Pietrasanta ritrova Sant’Agostino: concluso il restauro da oltre 900 mila euro

Il Complesso di Sant’Agostino di Pietrasanta (Lucca) torna alla città dopo un articolato intervento di recupero durato sei anni. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici con un investimento superiore ai 900 mila euro, è stato presentato il 27 giugno nel corso di un’anteprima e sarà celebrato con una cerimonia pubblica di restituzione alla comunità.

L’intervento ha rappresentato anche un’importante occasione di ricerca, permettendo di acquisire nuove conoscenze sulla storia del monumento e sulle tecniche costruttive impiegate nel corso dei secoli.

foto: Luca Forno

Un restauro che restituisce un simbolo della città

Il progetto, avviato nel 2020, ha interessato l’intero complesso monumentale grazie al sostegno della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, confermando il ruolo del mecenatismo privato nella tutela del patrimonio culturale italiano.

Il presidente della Fondazione, Paolo Clerici, ha sottolineato come l’obiettivo fosse quello di restituire alla comunità un luogo identitario, valorizzando un patrimonio che appartiene non solo a Pietrasanta ma all’intero Paese. Il sindaco Alberto Stefano Giovannetti ha invece evidenziato il forte legame tra la città e la famiglia Clerici, annunciando la consegna dell’opera Ebe del maestro Romano Cosci quale segno di riconoscenza.

foto: Luca Forno

La facciata diventa un “atlante dei marmi delle Apuane”

Uno dei risultati più sorprendenti emersi durante il cantiere riguarda la facciata quattrocentesca della chiesa.

foto: Luca Forno

Le analisi petrografiche hanno infatti identificato numerose varietà di marmo provenienti dalle Alpi Apuane, alcune delle quali particolarmente rare. Questo ha trasformato il prospetto della chiesa in un vero e proprio “atlante dei marmi delle Apuane”, offrendo nuovi elementi per ricostruire la storia dell’estrazione e del commercio del marmo in Versilia durante il Medioevo e il Rinascimento.

Nuove scoperte archeologiche e storiche

Il cantiere ha restituito anche importanti informazioni sulla storia dell’edificio.

foto: Luca Forno

Tra le scoperte figurano frammenti di antiche lastre tombali medievali, riutilizzate come materiale da costruzione nella facciata. Le indagini hanno inoltre rafforzato l’ipotesi che la parte inferiore del prospetto possa essere attribuita alla bottega del maestro pisano Giovanni di Gante.

Di particolare rilievo è anche il restauro della lunetta bronzea di Igor Mitoraj, riportata al suo originario splendore proprio nell’anno in cui Pietrasanta celebra lo scultore con l’apertura del nuovo museo a lui dedicato.

La lunetta di Igor Mitorai sulla facciata Complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta (foto: Luca Forno)

Un monumento legato a Michelangelo e a Barsanti

Il complesso conserva numerosi riferimenti alla storia della città.

Secondo gli studiosi, Michelangelo Buonarroti ebbe modo di osservare i rivestimenti marmorei della chiesa durante il soggiorno pietrasantino del 1518. Inoltre proprio qui celebrò le sue prime messe padre Eugenio Barsanti, ricordato insieme a Felice Matteucci come inventore del primo motore a combustione interna funzionante.

La ricerca continua oltre il restauro

Il completamento dei lavori non rappresenta la conclusione del percorso di studio.

Nei prossimi mesi le ricerche proseguiranno e confluiranno in un convegno scientifico, promosso dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici insieme al Comune di Pietrasanta e alla Soprintendenza, durante il quale saranno presentati i risultati delle indagini svolte durante il cantiere.

Con la riapertura del Complesso di Sant’Agostino si conclude così uno dei più significativi interventi di restauro e valorizzazione realizzati negli ultimi anni in Toscana, capace di coniugare tutela del patrimonio, ricerca scientifica e valorizzazione del territorio.

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