✍️ #HaninMajadli

⟦ Ultimamente sto leggendo “La rivolta del 1936-39 in Palestina” di #GhassanKanafani, che parla della rivolta araba repressa dagli inglesi circa 90 anni fa.

Il libro racconta come l'immigrazione degli ebrei in #Palestina abbia avuto ripercussioni negative sui piccoli e medi fellah [ dall'arabo fallāḥ, "contadino" o "aratore" NdR.] e sulla classe operaia.

Questo avvenne perché il mandato britannico facilitò l'acquisizione da parte del capitale ebraico delle infrastrutture dell'economia araba, portando al suo quasi totale collasso, oltre alla crescente proprietà ebraica dei terreni coltivabili. ⬇️2

Nel 1931, circa 20.000 famiglie di fellah furono espulse dalle loro terre a causa delle pesanti tasse imposte dalle autorità del mandato, mentre gli ebrei ottennero esenzioni fiscali volte a incoraggiare l'industria ebraica.

Ciò trasformò l'area da un'economia agricola araba a un'economia industriale ebraica.

Questo fu anche lo smantellamento della società fellah, strato dopo strato.
Il contadino arabo non fu sfrattato in un colpo solo, ma gradualmente: un regime ostile, tasse soffocanti, leggi restrittive, espropriazioni che riducevano gli spazi abitativi, violenze che causavano l'emigrazione e una leadership politica che aveva tradito il suo popolo. ⬇️3

Non c'è bisogno di ricorrere all'espulsione forzata quando si può rendere la vita delle persone insopportabile.
Si trattò di un lungo logoramento che si concluse con la rinuncia alla terra.

Più procedo nella lettura, più ho l'impressione che questo libro, scritto negli anni '60, pubblicato nel 1972 e incentrato sul passato del passato, rifletta anche l'amaro presente e, se le cose continueranno così, anche il futuro.

Quando si chiude il libro di Kanafani, si può guardare alla #Cisgiordania – a #MasaferYatta, #RasEinal_Auja, ai campi profughi di #Tulkarm e #Jenin, a #Ummal_Hiran e #Tarabin.
Migliaia di pastori, fellah e beduini palestinesi se ne sono andati, in silenzio o in tumulto. ⬇️4

Dicono di essersene andati perché la loro pazienza si era esaurita, perché il loro spirito era stato spezzato e perché non avevano nessuno che li proteggesse.

Il sistema non è cambiato.
Forse non ci sarà una rivolta, perché #Israele ha spezzato i palestinesi, ma l'espulsione non viene effettuata solo con la forza; esiste anche l'espulsione per logoramento, con minacce, violazioni di proprietà e vessazioni.

E quando tutto questo non funziona, tagliano le condutture dell'acqua, bruciano case e campi, uccidono il bestiame, incendiano automobili e sparano alla gente.

Al posto del Mandato britannico, che aiutava il movimento sionista, ora c'è il regime militare israeliano, e al posto dei primi gruppi sionisti ci sono le milizie dei coloni. ⬇️5

Al posto delle norme di emergenza ci sono le Zone B e C, gli ordini di demolizione, le zone militari chiuse, i cantoni palestinesi e il continuo insediamento ebraico.

Se i difficili anni '20 e '30 portarono allo scoppio della rivolta araba, nel 2026 non si intravede all'orizzonte alcuna rivolta, nemmeno una destinata a fallire.

E, supponendo che #BenjaminNetanyahu rimanga in carica o venga sostituito da #NaftaliBennett, tutto ciò che mi resta da pensare è che la reazione che non vediamo tra i palestinesi si scatenerà tra gli ebrei.

In entrambi i casi, i palestinesi dovranno affrontare molti altri anni di sofferenza, espulsione e morte.⬇️6

I coloni sono un braccio dell' #IDF e un braccio dello Stato; la realtà è lo smantellamento sistematico e continuo dell'esistenza stessa dei palestinesi.

La #Nakba non è tornata; non si è mai fermata.
Questo male puro sta avvenendo per garantire i privilegi a 7,5 milioni di ebrei, esclusivamente su base razziale.

E alla fine, questo luogo malato imploderà nel terribile buco che si è scavato da solo.⟧
🔚 7