Monreale (PA), il Chiostro dei Benedettini

Riflessi di un viaggio misterioso di Guy de Maupassant

"Il meraviglioso Chiostro di Monreale suggerisce alla mente una tale sensazione di grazia che ci si vorrebbe restare quasi per sempre… e chi non l’ha visto non può immaginare cosa sia l’armonia di un colonnato… meravigliano lo sguardo e poi affascinano, lo incantano, vi generano quella gioia artistica che le cose d’un gusto assoluto fanno penetrare nell’anima attraverso gli occhi"Nel 1885, mentre l’Europa fremeva tra innovazioni e ombre di decadenza, Guy de Maupassant, uno dei grandi protagonisti della letteratura francese dell’Ottocento, salpò verso la Sicilia, isola enigmatica dove normanni, arabi e greci avevano intrecciato un destino di conquiste e sincretismi.

Tra le sue rovine dorate e i chiostri silenziosi, lo scrittore francese scoprì un’armonia assoluta che lo travolse, immortalata nelle pagine liriche di "La Vie Errante".

È qui, tra le colonne ipnotiche di Monreale, che nasce un racconto di estasi e mistero, capace di evocare l’essenza immortale della “perla del Mediterraneo”.

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Il Fantasma del Turco a Palermo tra storia e mistero nel Palazzo De Cordoba

Nel cuore di Palermo, città ricca di storia e di antiche tradizioni, si cela una leggenda che intreccia mistero, nobiltà e spettri inquieti.

Il fantasma del Turco, figura avvolta nel mistero e nei secoli, continua a far parlare di sé, evocando racconti di prigionieri, monarchi stranieri e spiriti che non trovano pace.

Una narrazione suggestiva, alla scoperta di un mistero affascinante, tra le vecchie mura di un palazzo storico della città.

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W Palermo e S. Rosalia

Il 7 maggio del 1624 arriva a Palermo, proveniente da Tunisi, il vascello della redenzione dei cattivi (riscatto dei cristiani prigionieri degli infedeli).

Il Vicerè Emanuele Filiberto, contro il parere del Senato che sospettava che a bordo covasse la peste, ne permette l’attracco, “carico come era di mercanzie e ricchi doni a lui inviati dal Re di Tunisi”, la peste si diffonde in città.

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Una volta, non molto tempo fa, nelle strade di Palermo risuonavano voci forti e appassionate che si mescolavano al suono di una chitarra e al fruscio della gente che si avvicinava curiosa.

Bastava un angolo di piazza, un cartellone dipinto a mano e una voce calda ed era come se il mondo si fermasse.

Erano i Cantastorie, figure che Palermo conosceva bene, ogni quartiere, dalla Kalsa al Capo, aveva il suo angolo dove questi artisti si fermavano a raccontare.

Non si limitavano a “cantare” storie, le facevano vivere, le sentivi nelle loro voci, nei gesti delle loro mani, negli occhi, narravano di amori perduti, di eroi coraggiosi, di santi e delinquenti, di fatti che erano accaduti davvero o magari no, ma che tutti amavano ascoltare.

https://www.panormus.blog/articoli.php?post=palermo-e-i-cantastorie

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Palermo e i Cantastorie

Una volta, non molto tempo fa, nelle strade di Palermo risuonavano voci forti e appassionate che si mescolavano al suono di una chitarra e al fruscio della gente che si avvicinava curiosa. Bastava un angolo di piazza, un cartellone dipinto a mano e una voce calda ed era come se il mondo si fermasse. Erano i cantastorie, figure che Palermo conosceva bene, ogni quartiere, dalla Kalsa al Capo, aveva il suo angolo dove questi artisti si fermavano a raccontare. Non si limitavano a “cantare” storie, le facevano vivere, le sentivi nelle loro voci, nelle mani, negli occhi, narravano di amori perduti, di eroi coraggiosi, di santi e delinquenti, di fatti che erano accaduti davvero o magari no, ma che tutti amavano ascoltare.

Panormus Stupor Mundi
Palermo, le carceri di Palazzo Steri Chiaramonte e il tribunale dell'inquisizione

Stasera su Rai Storia alle 20.30 si parlerà del Carcere di Palazzo Steri, utilizzato dall’inizio del ‘600 alla fine del ‘700 dall’inquisizione spagnola per imprigionare tutti i cittadini scomodi per la vita sociale, politica e soprattutto religiosa, dell’antica città di Palermo.

I graffiti riscoperti, durante il restauro del Palazzo, ci comunicano pensieri e stati d’animo struggenti, che arrivano a noi in modo diretto, opere realizzate nel buio per rimanere nel buio, che ci raccontano il dramma della prigionia più infame, perché spesso ingiusta.

Ne ho parlato sul mio blog:
https://www.panormus.blog/stories.php?key=il-carcere-inquisizione-a-palazzo-chiaramonte-steri

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Palermo, il Carcere dell’Inquisizione a Palazzo Chiaramonte-Steri

Palermo, con la sua storia millenaria, è una città che custodisce testimonianze straordinarie del passato, alcune delle quali celano vicende di sofferenza e oppressione. Tra queste, il Carcere dell’Inquisizione a suo tempo situato all'interno del Palazzo Chiaramonte-Steri, che rappresenta una delle testimonianze più inquietanti dell’epoca dell’Inquisizione in Sicilia. Questo palazzo, nel cuore pulsante di Palermo, fu costruito nel XIV secolo per la potente famiglia Chiaramonte, col tempo, ebbe diverse destinazioni d'uso, diventando persino la sede del Tribunale dell’Inquisizione spagnola dal 1601 fino al 1782, quando fu finalmente abolito. In quegli anni, il palazzo divenne un vero e proprio simbolo di paura e tormento, con un suo carcere dove venivano rinchiusi quelli accusati di eresia, stregoneria o di pratica di culti ritenuti contrari alla fede cattolica. Le pareti delle celle del carcere, che si trovano al piano inferiore, sono piene di graffiti lasciati dai prigionieri e raccontano storie di dolore e disperazione. Tra questi graffiti si trovano preghiere, simboli religiosi, messaggi criptici e persino dei calendari per segnare i giorni di prigionia. Alcuni dei disegni mostrano anche l'abilità artistica dei detenuti, che, con i pochi strumenti a disposizione, cercavano di testimoniare la loro triste esistenza. Il Tribunale dell’Inquisizione giudicava chiunque fosse visto con sospetto in ambito religioso, gli accusati passavano attraverso interrogatori logoranti e torture per cercare di estorcere confessioni, molti finivano in carcere a vita, mentre altri purtroppo venivano condannati a morte, spesso sul rogo nella tristemente famosa Piazza della Vergogna. A Palazzo Chiaramonte-Steri, attraverso mostre e visite guidate, è possibile immergersi nella storia di Palermo e conoscere quello che un tempo fu il carcere dell’Inquisizione, un’esperienza intensa e riflessiva, che ci fa riflettere sulle atrocità perpetrate in nome della fede e ci ricorda le vittime di questo capitolo oscuro della storia siciliana. Questo luogo è un monito affinché simili ingiustizie non si ripetano, mantenendo viva la memoria di chi ha sofferto per le proprie convinzioni e idee.

Panormus Stupor Mundi
La leggenda dei diavoli del Castello della Zisa di Palermo

La leggenda racconta anche che, chiunque provi a contare il numero esatto dei Diavoli della Zisa, non ci riesce, questo perché questi iniziano a muoversi e mescolarsi.

Inoltre se il giorno dell’Annunziata (25 marzo) i Diavoli vengono fissati troppo a lungo, inizieranno a muovere la coda o storcere la bocca.

https://www.panormus.blog/culture.php?id=la-leggenda-dei-diavoli-del-castello-della-zisa-di-palermo


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La leggenda dei diavoli del Castello della Zisa di Palermo

La leggenda racconta anche che, chiunque provi a contare il numero esatto dei Diavoli della Zisa, non ci riesce, questo perché questi iniziano a muoversi e mescolarsi. Inoltre se il giorno dell’Annunziata (25 marzo) i Diavoli vengono fissati troppo a lungo, inizieranno a muovere la coda o storcere la bocca.

Panormus Stupor Mundi

Le #devozioni, quando non sono manifestazione di un amore disinteressato, che comprende anche l'abbandono alla volontà di Dio, sono la più becera e pagana stortura paganeggiante del #cristianesimo.

Fare per ottenere, pregare per ingraziarsi: non fanno così anche i #pagani?