L'Unità: Cuffaro chiede il patteggiamento a 3 anni, la mossa dell’ex presidente della Sicilia nell’inchiesta per corruzione
Ha chiesto di patteggiare una pena di tre anni che, se concessa, sarà convertita in lavori di pubblica utilità.
Questa la mossa di Salvatore “Totò” Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia e oggi presidente nazionale della Nuova Dc, coinvolto negli scorsi mesi in una inchiesta della Procura di Palermo sulla gestione illecita di un concorso bandito dall’ospedale Villa Sofia, sulle nomine dei vertici della sanità siciliana e su presunti illeciti nell’aggiudicazione di appalti.
La richiesta di Cuffaro, accusato di corruzione e traffico di influenze, ha già ottenuto il consenso dei magistrati inquirenti di Palermo: a pronunciarsi sarà il Gup, che dovrà decidere anche in merito alle richieste di giudizio avanzate dalla procura nell’ambito dell’inchiesta su illeciti nella sanità regionale nei confronti di altri 8 imputati.
Oltre a Cuffaro sono imputati di corruzione anche l’ex direttore generale dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, Roberto Colletti, Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso nosocomio, e l’ex storico segretario di Cuffaro, Vito Raso. Secondo l’accus l’ex governatore e i coindagati avrebbero pilotato il concorso bandito per la stabilizzazione di 15 operatori sociosanitari.
Per l’ex presidente della Sicilia la saga giudiziaria sembra non terminare mai: in passato Cuffaro fu già protagonista di un processo per mafia, concluso con la condanna in via definitiva a 7 anni per favoreggiamento con aggravante mafiosa. Lasciò il carcere nel 2015 grazie all’indulto e alla buona condotta, dopo aver scontato quasi 5 anni di reclusione, e si ributtò poco dopo nell’agone politico nella sua regione. Cuffaro era poi finito nuovamente ai domiciliari lo scorso novembre nell’inchiesta palermitana che coinvolge 18 persone sui presunti favori e mazzette negli appalti nella sanità isolana.
Cuffaro requests a plea bargain of 3 years, the move by the former president of Sicily in the corruption investigation.
He requested a plea bargain of a three-year sentence, which, if granted, will be converted into community service.
This is Salvatore “Totò” Cuffaro’s move, former president of the Sicilian Region and now national president of Nuova Dc, who was involved in the past months in an investigation by the Palermo Prosecutor’s Office regarding the illicit management of a competition held by the Villa Sofia hospital, the appointments of senior health officials in Sicily, and alleged illicit conduct in the awarding of contracts.
Cuffaro’s request, accused of corruption and influence peddling, has already received the consent of the investigating magistrates in Palermo: the judge for preliminary hearings (Gup) will decide, also regarding the requests for indictment advanced by the prosecutor as part of the investigation into illicit conduct in the regional health system against eight other defendants.
Besides Cuffaro, the former general director of the Villa Sofia-Cervello hospital, Roberto Colletti, Antonio Iacono, head of the Trauma Center of the same hospital, and the former chief secretary of Cuffaro, Vito Raso, are also accused of corruption. According to the prosecution, the former governor and the co-defendants allegedly manipulated the competition for the stabilization of 15 social health operators.
For the former president of Sicily, the judicial saga seems never to end: in the past, Cuffaro was already the subject of a mafia trial, concluded with a definitive conviction of seven years for aiding and abetting organized crime. He left prison in 2015 thanks to the amnesty and good conduct, after having served almost five years of imprisonment, and immediately re-entered the political arena in his region. Cuffaro was then again placed under house arrest last November in the Palermo investigation involving 18 people regarding alleged favors and envelopes of money in contracts in the Sicilian healthcare system.
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