Domani: Benedetta Tobagi: «Questa è la riforma di Berlusconi. Il Sì tenta di coprire un assalto politico»

La storica e scrittrice, voce del comitato della società civile per il No, parla di cortina fumogena sul referendum: «Le toghe hanno colpe, ma questo non basta per toccare l’equilibrio tra i poteri, sbilanciandolo verso la politica»

Benedetta Tobagi: “This is Berlusconi’s reform. The Yes campaign is trying to cover up a political assault.”

The historian and writer, a voice for the civil society committee for No, speaks of a smoke screen barrier on the referendum: “The judges have culpabilities, but this is not enough to touch the balance between the powers, tilting it towards politics.”

#BenedettaTobagi #Berlusconi

https://www.editorialedomani.it/giustizia/benedetta-tobagi-intervista-referendum-riforma-giustizia-di-berlusconi-si-tenta-coprire-assalto-politico-mwpiuxi8

Benedetta Tobagi: «Questa è la riforma di Berlusconi. Il Sì tenta di coprire un assalto politico»

La storica e scrittrice, voce del comitato della società civile per il No, parla di cortina fumogena sul referendum: «Le toghe hanno colpe, ma ... Scopri di più!

Domani

Terzo contributo per AD ALTA VOCE:
Rosi ci legge l'inizio del libro di Benedetta Tobagi La Resistenza delle donne

Il brano è un commento all'immagine che potete vedere qui

Qui sotto la scheda dal catalogo CSBNO:
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:659000

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Referendum, Benedetta Tobagi: “Con questa riforma non avremmo saputo nulla di stragi e P2”

La storica: “Anche negli anni più bui lo Stato di diritto ha retto: il Csm ebbe un ruolo fondamentale”

Il Fatto Quotidiano
Benedetta Tobagi: “Anni ‘70, non solo piombo. Il decennio che ha cambiato l’Italia rivive a teatro”

La scrittrice, Mario Calabresi e Sara Poma nello spettacolo “Anni Settanta: terrore e diritti” riscrivono il racconto di un’epoca tra conquiste civili, musica …

la Repubblica

[libro] La Resistenza delle donne

Autrice: Benedetta Tobagli
Titolo: La Resistenza delle donne
Editore: Einaudi
Altro: ISBN 9788806253660; 22,00€; p. 370; I ed. 2022; genere: saggio storico

Voto: 8/10

Se fossi lanciato, con una macchina del tempo, nel periodo della Resistenza (ma anche prima, durante la guerra e il fascismo), durerei un paio di giorni prima di finire come concime per aiuole fiorite in un cimitero. Ma in qualsiasi ruolo, non solo come antifascista. Era un periodo estremamente violento e duro, dove anche con una battuta inopportuna detta in pubblico si rischiava moltissimo.

In questo quadro, anche le azioni più normali, come dare da vestire e da mangiare ai disertori dopo l’8 settembre 1943, diventano immediatamente eroiche: si rischia la vita. Le donne iniziano la loro resistenza così, quasi per caso, assistendo chi voleva scappare da una guerra orribile e da un esercito allo sbando, chi voleva opporsi all’occupazione nazista. Forniscono assistenza, nascondigli, cibo, vestiti. Ma le donne, in modo trasversale, dalle mondine semianalfabete alle alto borghesi, dimostrano presto di avere una marcia in più. Non solo sono capaci di fare i lavori di supporto a qualsiasi attività, come accudire, vestire, preparare i pasti, ma alcune di loro si rivelano atte al comando e alla lotta armata. Inoltre, grazie alla mentalità maschilista del tempo, possono passare per persone ingenue, per prostitute, per persone, in poche parole, di cui non ci si deve preoccupare. In questo modo riescono a eludere i controlli del nemico, a portare ordini, a fare propaganda, spiare, a piazzare ordigni, ad arrivare dove agli uomini è precluso. Insomma, in breve tempo gli uomini di allora si rendono conto, loro malgrado, che sebbene non siano tante, le donne sono fondamentali nella lotta ai nazisti e al fascismo.

Ma la mentalità maschilista e patriarcale, che vuole le donne sottomesse e dedite alla casa, al marito e ai figli, non è una esclusiva del fascismo. È una mentalità diffusa, anche fra i comunisti. Che le donne usino le armi, che portino i pantaloni, che stiano in mezzo agli uomini senza essere sposate e accompagnate dal loro uomo, che siano a comando di un gruppo, che vogliano fare politica, ecco, tutte queste cose creano grande scompiglio fra i partigiani. Il mondo femminile ondeggia fra un ritrovato orgoglio, una nuova speranza per il futuro, e la sottomissione a questa mentalità. Molte di loro saranno le prime a sminuire il supporto dato alla causa.

La vera tragedia avviene a guerra finita. Il divertimento è finito e le donne devono tornare al loro posto. Per anni la storiografia dimenticherà – o peggio, storpierà – il loro contributo. Grazie alla determinazione di poche donne e al coraggio delle successive generazioni, lentamente le cose stanno cambiando. Questo volume cerca, nel suo piccolo, di far riemergere una realtà storica non sempre rosea, ma certamente vivace, premonitrice di molte conquiste successive.

Buona lettura!

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Benedetta Tobagi vince il Premio Campiello con un libro sulle donne della Resistenza

Telegraph
Benedetta Tobagi vince il Premio Campiello con 90 voti - Libri - Narrativa - Ansa.it

Per il libro La resistenza delle donne. La vincitrice: 'Dedico il premio alle donne straordinarie' (ANSA)

Agenzia ANSA
Benedetta Tobagi vince il Premio Campiello con 90 voti

Telegraph
Affaire De Angelis, n'appelez pas ça du révisionnisme!
#BenedettaTobagi
Le néofasciste porte-parole de la #RégionLatium qui nie la matrice néofasciste séditieuse de l'attentat de Bologne, ce n'est rien d'autre que du baratin infondé, du négationnisme!
https://www.repubblica.it/commenti/2023/08/09/news/revisionismo_strage_bologna_de_angelis_destra-410571463/?ref=nl-rep-f-anr
Caso De Angelis, non chiamatelo revisionismo

Si tratta di tesi difensive infondate, e già ampiamente smentite in decenni di processi sulla strage di Bologna, che rientrano in un più ampio tentativo da par…

la Repubblica