Agi: La Toscana nasconde enormi accumuli di magma
AGI - Un team di ricerca dell'Università di Ginevra, in collaborazione con il Cnr-Igg di Firenze e l'Ingv, ha identificato in Toscana, nel sottosuolo delle aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata, volumi di migliaia di chilometri cubi ricchi in fluidi magmatici a profondità comprese tra 8 e 15 chilometri. La ricerca, pubblicata su Communications Earth & Environment, si è avvalsa della tecnica di tomografia del rumore sismico ambientale, un metodo di prospezione innovativo a zero impatto ambientale.
In termini geologici, corpi magmatici di queste dimensioni sono paragonabili a quelli che alimentano i cosiddetti supervulcani come Yellowstone, il lago Toba o il Taupo, che ospitano sotto la superficie immensi serbatoi di magma. Tuttavia, in Toscana, dove l'attività magmatica è prevalentemente plutonica da milioni di anni, questi grandi volumi di magma sono rimasti nascosti in profondità nella crosta terrestre. "Questo ritrovamento ha dello straordinario", spiega Matteo Lupi, coordinatore dello studio, sottolineando come tali serbatoi fossero difficili da immaginare prima di questa scoperta.
La tecnica della tomografia del rumore ambientale
La tomografia del rumore ambientale permette di "radiografare" la crosta terrestre sfruttando le vibrazioni generate dalle onde oceaniche, dal vento o dalle attività antropiche. Come spiega Domenico Montanari del Cnr-Igg, la propagazione di questi segnali viene captata da sensori sismici ad alta risoluzione: quando le onde si propagano con velocità insolitamente basse, indicano zone di accumulo di rocce parzialmente fuse. L'analisi ha permesso di ricostruire un'immagine tridimensionale della struttura interna dell'area investigata, confermando la presenza della roccia fusa in profondità.
Implicazioni per la geotermia e la transizione energetica
Questi risultati sono fondamentali per quantificare il potenziale geotermico di una regione e per le applicazioni pratiche legate alla transizione energetica. Secondo Gilberto Saccorotti dell'Ingv, la tomografia da rumore sismico ambientale rappresenta uno strumento chiave in quanto permette di esplorare il sottosuolo in modo rapido e a basso costo. Infine, la scoperta apre nuove strade per l'individuazione di litio ed elementi delle terre rare, la cui formazione è strettamente legata ai sistemi magmatici profondi identificati nel sottosuolo toscano.
Tuscany hides enormous magma accumulations.
A team of researchers from the University of Geneva, in collaboration with Cnr-Igg of Florence and Ingv, has identified volumes of thousands of cubic kilometers rich in magmatic fluids at depths between 8 and 15 kilometers in Tuscany, in the subsurface of the Larderello and Monte Amiata geothermal areas. The research, published in Communications Earth & Environment, utilized the technique of environmental noise seismic tomography, an innovative prospecting method with zero environmental impact.
In geological terms, bodies of magma of this size are comparable to those that feed so-called supervolcanoes such as Yellowstone, Lake Toba, or Taupo, which host immense magma reservoirs beneath the surface. However, in Tuscany, where volcanic activity has been predominantly plutonic for millions of years, these large volumes of magma have remained hidden deep within the Earth’s crust. “This discovery is extraordinary,” explains Matteo Lupi, coordinator of the study, highlighting how such reservoirs were difficult to imagine before this discovery.
The Technique of Environmental Noise Tomography
Environmental noise tomography allows us to “radiograph” the Earth’s crust by exploiting the vibrations generated by ocean waves, wind, or human activities. As explains Domenico Montanari of Cnr-Igg, the propagation of these signals is captured by high-resolution seismic sensors: when the waves propagate with unusually low speeds, they indicate zones of accumulation of partially fused rocks. The analysis allowed the reconstruction of a three-dimensional image of the internal structure of the investigated area, confirming the presence of fused rock at depth.
Implications for Geothermal Energy and the Energy Transition
These results are fundamental for quantifying the geothermal potential of a region and for practical applications related to the energy transition. According to Gilberto Saccorotti of Ingv, environmental noise seismic tomography represents a key tool as it allows exploration of the subsurface quickly and at low cost. Finally, the discovery opens new avenues for the identification of lithium and rare earth elements, the formation of which is closely linked to the deep magmatic systems identified in the Tuscan subsurface.
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