Il Fatto Quotidiano: Eurovision 2026, 3mila manifestanti filo-palestinesi protestano a Vienna contro la partecipazione di Israele. Le autorità hanno predisposto controlli rafforzati
Nel giorno del Grand Final di Eurovision Song Contest 2026, al via dalle 21, è in corso Vienna la manifestazione di solidarietà con la Palestina. Attorno alla Wiener Stadthalle è stato imposto un rafforzato dispositivo di sicurezza.
Secondo stime riportate dai media austriaci, al corteo stanno partecipando circa 3mila persone. Il punto d’incontro nella zona della Westbahnhof, da dove i manifestanti hanno avviato il corteo attraversando diversi quartieri della città. Il percorso prevede il passaggio lungo la Mariahilfer Straße e nell’area della Stadthalle, sede dell’evento musicale, per concludersi all’Arik-Brauer-Park.
Sul posto è visibile un ampio dispiegamento di forze dell’ordine, impegnate nella gestione della sicurezza e della viabilità. Le autorità hanno predisposto controlli rafforzati e sono previsti rallentamenti e chiusure temporanee nelle aree interessate dal passaggio del corteo. La manifestazione si svolge in una giornata di particolare attenzione sul fronte della sicurezza, coincidente con gli eventi legati all’Eurovision Song Contest.
Le manifestazioni di quest’anno sono però meno numerose rispetto a quelle tenute durante l’edizione del 2024 a Malmö, in Svezia, e durante l’edizione dello scorso anno a Basilea, in Svizzera. Gruppi pro-palestinesi hanno organizzato un concerto all’aperto ieri venerdì 25 maggio con lo slogan “Nessun palco per il genocidio”. “Invitare Israele su un palco così prestigioso come quello dell’Eurovision Song Contest è un affronto a tutte le persone che credono nell’umanità, nell’amore e nella solidarietà”, ha dichiarato l’artista congolese-austriaco Patrick Bongola, uno degli organizzatori.
Intanto il cantante israeliano Noam Bettan all’Eurovision 2026 vive da giorni blindato, circondato da un cordone di sicurezza gestito da un ex agente del Mossad. Durante la sua esibizione alla Semifinale si sono sentita delle urla levarsi dalla platea “stop al genocidio” e un uomo sotto il palco con la scritta sulla schiena ‘Palestina Libera’ è stato bloccato dalla sicurezza.
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Eurovision 2026: 3,000 pro-Palestinian protesters demonstrate in Vienna against Israel’s participation. Authorities have increased security measures.
On the day of the Eurovision Song Contest 2026 Grand Final, starting at 9 p.m., a solidarity demonstration with Palestine is underway in Vienna. Reinforced security measures have been implemented around the Wiener Stadthalle.
According to estimates reported by Austrian media, the procession is being attended by approximately 3,000 people. The meeting point in the Westbahnhof area, from which the protesters began the procession, crossing several districts of the city. The route includes passage along Mariahilfer Straße and in the Stadthalle area, the venue for the musical event, to conclude at Arik-Brauer-Park.
A large deployment of law enforcement officers is visible on the scene, engaged in managing security and traffic. Authorities have prepared reinforced checks and temporary slowdowns and closures are expected in areas affected by the procession. The demonstration is taking place on a day of particular focus on the security front, coinciding with events related to the Eurovision Song Contest.
However, demonstrations this year are less numerous than those held during the 2024 edition in Malmö, Sweden, and the 2023 edition in Basel, Switzerland. Pro-Palestinian groups organized an outdoor concert yesterday, May 25th, with the slogan “No Stage for Genocide.” “Inviting Israel to such a prestigious stage as the Eurovision Song Contest is an affront to all people who believe in humanity, love, and solidarity,” said Congolese-Austrian artist Patrick Bongola, one of the organizers.
Meanwhile, Israeli singer Noam Bettan at Eurovision 2026 has been living in lockdown for days, surrounded by a security cordon managed by a former Mossad agent. During his performance at the Semi-Final, shouts of “stop the genocide” were heard from the audience and a man with the words ‘Free Palestine’ written on his back was blocked by security.
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