[libro] La Resistenza delle donne
Autrice: Benedetta Tobagli
Titolo: La Resistenza delle donne
Editore: Einaudi
Altro: ISBN 9788806253660; 22,00€; p. 370; I ed. 2022; genere: saggio storico
Voto: 8/10
Se fossi lanciato, con una macchina del tempo, nel periodo della Resistenza (ma anche prima, durante la guerra e il fascismo), durerei un paio di giorni prima di finire come concime per aiuole fiorite in un cimitero. Ma in qualsiasi ruolo, non solo come antifascista. Era un periodo estremamente violento e duro, dove anche con una battuta inopportuna detta in pubblico si rischiava moltissimo.
In questo quadro, anche le azioni più normali, come dare da vestire e da mangiare ai disertori dopo l’8 settembre 1943, diventano immediatamente eroiche: si rischia la vita. Le donne iniziano la loro resistenza così, quasi per caso, assistendo chi voleva scappare da una guerra orribile e da un esercito allo sbando, chi voleva opporsi all’occupazione nazista. Forniscono assistenza, nascondigli, cibo, vestiti. Ma le donne, in modo trasversale, dalle mondine semianalfabete alle alto borghesi, dimostrano presto di avere una marcia in più. Non solo sono capaci di fare i lavori di supporto a qualsiasi attività, come accudire, vestire, preparare i pasti, ma alcune di loro si rivelano atte al comando e alla lotta armata. Inoltre, grazie alla mentalità maschilista del tempo, possono passare per persone ingenue, per prostitute, per persone, in poche parole, di cui non ci si deve preoccupare. In questo modo riescono a eludere i controlli del nemico, a portare ordini, a fare propaganda, spiare, a piazzare ordigni, ad arrivare dove agli uomini è precluso. Insomma, in breve tempo gli uomini di allora si rendono conto, loro malgrado, che sebbene non siano tante, le donne sono fondamentali nella lotta ai nazisti e al fascismo.
Ma la mentalità maschilista e patriarcale, che vuole le donne sottomesse e dedite alla casa, al marito e ai figli, non è una esclusiva del fascismo. È una mentalità diffusa, anche fra i comunisti. Che le donne usino le armi, che portino i pantaloni, che stiano in mezzo agli uomini senza essere sposate e accompagnate dal loro uomo, che siano a comando di un gruppo, che vogliano fare politica, ecco, tutte queste cose creano grande scompiglio fra i partigiani. Il mondo femminile ondeggia fra un ritrovato orgoglio, una nuova speranza per il futuro, e la sottomissione a questa mentalità. Molte di loro saranno le prime a sminuire il supporto dato alla causa.
La vera tragedia avviene a guerra finita. Il divertimento è finito e le donne devono tornare al loro posto. Per anni la storiografia dimenticherà – o peggio, storpierà – il loro contributo. Grazie alla determinazione di poche donne e al coraggio delle successive generazioni, lentamente le cose stanno cambiando. Questo volume cerca, nel suo piccolo, di far riemergere una realtà storica non sempre rosea, ma certamente vivace, premonitrice di molte conquiste successive.
Buona lettura!
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