Meloni attacca di nuovo i giudici e dice che “i figli non sono dello Stato”.
D’altronde sente il fiato sul collo: a due settimane dal referendum giustizia del 22 e 23 marzo, la destra alimenta la narrativa della magistratura invasiva per spingere la sua riforma punitiva contro i giudici.
Peccato che sia stato persino il decreto Caivano del suo governo a introdurre pene fino a 2 anni per chi non garantisce l’obbligo scolastico dei figli e il coinvolgimento del tribunale per i minorenni.
E comunque, in ogni caso, anche stavolta i giudici stanno solo applicando le leggi.
Ma è molto più utile costruire il solito nemico immaginario, mettere l’opinione pubblica contro la magistratura e usare un caso drammatico come clava politica per distrarre dalle responsabilità del governo e avvelenare il clima in vista del referendum.
Il 22 e 23 marzo, vota NO.
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Un articolo consigliato per i beoti che stanno applaudendo una guerra criminale e in violazione del diritto internazionale fatta da uno che cerca di nascondere il caso pedofilia Espstein e un altro che è ad un passo dalla galera
La legge elettorale è solo l'ultimo tassello di un puzzle normativo composto da premierato, autonomia differenziata e riforma della magistratura. Lo Stabilicum - ammesso che regga ai dubbi di costituzionalità - completa il disegno.
Quale sia il disegno, mi pare del tutto palese.
"Le autorità israeliane continuano a limitare fortemente e persino a negare l’accesso all’acqua, agli alloggi e alle cure mediche. Le condizioni di vita sono ancora degradanti e le violenze continuano a uccidere e ferire palestinesi ogni giorno."
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