Having fun at looking at SCIP videos on the MIT courseware site (BTW, the fashion of July 1986!) and I was surprised to see that they have roughly half-and-half man and woman students. One has to wonder what happened to all those women? Did they find a job in the industry?

#SCIP #MIT #Feminism #WomenInIT

La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea

Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.

Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.

Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.

La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.

La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.

La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.

Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.

#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP

@attualita

La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea


Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.

Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.

Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.

La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.

La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.

La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.

Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.

#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP

Latitanti in Marocco, arrestata la coppia ricercata dalla DIA italiana

Qualche giorno or sono, a Casablanca, la Gendarmeria Reale Marocchina ha arrestato i latitanti Patrizio F. e Monica M., ricercati attivamente dal 3 luglio 2024, a seguito della mancata esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma nell'ambito del filone riguardante Aprilia dell'inchiesta "Assedio" condotta dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia (#DIA) di Roma, con il supporto dei #locali #carabinieri. L'operazione portò all'arresto di 25 persone e allo scioglimento del comune di Aprilia. Patrizio F. era stato inserito nell'elenco dei "latitanti pericolosi", considerato il capo dell'organizzazione mafiosa che porta il suo nome. La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha già avviato le procedure di estradizione per i coniugi, trovati in possesso di passaporti falsi svizzeri. Le operazioni sono supportate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale, nell'ambito del progetto I-CAN (#ICAN), e dall'Esperto per la Sicurezza di stanza presso l'Ambasciata d'Italia a Rabat, per conto della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga (#DCSA).

#GendarmeriaRealeMarocchina

Aviation weather for Mataveri airport in Isla De Pascua area (Chile) is “SCIP 081800Z 10014KT 9999 SCT024 BKN042 22/16 Q1023 NOSIG” : See what it means on https://www.bigorre.org/aero/meteo/scip/en #mataveriairport #airport #isladepascua #chile #scip #ipc #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl
Mataveri airport in Isla De Pascua (Chile) aviation weather and informations SCIP IPC

Aviation weather with TAF and METAR, Maps, hotels and aeronautical information for Mataveri airport in Isla De Pascua (Chile)

Bigorre.org

Ad Abu Dhabi l'arresto di latitante albanese indagato per un omicidio, da lui ordinato ad un connazionale in Italia

Ad Abu Dhabi, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), la polizia degli Emirati Arabi Uniti ha arrestato il cittadino albanese SINOMATI Altin.
L'arresto è stato eseguito a seguito di un mandato di arresto internazionale, noto come Red Notice, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, poiché SINOMATI è ritenuto la "mente" dietro l'omicidio di SHEHAJ Selavdi, detto Passerotto, avvenuto domenica 20 settembre 2020, in una spiaggia affollata di Torvajanica, Pomezia.
Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo Investigativo dei #Carabinieri di Roma, dalla Squadra Mobile della #Questura di Roma e dallo #SCO della Polizia di Stato, hanno fornito solide prove contro SINOMATI Altin per aver ordinato a CALDERON Raul Esteban di commettere l'omicidio, versandogli in contanti di 150.000 per l'esecuzione.
Per questo delitto, CALDERON Raul Esteban, considerato l'effettivo autore, e MOLISSO Giuseppe, in concorso, sono già stati condannati dalla Corte d'Assise di Frosinone all'ergastolo.

In un altro procedimento penale, SINOMATI è accusato di essere stato uno dei principali canali di approvvigionamento di cocaina per l'organizzazione operante a Roma, guidata da MOLISSO Giuseppe insieme a BENNATO Leandro, smantellata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma attraverso un'operazione di polizia giudiziaria condotta nel marzo scorso.
Durante l'esecuzione di tale operazione, avvenuta dopo l'arresto di CALDERON per l'omicidio di SHEHAJ, SINOMATI sfuggì alla cattura, verosimilmente perché temeva di essere al centro dell'azione investigativa coordinata dalla Procura di Roma, e aveva spostato la sua base negli Emirati Arabi Uniti.

#rednotice #mostwanted #cooperazioneinternazionaledipolizia

@cooperazione_internazionale_di_polizia
@news

Operazione Millennium, estradato dalla Spagna uno degli indagati per narcotraffico.

L'uomo è ritenuto parte integrante del sistema criminale smantellato dai Carabinieri di Reggio Calabria

È stato estradato dalla Spagna ed è ora in Italia uno degli indagati nell’ambito della maxi-operazione #MILLENNIUM, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

L’uomo è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata, ed è ritenuto parte integrante del sistema criminale smantellato dai Carabinieri del Comando Provinciale reggino.

Fondamentale per la sua cattura è stato il tempestivo intervento dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale. Una volta localizzato in territorio spagnolo, in stretta intesa con i militari dell’Arma, è stata richiesta la collaborazione all’ #UDYCO (Unidad de Droga y Crimen Organizado Central) della Policía Nacional spagnola, che ha permesso di arrestare il soggetto.

#ArmadeiCarabinieri
#PoliciaNacional
#ican

https://www.rainews.it/tgr/calabria/articoli/2025/09/operazione-millennium-estradato-dalla-spagna-uno-degli-indagati-per-narcotraffico-82bd3c55-e62f-4b92-88f8-6888427ccb54.html

@attualita

Operazione Millennium, estradato dalla Spagna uno degli indagati per narcotraffico (VIDEO)

L'uomo è ritenuto parte integrante del sistema criminale smantellato dai Carabinieri di Reggio Calabria

RaiNews

DROGA DAL SUD AMERICA IN ITALIA: SPUNTA L'INTESA TRA 'NDRANGHETA E MAFIA ALBANESE

I #Carabinieri del #ROS (Raggruppamento Operativo speciale) – col supporto in fase esecutiva dei Comandi provinciali dell’Arma territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria” – hanno eseguito nelle aree di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina e Pistoia una misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della Procura Distrettuale.

Interessati 28 indagati italiani e albanesi, gravemente indiziati di aver preso parte ad un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista, con base a Roma ed operante nell’intero territorio nazionale.

Il provvedimento si basa sugli elementi acquisiti dal ROS, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica – DDA – presso il Tribunale di Roma, su un 57 enne calabrese, già precedentemente condannato in via definitiva per la violazione dell’art. 416 bis Codice Penale, quando fu ritenuto elemento apicale della "locale dii 'ndrangheta" di Volpiano (Torino), promanazione di quella di Platì (Reggio Calabria).

L’uomo, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, aveva assunto il controllo del quartiere capitolino di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una paritetica struttura criminale albanese, utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonché per il successivo trasporto) e per lo smercio del narcotico in altre zone della Capitale.

La cocaina veniva acquisita in Sud America e fatta giungere, tramite container in alcuni porti della Spagna, a Rotterdam (Olanda) e a quello di Gioia Tauro (Reggio Calabria), anche sfruttando l’interazione con altri broker calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio.

Nel complesso sono stati contestati agli indagati 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina e per 1.497 chili di hashish, nonché un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani, gravemente indiziati di avere privato della libertà personale uno spacciatore, cagionandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico. Le torture inferte, secondo l’accusa, sono state riprese con un telefonino, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale.

Il complesso scenario emergente dall’attività investigativa ha consentito di accertare l’impiego sistematico da parte degli indagati di sofisticati sistemi criptofonici utilizzati per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. Tali dispositivi venivano approvvigionati attraverso una vera e propria centrale di smistamento, individuata a Roma e facente capo ad un 46enne albanese colpito anch’egli dalla misura cautelare per aver concorso nell’associazione.

L’attività investigativa – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali.

Complessivamente, l’attività investigativa, conclusa con l’emissione di 28 provvedimenti cautelari detentivi, 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di 11 soggetti, nonché, all’estero, di 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha confermato:

- L’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetista
- L’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte
- La centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina
- L’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale
- L’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.

Le attività investigative, dirette dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse Polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (#DCSA), dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), da #Interpol- Progetto I-CAN (#ICAN), dalla rete @net (#onnet) della #DIA, nonché dalle Agenzie #Europol e #Eurojust.

@news

DROGA DAL SUD AMERICA IN ITALIA: SPUNTA L'INTESA TRA 'NDRANGHETA E MAFIA ALBANESE

I #Carabinieri del #ROS (Raggruppamento Operativo speciale) – col supporto in fase esecutiva dei Comandi provinciali dell’Arma territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” – hanno eseguito nelle aree di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina e Pistoia una misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della Procura Distrettuale.

Interessati 28 indagati italiani e albanesi, gravemente indiziati di aver preso parte ad un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista, con base a Roma ed operante nell’intero territorio nazionale.

Il provvedimento si basa sugli elementi acquisiti dal ROS, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica – DDA – presso il Tribunale di Roma, su un 57 enne calabrese, già precedentemente condannato in via definitiva per la violazione dell’art. 416 bis Codice Penale, quando fu ritenuto elemento apicale della “locale dii 'ndrangheta” di Volpiano (Torino), promanazione di quella di Platì (Reggio Calabria).

L’uomo, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, aveva assunto il controllo del quartiere capitolino di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una paritetica struttura criminale albanese, utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonché per il successivo trasporto) e per lo smercio del narcotico in altre zone della Capitale.

La cocaina veniva acquisita in Sud America e fatta giungere, tramite container in alcuni porti della Spagna, a Rotterdam (Olanda) e a quello di Gioia Tauro (Reggio Calabria), anche sfruttando l’interazione con altri broker calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio.

Nel complesso sono stati contestati agli indagati 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina e per 1.497 chili di hashish, nonché un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani, gravemente indiziati di avere privato della libertà personale uno spacciatore, cagionandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico. Le torture inferte, secondo l’accusa, sono state riprese con un telefonino, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale.

Il complesso scenario emergente dall’attività investigativa ha consentito di accertare l’impiego sistematico da parte degli indagati di sofisticati sistemi criptofonici utilizzati per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. Tali dispositivi venivano approvvigionati attraverso una vera e propria centrale di smistamento, individuata a Roma e facente capo ad un 46enne albanese colpito anch’egli dalla misura cautelare per aver concorso nell’associazione.

L’attività investigativa – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali.

Complessivamente, l’attività investigativa, conclusa con l’emissione di 28 provvedimenti cautelari detentivi, 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di 11 soggetti, nonché, all’estero, di 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha confermato:
L’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetista

L’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte

La centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina

L’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale

L’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.

Le attività investigative, dirette dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse Polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (#DCSA), dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), da #Interpol- Progetto I-CAN (#ICAN), dalla rete @net (#onnet) della #DIA, nonché dalle Agenzie #Europol e #Eurojust.

DROGA DAL SUD AMERICA IN ITALIA: SPUNTA L'INTESA TRA 'NDRANGHETA E MAFIA...

I #Carabinieri del #ROS (Raggruppamento Operativo speciale) – col supporto in fase esecutiva dei Comandi provinciali dell’Arma territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria” – hanno es...

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