanuele I

https://gancio.cisti.org/event/sciopero-per-il-clima-resistere-al-deserto

World Water Day

Il 22 marzo si celebra la World Water Day, conosciuta in Italia come Giornata Mondiale dell’Acqua, un appuntamento globale istituito dalle Nazioni Unite nel 1992 per ricordarci quanto questo elemento, così semplice e quotidiano, sia in realtà prezioso e insostituibile.

Dopo aver parlato di natura, foreste e sostenibilità negli articoli precedenti, oggi il focus si sposta proprio sull’acqua: la risorsa che tiene in vita il pianeta e che collega ogni ecosistema, dalle radici degli alberi fino ai nostri gesti quotidiani.

Perché si celebra proprio il 22 marzo?

La data è stata scelta durante la Conferenza di Rio de Janeiro sull’ambiente e lo sviluppo, un momento storico che ha acceso i riflettori sull’importanza della tutela delle risorse naturali. Da allora, ogni anno la giornata è dedicata a un tema specifico: cambiamenti climatici, accesso all’acqua potabile, gestione sostenibile… tutti aspetti che riguardano da vicino il nostro futuro.

Un bene prezioso (più di quanto pensiamo)

Aprire il rubinetto e trovare acqua pulita è un gesto automatico, ma non è così per tutti. Milioni di persone nel mondo non hanno accesso a fonti sicure, e questo rende ancora più urgente parlare di consapevolezza e responsabilità.

Anche piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza:

  • ridurre gli sprechi in casa
  • preferire docce brevi
  • riutilizzare l’acqua quando possibile
  • scegliere prodotti sostenibili

Un filo che collega tutti gli articoli 🌍

Se hai letto il nostro approfondimento dedicato alla natura e al legno, sai già quanto gli ecosistemi siano interconnessi. L’acqua, in questo equilibrio, è la vera protagonista silenziosa.

👉 Per approfondire questo legame, puoi leggere anche il nostro articolo già pubblicato:

Giornata mondiale dell’acqua

Curiosità chic sull’acqua

  • Il corpo umano è composto per circa il 60% da acqua
  • Solo il 2,5% dell’acqua sulla Terra è dolce
  • Bere acqua migliora concentrazione, pelle e benessere generale
  • L’Italia è tra i maggiori consumatori di acqua in bottiglia in Europa

Una conclusione diversa, da portare con te 💧

L’acqua non fa rumore, non chiede attenzione… eppure è sempre lì, a sostenerci in ogni momento della giornata. Forse la vera sfida non è solo risparmiarla, ma imparare a riconoscerne il valore, anche nei gesti più semplici.

Perché prendersi cura dell’acqua significa, in fondo, prendersi cura di noi stessi, degli altri e di tutto ciò che rende il mondo così straordinariamente vivo. 💙

Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI #accessoallacqua #Acqua #acquaebenessere #acquaebiodiversità #acquaediritto #acquaefuturo #acquaenergia #acquaepianeta #acquaepopolazione #acquaepreservazione #acquaesperanza #acquaessenziale #acquaeterra #acquaevita #acquapulita #acquasorgentedivita #acquasostenibile #acquastrategica #Ambiente #bluplanet #cambiamentoclimatico #conservazioneacqua #consumoresponsabile #dirittoallacqua #ecofriendly #ecologialiquida #ecosistemidacqua #ecosostenibilità #emergenzaclimatica #equilibrioecologico #fiumi #fontidacqua #gestioneacquatica #gestioneidrica #ghiacciaiinpericolo #giornatamondialedellacqua #inquinamentoidrico #mari #naturaresponsabile #oceani #oceaniinpericolo #pianetasano #preservailpianeta #preservazionerisorse #protezionedeifiumi #protezionefiumi #protezionenatura #risorseidriche #risparmioidrico #saluteambientale #salvaguardiaacqua #salvaguardiaambientale #Sensibilizzazione #sensibilizzazionecambiamentoclimatico #Sostenibilità #sprecozero #tutelaidrica #worldwaterday
Il tempo di ritorno. Una storia di clima e di fantasmi

Presentazione del libro Il tempo di ritorno. Una storia di clima e di fantasmi con l’autore Ferdinando Cotugno IL LIBRO In statistica, il tempo di ritorno è la probabilità che un evento estremo si verifichi. È il tempo che ci mettono a ripresentarsi i grandi traumi, gli amori, gli scudetti, gli attacchi di panico, i messaggi che disperatamente aspettiamo, le ondate di calore, le alluvioni. La crisi climatica, con le sue catastrofi a distanza sempre più ravvicinata, ci ha trasformato in una società post-traumatica di massa. In questo libro, il tempo di ritorno però è anche il viaggio a ritroso del protagonista nella storia della sua famiglia, che una volta è stata «una piccola nazione fondata sui combustibili fossili»: il nonno operaio all’Italsider, il padre camionista, la madre che passa dagli studi umanistici alla gestione di una ditta di trasporti. Una storia di carbone e gasolio che nasce e riannoda i suoi fili nella zona industriale di Napoli, e si fa parabola per raccontare l’Italia intera dal dopoguerra a oggi. Non è una storia di clima ma, come ogni storia, è anche una storia di clima. Due generazioni che si ritrovano: quella dei padri che hanno lottato per uscire dalla povertà e costruire un piccolo benessere, e quella dei figli che quel benessere lo hanno ereditato, assieme a un mondo sul punto di collassare. Solo se impariamo ad abitare questa contraddizione e riconosciamo di essere compro­messi in prima persona con il processo che sta conducendo la Terra all’inabitabilità, ­possiamo provare a sovvertire quello che sembra un destino già tracciato. Perché ­«l’ecologia è ­l’amore di chi non ha alternative» e noi, specie umana, non abbiamo un altro posto dove ­andare. di Ferdinando Cotugno Guanda Editore

Balotta

Nel 2023 in Italia oltre 43.000 persone sono morte per l’inquinamento dell’aria, soprattutto da PM2.5: una crisi di salute pubblica che nasce da scelte politiche miopi e da rinvii continui.
E attaccare le politiche ambientali e frenare la transizione ecologica significa proteggere uno status quo che avvelena le città e anche noi.
Per noi la salute viene, e verrà sempre, prima dei calcoli elettorali.

#Inquinamento#italia #Green #Smog #EmergenzaClimatica #volt #voltitalia

Il tempo di ritorno. Una storia di clima e di fantasmi

Libreria Modo Infoshop, giovedì 26 febbraio alle ore 18:00 CET

Presentazione del libro Il tempo di ritorno. Una storia di clima e di fantasmi

con l’autore Ferdinando Cotugno

IL LIBRO

In statistica, il tempo di ritorno è la probabilità che un evento estremo si verifichi. È il tempo che ci mettono a ripresentarsi i grandi traumi, gli amori, gli scudetti, gli attacchi di panico, i messaggi che disperatamente aspettiamo, le ondate di calore, le alluvioni. La crisi climatica, con le sue catastrofi a distanza sempre più ravvicinata, ci ha trasformato in una società post-traumatica di massa.
In questo libro, il tempo di ritorno però è anche il viaggio a ritroso del protagonista nella storia della sua famiglia, che una volta è stata «una piccola nazione fondata sui combustibili fossili»: il nonno operaio all’Italsider, il padre camionista, la madre che passa dagli studi umanistici alla gestione di una ditta di trasporti. Una storia di carbone e gasolio che nasce e riannoda i suoi fili nella zona industriale di Napoli, e si fa parabola per raccontare l’Italia intera dal dopoguerra a oggi. Non è una storia di clima ma, come ogni storia, è anche una storia di clima. Due generazioni che si ritrovano: quella dei padri che hanno lottato per uscire dalla povertà e costruire un piccolo benessere, e quella dei figli che quel benessere lo hanno ereditato, assieme a un mondo sul punto di collassare.
Solo se impariamo ad abitare questa contraddizione e riconosciamo di essere compro­messi in prima persona con il processo che sta conducendo la Terra all’inabitabilità, ­possiamo provare a sovvertire quello che sembra un destino già tracciato. Perché ­«l’ecologia è ­l’amore di chi non ha alternative» e noi, specie umana, non abbiamo un altro posto dove ­andare.

di Ferdinando Cotugno

Guanda Editore

https://balotta.org/event/il-tempo-di-ritorno-una-storia-di-clima-e-di-fantasmi

"Il #clima è sempre cambiato, non così velocemente, MA l' #UnioneEuropea..." + qualsiasi azione concreta per ridurre le emissioni.  "Ma non sono negazionista" #EmergenzaClimatica

"Il #clima è sempre cambiato, non così velocemente, MA l' #UnioneEuropea..." + qualsiasi azione concreta per ridurre le emissioni.

"Ma non sono negazionista"

#EmergenzaClimatica

Per pochi "nostalgici" o forse dovrei dire ricchi conservatori miopi di fronte al pericolo comune, tanto vivono in una bolla dorata, la #Cop30 non ha dato il giusto cambiamento necessario per affrontare l' #EmergenzaClimatica E maggiore chiarezza su quanto accaduto alla famiglia nel bosco 🤦🏽

RE: https://bsky.app/profile/did:plc:ef4htvgr73vdw3avm6zknwci/post/3m6gvu7wjok2q

Biografia di Greta Thunberg fondatrice di Fridays For Future e ruolo nella Flotilla

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Con questa biografia di Greta Thunberg cerchiamo di conoscere la storia ispiratrice dietro il volto dell’attivismo sul cambiamento climatico. Scopri come un’adolescente solitaria dalla Svezia ha messo in luce questioni globali e ha ispirato generazioni ad agire!

Chi è Greta Thunberg?

Greta Thunberg è una studentessa svedese che all’età di 15 anni, nell’agosto del 2018, ha deciso di sedersi davanti al Riksdag, sede del Parlamento svedese, per chiedere al governo di rispettare l’accordo di Parigi e ridurre le emissioni di Co2. In seguito alle elezioni del settembre 2018 ha continuato a manifestare tutti i venerdì, fondando il movimento studentesco Fridays For Future. A Greta è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, disturbo dello spettro autistico.

Greta Thunberg è diventata il volto dell’attivismo sul cambiamento climatico, trasformandosi da una timida adolescente svedese a una leader ambientale internazionale. La sua protesta fuori al Parlamento svedese nel 2018 ha scatenato un movimento globale guidato dai giovani, galvanizzando i governi e scatenando discussioni su questioni globali.

Infanzia e primo attivismo di Greta.

Greta è nata a Stoccolma, in Svezia, e ha iniziato il suo viaggio come attivista ambientale all’età di 8 anni. Nel 2011 ha iniziato a fare ricerche attive sui cambiamenti climatici, leggendo e studiando i dati ecologici dopo aver visto un documentario sull’agricoltura animale. All’età di 15 anni, ha deciso di prendere posizione contro le ingiustizie ambientali e ha iniziato a protestare fuori dal Parlamento svedese.

Nel giro di due settimane, la sua protesta iniziale era diventata parte di un movimento globale guidato da giovani che chiedevano un’azione urgente contro l’imminente crisi climatica globale.

La notorietà nel 2018 con lo sciopero scolastico per il clima

Poco dopo aver iniziato la sua manifestazione, la causa di Greta ha attirato l’attenzione dei media e dei politici di tutto il mondo quando gli studenti di altri paesi hanno iniziato a prendere parte a scioperi scolastici simili. Nell’agosto 2018, giovani provenienti da oltre 2000 città di tutto il mondo si erano uniti al suo movimento. I suoi discorsi appassionati continuano a ispirare milioni di persone in tutto il mondo. È stata anche riconosciuta come una delle 100 persone più influenti di Time Magazine.

L’attivismo ambientalista di Greta dopo il 2018

Il successo delle manifestazioni di Greta Thunberg è stato immediato grazie alla diffusione mediatica. Nel dicembre del 2018, pochi mesi dopo le sue prime manifestazioni, ha parlato al vertice Cop24 dell’Onu in Polonia. Nel gennaio del 2019 è intervenuta al Forum Economico Mondiale in Svizzera invitando gli economisti ad avere paura dei cambiamenti climatici. Il 15 marzo 2019 si è tenuto lo sciopero mondiale per il clima e Greta ha partecipato alla manifestazione nella città di Stoccolma.

Il 16 aprile 2019 ha parlato alla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo invitando i politici ad assumersi le responsabilità e a prendere decisioni precise ed inequivocabili. Il 17 aprile ha incontrato Papa Francesco a Roma che aveva già preso posizione a difesa del pianeta attraverso l’enciclica Laudato si’.

Nell’agosto del 2019 Greta Thunberg ha partecipato al summit per il clima dell’Onu a New York. Nel suo discorso ha accusato i leader mondiali di non fare abbastanza e di non rendersi conto della gravità della situazione. L’attenzione mediatica della sua partecipazione al summit è stata amplificata dal viaggio attraverso l’oceano in barca a vela. La barca che Greta ha utilizzato per recarsi negli Stati Uniti era dotata di pannelli solari e ad emissioni zero.

L’attivismo di Greta oltre il 2021: giustizia sociale e proteste dirette

Dopo aver completato la scuola, Greta ha intensificato la sua partecipazione a proteste dirette. Nel gennaio 2023 ha partecipato alle manifestazioni a Lützerath, in Germania, contro l’espansione di una miniera di carbone, dove è stata temporaneamente fermata dalla polizia. Nel ottobre 2023 è stata arrestata a Londra per aver bloccato l’ingresso di un hotel durante una protesta contro l’Energy Intelligence Forum, un vertice su petrolio e gas. Questo periodo ha segnato un ulteriore allargamento del suo attivismo, che ha sempre più sottolineato l’importanza di collegare la crisi climatica con altre questioni di giustizia sociale, diritti umani e decolonizzazione.

Ottobre 2025: La Global Sumud Flotilla e la rottura del blocco di Gaza

L’evento più significativo del suo attivismo recente è la partecipazione alla Global Sumud Flotilla nel settembre 2025. Questa missione umanitaria non violenta e guidata dalla società civile è salpata da Barcellona (e poi dalla Tunisia) con l’obiettivo cruciale di rompere l’illegale blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza e consegnare aiuti umanitari disperatamente necessari alla popolazione civile.

La Flotilla, composta da oltre 20 imbarcazioni e centinaia di attivisti da 44 Paesi, aveva l’intento di aprire un corridoio umanitario stabile e protestare contro quello che Thunberg e gli organizzatori definiscono un “genocidio” in corso.

La sua partecipazione ha amplificato enormemente la copertura mediatica globale sull’iniziativa. Purtroppo, la flottiglia è stata intercettata in acque internazionali e abbordata dalle forze armate israeliane tra l’1 e il 3 ottobre 2025. Greta, insieme a oltre 170 attivisti, è stata catturata, detenuta e successivamente espulsa da Israele. Dopo il rilascio, Thunberg ha condannato i presunti abusi subiti, ribadendo che il vero focus restava la crisi umanitaria a Gaza e il fallimento dei governi nel far rispettare il diritto internazionale. Questo episodio ha posizionato Greta come figura centrale anche nelle discussioni più ampie su geopolitica, guerra e solidarietà internazionale, oltre il solo ambito del cambiamento climatico.

Premi e riconoscimenti ricevuti

Greta Thunberg ha compiuto molte imprese incredibili in un periodo di tempo molto breve. Nel 2019 ha ricevuto il Right Livelihood Award e il TIME Magazine’s Person of the Year. È anche parzialmente responsabile dell’approvazione della prima legge sui cambiamenti climatici dell’Unione europea, chiamata Green Deal europeo.

È stata anche candidata al Premio Nobel per la Pace in diversi anni, tra cui il 2019, 2020 e 2021.

L’influenza di Greta sulla politica globale

Anche se ha solo 22 anni, Greta Thunberg ha avuto un’enorme influenza sulla politica globale. Il suo attivismo e i suoi discorsi hanno guidato un movimento di sensibilizzazione sul cambiamento climatico in tutto il mondo. I suoi appassionati appelli all’azione hanno fatto appello ai leader di dozzine di nazioni, spingendoli a intraprendere azioni più coraggiose sui cambiamenti climatici. Attirando l’attenzione sulle questioni ambientali globali, ha contribuito a rimodellare l’opinione pubblica e ha sottolineato l’urgenza di affrontare rapidamente questi problemi.

Il messaggio di Greta per il futuro del nostro pianeta

Il messaggio di Greta è che DOBBIAMO agire per combattere la crisi climatica. È stata descritta come un potente simbolo della consapevolezza dei cambiamenti climatici su un palcoscenico globale, dal suo discorso alle Nazioni Unite nel 2019 alle sue frequenti interazioni con i leader mondiali. Il suo esempio ci mostra che ognuno di noi ha la responsabilità di fare qualcosa per salvare il nostro pianeta per le generazioni future.

Lo dobbiamo a noi stessi e al pianeta. Bisogna prestare attenzione al messaggio di Greta: se agiamo ora, possiamo garantire un futuro migliore per il nostro pianeta e tutta la vita che ospita!

Il libro di Greta Thunberg

Si chiama La nostra casa in fiamme il libro che racconta la storia della famiglia di Greta. Scritto da Greta con l’aiuto dei genitori, il libro è uscito in Italia nel maggio del 2019 edito da Mondadori. Racconta la storia della propria famiglia e i cambiamenti climatici in Svezia che hanno portato Greta a diventare attivista per il clima e a diventare vegana. Ma il libro è anche un invito a trattare il cambiamento climatico come un’emergenza e a organizzarsi per affrontare questa sfida.

Greta viaggia nel tempo?

Greta Thunberg viaggia nel tempo? Viene dal futuro? Quanti anni ha? Sono alcune domande che in molti si sono fatti dopo aver guardato una foto del 1898 dell’University of Washington Libraries che ritrae dei ragazzi cercatori d’oro. Una ragazza somiglia molto a Greta e come lei porta delle treccine.

foto del 1898 dell’University of Washington Libraries

La foto è reale e non è una bufala. La somiglianza è sorprendente ma non possiamo credere che Greta venga dal futuro, né, tantomeno, che venga dal passato per metterci in guardia sui pericoli che corriamo nel futuro per i cambiamenti climatici.

#ambiente #cambiamentiClimatici #clima #emergenzaClimatica #greta #vegan

"la forma di protesta è la stessa e le leggi che hanno reso i blocchi stradali un costo legale e penale più ingente sono le stesse. Vuol dire che il problema non è il blocco stradale in sé, il problema è che sull’ #emergenzaClimatica prevale disinteresse" Non bene: perché indica un popolo malleabile

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