L'Unità: Scossone nell’amministrazione Trump, lascia il capo dell’antiterrorismo: “L’Iran non era una minaccia, pressioni da Israele”
“Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”. Con queste parole, tanto dure quanto clamorose, l’amministrazione Trump fa i conti col primo funzionario di alto livello al suo interno che sceglie le dimissioni dopo lo scoppiare della guerra contro l’Iran.
Si tratta di Joe Kent e fino ad oggi era a capo del National Counterterrorism Center, l’agenzia statunitense responsabile dell’intelligence antiterrorismo. Nominato da Trump nel febbraio 2025, subito dopo l’insediamento alla Casa Bianca, Kent ha pubblicato sul suo profilo X la lettera di dimissioni in cui sottolinea la sua contrarietà all’intervento militare statunitense in Iran che ha mandato in ebollizione il Medio Oriente.
Kent nella sua lettera di dimissioni sostiene in particolare che “funzionari israeliani e figure influenti nei media americani hanno lanciato una campagna di disinformazione” volta a incoraggiare la guerra contro l’Iran, una campagna che ha tratto in inganno lo stesso Trump facendo credere al presidente Usa che il regime di Teheran rappresentasse una minaccia immediata per gli Stati Uniti e che, se avesse agito subito, la vittoria sarebbe stata raggiunta rapidamente.
After much reflection, I have decided to resign from my position as Director of the National Counterterrorism Center, effective today.
I cannot in good conscience support the ongoing war in Iran. Iran posed no imminent threat to our nation, and it is clear that we started this… pic.twitter.com/prtu86DpEr
— Joe Kent (@joekent16jan19) March 17, 2026
“Era una menzogna, ed è la stessa tattica che gli israeliani hanno usato per trascinarci nella disastrosa guerra in Iraq, che ci è costata la vita di migliaia dei nostri migliori figli e figlie. Non possiamo ripetere questo errore”, ha scritto Kent nella sua lettera. Parole che di fatto sembra confermare quanto detto nei giorni scorsi dal Segretario di Stato Usa Marco Rubio, che aveva fatto intendere come gli Stati Uniti fossero entrati in guerra contro l’Iran su pressione del governo israeliano di Benjamin Netanyahu, tesi che Trump aveva poi negato.
Kent arriva da una storia personale e politica particolare. Ha avuto esperienza nell’esercito e sua moglie, come lui membro dell’esercito, era stata uccisa nel 2019 durante un attentato in Siria, a Manbij. Anche per questo era un convinto isolazionista, sposando pienamente l’ideologia MAGA (Make America Great Again, ndr) promosso proprio da Trump e dai suoi più ferventi seguaci.
Kent era anche uno dei più stretti collaboratori di Tulsi Gabbard, direttrice delle 18 agenzie dell’intelligence statunitensi e sostenitrice di molte delle teorie del complotto di Trump.
Shock in the Trump administration, the head of counter-terrorism resigns: “Iran was not a threat, pressure from Israel.”
I cannot in good conscience support the ongoing war in Iran. Iran posed no imminent threat to our nation, and it is clear that we started this…
It is a lie, and it’s the same tactic that Israelis used to drag us into the disastrous war in Iraq, which cost us the lives of thousands of our best sons and daughters. We cannot repeat this mistake,” Kent wrote in his resignation letter. Words that effectively confirm what was said in the days before by US Secretary of State Marco Rubio, who had suggested that the United States had entered war with Iran under pressure from the government of Benjamin Netanyahu, a claim that Trump had later denied.
Kent comes from a particular personal and political history. He has military experience and his wife, also a member of the military, was killed in 2019 during an attack in Syria, in Manbij. This also made him a convinced isolationist, fully embracing the MAGA (Make America Great Again) ideology promoted by Trump and his most fervent followers.
Kent was also one of Tulsi Gabbard’s closest collaborators, director of the 18 US intelligence agencies and a supporter of many of Trump’s conspiracy theories.
#Trump #Israel #Israelis #State #MarcoRubio #theUnitedStates #BenjaminNetanyahu #Syria #Manbij #TulsiGabbard’s
https://www.unita.it/2026/03/17/dimissioni-capo-antiterrorismo-usa-guerra-iran-israele/

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