Ancora consumo di suolo. Meno ma sempre troppo per rimanere nel futuro

Con la drammatica crisi ecologica in atto dovremmo bloccare la corsa di asfalto e cemento, liberando spazi. E invece, in un Paese ancora privo di una legge nazionale in materia, Regioni e Comuni continuano a macinare suolo, a rincorrere la rendita, a conformarsi a un modello insostenibile che procura e procurerà sempre più gravi problemi. L’analisi dell’ultimo Rapporto sul consumo di suolo a cura di Paolo Pileri

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Una transizione equa e rigorosa non può accontentarsi di deroghe e ingiustizie

"Non sono un negazionista, né un ritardista e voglio anche io una transizione energetica", premette Paolo Pileri nel rispondere all'intervento di Stefano Caserini pubblicato a ottobre su questa rivista. "Chiedo però di pianificare un passaggio alle rinnovabili senza predare le terre agricole o che potrebbero tornare ad esserlo dopo anni di abbandono colturale". Perché in Italia dobbiamo rinunciare a "fare meglio"?

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È il decennio chiave per abbandonare i combustibili fossili. Certi "No" non aiutano

La produzione di energia elettrica rinnovabile deve necessariamente e fortemente aumentare per potersi liberare di gas, petrolio e carbone da qui al 2030. Non è tempo di "negazionismo di ritorno" od opposizioni "preconcette" a pale e pannelli, sostiene Mario Grosso, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano, prendendo parte al dibattito aperto su Altreconomia dal prof. Paolo Pileri

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Non chiedo la Luna: chiedo solo una transizione equa e ad alto rispetto ecologico

Suoli sani, boschi, aree agricole e biodiversità non devono pagare il prezzo dell'urgente decarbonizzazione del sistema energetico. Un conto è ridurre la burocrazia, un altro è tagliare le valutazioni di impatto ambientale, producendo ingiustizie e continuando nel solco di un modello distruttivo. Il dibattito sulle “aree idonee” per l'installazione delle rinnovabili continua

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"Aree idonee" per pannelli solari e pale eoliche: sicuri di voler festeggiare?

È stato pubblicato il decreto governativo che disciplina chi e come debba definire le aree idonee a posizionare pannelli e pale eoliche. Il rischio di iniquità, impatti sociali, ecologici e ambientali e di nuovi consumi di suolo è concreto, osserva il prof. Pileri. Sacrificando le uniche due procedure per arginare il degrado ambientale, a vantaggio di pochi

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