La nuova truffa su Facebook: il falso 'Avviso di blocco' che ruba credenziali

“Un messaggio identico al mio profilo mi ha chiesto di inserire la password, ho cliccato senza pensarci e ho perso

larampa

TL;DR Su un canale #Telegram di una gang #cybercriminale sono stati pubblicati 16 archivi contenenti le #credenziali e dati di oltre 4000 cittadini #israeliani compromessi da #infostealer

https://www.zerozone.it/cybersecurity/le-credenziali-di-oltre-4000-cittadini-israeliani-pubblicate-online/23318

Le credenziali di oltre 4000 cittadini israeliani pubblicate online • zerozone.it

TL;DR Su un canale Telegram di una gang cybercriminale sono stati pubblicati 16 archivi contenenti le credenziali e dati di oltre 4000 cittadini israeliani compromessi da infostealer.

zerozone.it

Pubblicati su un canale Telegram i dati di 3923 cittadini israeliani rubati da malware #infostealer, completi di #credenziali personali di accesso a migliaia di servizi web.

@informatica

Molto pericoloso... Giusto per ricordare che i databreach, le vulnerabilità, le backdoor conosciute e sconosciute sono anche un problema di sicurezza fisica

“La #banca che adotta un sistema di sicurezza efficace per le operazioni on line, non risponde del #phishing ai clienti se sono proprio questi ultimi a fornire ai truffatori le loro #credenziali.”
https://www.ilsole24ore.com/art/le-banche-non-rispondono-il-phishing-clienti-se-hanno-sistemi-sicurezza-efficaci-AEtZeBGD
H/T @MarioPalamara
Le banche non rispondono per il phishing ai clienti se hanno sistemi di sicurezza efficaci

Se l’istituto adotta un sistema di sicurezza certificato non paga per le frodi informatiche, quando è lo stesso cliente a fornire codici segreti che solo lui conosce

Il Sole 24 ORE

💡 In generale è meglio considerare tutto ciò che facciamo all'interno dei social come pubblico, questo a prescindere dalla piattaforma che state utilizzando (#Mastodon, #Twitter, #Facebook, #Instagram, #TikTok, etc..). Quindi EVITATE di comunicare #datisensibili e #credenziali all'interno di questi siti.

Se siete costretti a farlo ricordatevi di fornire queste informazioni a persone fidate utilizzando #applicazioni #opensource riconosciute per la loro #privacy come #Matrix o #Signal.

(2/2) Infatti, come possiamo notare, nel testo del messaggio ci sono degli #erroriortografici e il #link non è quello del sito ufficiale dell'ente.

Quindi non apriamo il link e non inseriamo le nostre #credenziali di accesso al conto, altrimenti i #truffatori se ne impossesseranno. Segnaliamo a tutti.

(1/2) #Attenzione a questo diffusissimo #sms perché è una #trappola per rubarci le #credenziali di accesso al nostro conto online.

L'sms appare mandato dalla #BancaMPS, ma in realtà il mittente è stato falsificato e la banca in questione è estranea alla #truffa.

No dai, no. NO DAI.

RT @[email protected]

Quindi, ricapitolando, #greenpassbucato sembra nascere dalle #credenziali di #autenticazione al portale inavvertitatemente "pushate" su #GitHub?