@contributopia la prendo un po' larga...
Allora, quando un qualsiasi lavoratore (e l'insegnante rientra nell'insieme dei lavoratori) "fa lo splendido", come si dice a Roma, è perché ha avuto un riscontro positivo dalla propria esperienza lavorativa.
Per gli insegnanti di scuola "fare lo splendido" non significa mai affermare il proprio successo economico, perché non esiste alcun successo economico per gli insegnanti. Non è un caso se anche quei rari casi di professori influencer che decuplicano la propria RAL grazie a sponsor, community e visualizzazioni, difficilmente si vantano delle proprie ricchezze: il professore della scuola o, peggio ancora, il maestro sono infatti i soggetti collocati quasi nel gradino socioeconomico più basso della pubblica amministrazione. Certamente qualche progetto extra, un incarico ufficiale o qualche altra mandrakata figlia dell'autonomia scolastica può sicuramente regalare qualche indennità, qualche gettone extra, ma la situazione economica dell'insegnante è piuttosto triste.
Anche per compensare questa mancanza, che realisticamente non potrà mai essere compensata di qui al futuro prossimo, all'insegnante della scuola viene garantita almeno una dignità professionale intangibile: il fatto che alla sua professione debba essere riconosciuto il rispetto degli allievi, anche solo formale.
Ecco però che sbucano fuori qulli che fanno gli splendidi:
**no, alzarsi in piedi è sbagliato!""
Cari insegnanti fighi, per cortesia, pensate al fatto che la situazione attuale non è buona. L'ignoranza avanza tra i ragazzi, tra gli adulti (è vero) e anche tra gli insegnanti (non dimentichiamocelo),
Alcuni insegnanti hanno difficoltà a insegnare anche le proprie materie, ma in una situazione di tranquillità e di rispetto (anche indotto) ce la possono quasi fare a fornire ai loro studenti un'istruzione decente.
Siamo sicuri, cari professori fighi, che vogliamo togliere anche quei formalismi che, in molti casi, tutelano la professionalità, la persona e la stessa tenuta psicologica dell'insegnante?
La scuola non pullula di John Keating! Non ne ha oggi e non ne avrà domani. I formalismi cerimoniali sono un puntello irrinunciabile per tutti quegli insegnanti che, a fronte del disastro della scuola, possono scegliere la strada scomoda di proseguire secondo una forte etica professionale o la strada facile (e sostanzialmente impunita) del lasciarsi andare!
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