"Dovremmo smetterla di alzarci in piedi quando in classe entra un professore": https://www.editorialedomani.it/fatti/dovremmo-smetterla-di-alzarci-in-piedi-in-classe-quando-entra-un-professore-gg68y8l9
Un articolo di Christian Raimo su Domani di qualche giorno fa

#scuola #educazione #poteri #MichelFoucault

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@nilocram articolo fuori tempo massimo... Ormai nessuno si alza più e a nessuno frega nulla. Aggiungo che gli studenti di oggi, sempre più analfabeti, hanno anche gravi difficoltà a padroneggiare la terza persona di cortesia e quindi spesso i professori si fanno dare del tu. Non solo perché sono delle pappe molle e vogliono sembrare amici dei ragazzi, ma anche perché si sono rotti le palle di correggere le concordanze fantasiose che si usano con la formula di cortesia.

In ogni caso, resti agli atti che non sono d'accordo con Raimo. Alzarsi in piedi in maniera composta è un gesto cerimoniale di rispetto per il docente e sarebbe fortemente auspicabile che i nostri ragazzi interiorizzassero il fatto che gesti cerimoniali di rispetto non significano sottomissione.
Per quello che mi riguarda dovrebbe anzi essere punito chiunque non si alzi, scontando un punto in meno in condotta.

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RE: https://poliversity.it/@macfranc/116176977877251173

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Sulla base della mia esperienza di insegnante, appena conclusa, la questione dell’alzarsi in piedi non è per niente archiviata.

Ho sempre cercato di scoraggiare questo inutile formalismo perche penso che il rispetto (reciproco) si costruisca nella relazione con gli studenti in classe.

Secondo i dati dell’OCSE più di un terzo della popolazione italiana adulta è in una condizione di analfabetismo funzionale, incolpare sempre i giovani è però più facile e comodo, mi sembra un’analisi quantomeno semplicistica.

Poi, naturalmente, possiamo essere in disaccordo con Raimo, ma non è necessario condividere la visione autoritaria e punitiva di Valditara .

#scuola #educazione #AnalfabetismoFunzionale

@contributopia la prendo un po' larga...

Allora, quando un qualsiasi lavoratore (e l'insegnante rientra nell'insieme dei lavoratori) "fa lo splendido", come si dice a Roma, è perché ha avuto un riscontro positivo dalla propria esperienza lavorativa.

Per gli insegnanti di scuola "fare lo splendido" non significa mai affermare il proprio successo economico, perché non esiste alcun successo economico per gli insegnanti. Non è un caso se anche quei rari casi di professori influencer che decuplicano la propria RAL grazie a sponsor, community e visualizzazioni, difficilmente si vantano delle proprie ricchezze: il professore della scuola o, peggio ancora, il maestro sono infatti i soggetti collocati quasi nel gradino socioeconomico più basso della pubblica amministrazione. Certamente qualche progetto extra, un incarico ufficiale o qualche altra mandrakata figlia dell'autonomia scolastica può sicuramente regalare qualche indennità, qualche gettone extra, ma la situazione economica dell'insegnante è piuttosto triste.

Anche per compensare questa mancanza, che realisticamente non potrà mai essere compensata di qui al futuro prossimo, all'insegnante della scuola viene garantita almeno una dignità professionale intangibile: il fatto che alla sua professione debba essere riconosciuto il rispetto degli allievi, anche solo formale.

Ecco però che sbucano fuori qulli che fanno gli splendidi:

**no, alzarsi in piedi è sbagliato!""

Cari insegnanti fighi, per cortesia, pensate al fatto che la situazione attuale non è buona. L'ignoranza avanza tra i ragazzi, tra gli adulti (è vero) e anche tra gli insegnanti (non dimentichiamocelo),
Alcuni insegnanti hanno difficoltà a insegnare anche le proprie materie, ma in una situazione di tranquillità e di rispetto (anche indotto) ce la possono quasi fare a fornire ai loro studenti un'istruzione decente.

Siamo sicuri, cari professori fighi, che vogliamo togliere anche quei formalismi che, in molti casi, tutelano la professionalità, la persona e la stessa tenuta psicologica dell'insegnante?

La scuola non pullula di John Keating! Non ne ha oggi e non ne avrà domani. I formalismi cerimoniali sono un puntello irrinunciabile per tutti quegli insegnanti che, a fronte del disastro della scuola, possono scegliere la strada scomoda di proseguire secondo una forte etica professionale o la strada facile (e sostanzialmente impunita) del lasciarsi andare!

@maupao @scuola @MariuzzoAndrea @mcp @lindasartini

https://social.vivaldi.net/@contributopia/116186387833864647

@contributopia @macfranc @maupao @scuola @MariuzzoAndrea @lindasartini

Valditara non è Valditara: è Matteo Renzi di Rignano in uno dei suoi perfidi travestimenti. L'alzarsi in piedi è uno specchietto per le allodole: il progetto da temere è quello dell'esautorazione della funzione dell'insegnante tramite un sistema di valutazione burocratizzato e centralizzato (#INVALSI)-.

https://www.roars.it/test-invalsi-nel-curriculum-dello-studente-unintervista/

Mi pare che preoccuparsi dell'alzarsi in piedi ora sia un po' come deplorare la presenza di polvere intorno a un soprammobile mentre la casa viene smantellata da un incendio dolosamente appiccato.

Non sorprende la citazione di Foucault, ovvero del teorico della notte nera in cui tutte le vacche sono potere: al buio si perde pericolosamente il senso delle proporzioni.

Quando andavo a scuola non c'era ancora l'INVALSI, ma non mi dava fastidio l'alzarsi in piedi. Ma davano fastidio quei professori che, pur non potendo eccepire sul mio rendimento, dicevano che avevo un "cattivo carattere".

Oggi "avere un cattivo carattere" si dice "mancare di soft skill" e ricade sotto l'occhio centralizzato dell'INVALSI.

https://www.roars.it/i-nuovi-test-invalsi-per-misurare-le-soft-skills-dei-bambini-di-11-anni/

Quello che nel secolo scorso era un pregiudizio di alcuni professori nei confronti di qualche adolescente introverso è diventato oggetto di schedatura e indottrinamento totalitario.

Alla luce del giorno, è più preoccupante una scuola che ti chiede di alzarti in piedi per salutare gli insegnanti, o una che ti scheda e pretende di cambiati il carattere "per meglio inserirti nel mondo del lavoro"?

Test INVALSI nel curriculum dello studente: un'intervista

Gli studenti delle classi quinte sono alle prese con i test standardizzati INVALSI obbligatori, stagione 2026. Quest'anno però i risultati di quei test entreranno nel loro curriculum digitale. Abbiamo avuto modo di esprimere la nostra valutazione su questa scelta in una breve intervista a Radio 3 Fa

ROARS
@mcp grazie, direi che è una riflessione non solo interessante, ma doverosa
@nilocram @maupao @scuola @macfranc @MariuzzoAndrea @mcp io l'ho trovato interessante. Sarà il momento particolare che stiamo vivendo in famiglia: una infrazione fatta dai ragazzi della classe di mio figlio, in cui anche lui ha avuto una piccola parte, mi fa interrogare, dopo riunioni di classe e colloqui vari, su quanto i ragazzi (2a media) abbiano capito del perché quella cosa non si fa, o abbiano invece capito "abbiamo fatto inca**are chi comanda, ora paghiamo".
Autorevolezza, o autorità?
@nilocram @maupao @scuola @macfranc @MariuzzoAndrea @mcp @lindasartini non sono d'accordo con l'articolo, alzarsi è una forma di rispetto (e non sottomissione) verso la figura (non la persona) del professore. è un sostanza una forma di rispetto per la materia e per chi la coltiva