Corriere.it - Homepage: Ulivieri: «Il piano di Baggio per rinnovare il calcio fu immane. Ripartire da lì? Non so se Roberto voglia»
Ulivieri: “Baggio’s plan to revamp football was insane. Starting from there? I don’t know if Roberto wants to”
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Ulivieri: “Baggio’s plan to revamp football was insane. Starting from there? I don’t know if Roberto wants to”

L'ex tecnico di Bologna, Padova e Vicenza e attuale presidente di Assoallenatori: «Con l'esclusione dal Mondiale è un momento delicato. Il problema del nostro calcio? Squadre con pochi italiani»
Domani: L’Italia fuori dai Mondiali, il piano Baggio e un sistema calcio che odora di vecchio
Ogni volta che la nostra Nazionale manca l’accesso alla Coppa del mondo, e ultimamente succede spesso, da qualche parte sul web rispunta magicamente il famoso documento del Divin Codino, che avrebbe dovuto rappresentare la svolta per il calcio italiano, una sorta di panacea per tutti i suoi mali. Ma di cosa si trattava esattamente? Ed era realmente attuabile?
Italy out of the World Cup, Baggio’s backup plan, and a football system that smells of the old days.
Every time our National Team fails to qualify for the World Cup, and lately it’s happening more and more often, some document from the legendary Dino Codino magically reappears on the web, which was supposed to be the turning point for Italian football – a sort of cure-all for all its problems. But what exactly was it about? And was it really achievable?
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Il Fatto Quotidiano: Diffamazione a Roberto Baggio, animalista assolto in Cassazione: “Il fatto non costituisce reato”
La Corte di Cassazione ha assolto il leader di Centopercentoanimalisti, Paolo Mocavero, accusato di aver diffamato Roberto Baggio. In primo grado Mocavero era stato condannato a 9 mesi, pena poi ridotta a 5 mesi in Appello. I giudici della Quinta Sezione della Suprema Corte hanno annullato senza rinvio la sentenza perché il fatto non costituisce reato. Roberto Baggio aveva denunciato Mocavero che sui social aveva duramente criticato la passione per la caccia dell’ex calciatore, facendo riferimento in particolare ai viaggi del “Divon Codino” nella sua riserva in Argentina.
L’ex numero 10 – appassionato di caccia – fu contestato durante la Fiera della caccia e della pesca di Vicenza. Sul sito del movimento comparvero poco dopo frasi offensive, mentre nei mesi seguenti Mocavero, ospite della trasmissione radiofonica La Zanzara, rincarò la dose definendo il “Divin Codino” un “assassino” e un “uomo di m…”. Mocavero, in passato sul suo blog, aveva definito Baggio “cacciatore ignorante” e aveva scritto “Che coraggio ha di definirsi buddista (probabilmente dato il suo livello culturale non capisce il significato delle parole) ed esercita la caccia andando anche all’estero nei suoi famigerati viaggi della morte”. Le denunce presentate dall’ex calciatore hanno portato a una lunga sequenza di processi: tre condanne, un’assoluzione e sentenze parzialmente ridotte in appello. Ora però l’assoluzione della Corte di Cassazione.
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Defamation against Roberto Baggio, animal rights activist acquitted in the Cassation Court: “The act does not constitute a crime.”
The Court of Cassation acquitted Paolo Mocavero, leader of Centopercentoanimalisti, accused of defamation against Roberto Baggio. In the first instance, Mocavero was sentenced to 9 months, subsequently reduced to 5 months on appeal. The judges of the Fifth Section of the Supreme Court annulled the judgment without adjournment because the act did not constitute a crime. Roberto Baggio had denounced Mocavero who had harshly criticized on social media the ex-footballer’s passion for hunting, particularly referring to the “Divon Codino’s” trips to his reserve in Argentina.
The former number 10 – a hunting enthusiast – was questioned during the Vicenza Hunting and Fishing Fair. Offensive phrases appeared on the movement’s website shortly after, while in the following months, Mocavero, guest on the radio show La Zanzara, doubled down, calling the “Divin Codino” an “assassin” and a “man of…”. Mocavero, in the past on his blog, had called Baggio “ignorant hunter” and had written “What courage does he have to define himself as Buddhist (probably given his level of cultural understanding, he does not understand the meaning of words) and to practice hunting, even traveling abroad on his infamous trips of death.” The complaints filed by the former footballer led to a long sequence of trials: three convictions, an acquittal, and partially reduced sentences on appeal. Now, however, the acquittal of the Court of Cassation.
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Il Fatto Quotidiano: Roberto Baggio sul Var: “Avrei fatto ancora meglio. E alcuni fenomeni avrebbero segnato 5 gol a partita”
“Avevo solo questa passione incontrollabile, smisurata per il calcio. Una passione che ti smuove qualcosa dentro dal mattino alla sera. Dormivo con il pallone. E con il Var mi sarebbe andata meglio”. Così Roberto Baggio nel corso di una lunga intervista pubblicata da Forbes Italia su Youtube. L’ex calciatore italiano – tra i migliori della storia azzurra, per molti anche il migliore – ha ripercorso la sua carriera senza filtri. “Mi son sempre considerato una persona come tutti, comune“.
Una carriera caratterizzata da giocate illuminanti, da numero 10, di qualità altissima. Baggio ha vinto due scudetti (uno con la Juve, uno con il Milan), una Coppa Italia e una Coppa Uefa, entrambe in bianconero, oltre al Pallone d’Oro. C’è però una grande delusione nella sua vita: il rigore sbagliato ai Mondiali di Usa ‘94 in finale contro il Brasile che sancì la sconfitta degli azzurri.
“Avrei rinunciato a tutto il resto per vincere quel Mondiale. Rappresentavo l’Italia, era l’obiettivo che rincorrevo sempre. L’ultimo pensiero prima di andare a dormire era come vincere quel Mondiale, magari segnando un gol in rovesciata. Poi è andata come mai avrei pensato e non lo potrò mai dimenticare, a un passo dal traguardo. L’amarezza più grande della carriera di calciatore, una tragedia personale incredibile, mi porto dentro quel peso ancora oggi”, ha spiegato.
Giocate da campione, delusioni mondiali, trionfi italiani ed europei, ma anche diversi infortuni causati anche da tante botte. Perché spesso non c’era altro modo per fermare Roberto Baggio. E magari il Var lo avrebbe aiutato: “Sarebbe andata meglio per me. Una volta era un gioco al massacro. Per fortuna oggi ci sono più tutele, prima non sapevamo neanche da dove arrivavano le botte. E poi le barriere non erano mai a 9 metri e 15. Fenomeni come Maradona e Mihajlovic avrebbero segnato cinque gol a partita”.
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Roberto Baggio on VAR: “I would have scored even better. And some legends would have scored 5 goals a game.”
I only had this uncontrollable, limitless passion for football. A passion that stirred something inside me from morning till night. I slept with the ball. And with VAR, things would have gone better for me. That’s what Roberto Baggio said during a long interview published on Forbes Italia on YouTube. The former Italian footballer – one of the best of all time for the Azzurri, and for many, the best – recounted his career without filters. “I’ve always considered myself a normal person, like everyone else.”
A career characterized by brilliant plays, a number 10 of the highest quality. Baggio won two Scudetti (one with Juventus, one with Milan), a Coppa Italia and a Coppa UEFA, both in white and black, as well as the Ballon d’Or. However, there was a great disappointment in his life: the missed penalty in the 1994 World Cup final in the United States against Brazil, which sealed the Azzurri’s defeat.
“I would have given up everything to win that World Cup. I represented Italy, it was the goal I was always chasing. The last thought before going to bed was how to win that World Cup, maybe scoring a goal with a somersault. Then it went as I never thought, and I’ll never be able to forget it, just a step away from the finish line. The greatest bitterness of a footballer’s career, an incredible personal tragedy, I still carry that weight with me,” he explained.
Plays of a champion, World Cup disappointments, Italian and European triumphs, but also several injuries caused also by many hits. Because often there was no other way to stop Roberto Baggio. And perhaps VAR would have helped him: “It would have gone better for me. It was a game at massacre. Fortunately, there are more protections today, before we didn't even know where the hits were coming from. And then the barriers were never 9 meters and 15. Phenomena like Maradona and Mihajlovic would have scored five goals per game.”
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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/10/baggio-var-rigore-mondiali-intervista-notizie/8251559/
And suddenly old memories...
Il Generale and Ludus Pinsky - Non è un miraggio! Roberto Baggio
https://youtu.be/skN0j6VYZOA?si=yPhplrRwQ6teo3VX
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