La vita sospesa dentro il Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio

Docce non funzionanti, spazi angusti, trascurati e in condizioni igieniche precarie. Al Cpr in provincia di Potenza le condizioni strutturali appaiono ancora degradate. E ormai da tre anni il personale sanitario non è garantito così come previsto da capitolato. Intanto le persone soffrono. Tra questi c'è Youssef: ad attenderlo fuori c'è il figlio di due anni, affetto dalla forma più grave di spina bifida, con la mamma disperata perché non riesce a gestire da sola la sua malattia. La nostra inchiesta

Altreconomia
Nel Cpr di Palazzo San Gervasio si continua a soffrire. Nonostante gli esposti in Procura

A inizio febbraio due "trattenuti" nella remota struttura in provincia di Potenza hanno tentato di suicidarsi. Le condizioni di vita restano disumane mentre proseguono le segnalazioni all'autorità giudiziaria. Il Garante nazionale dei detenuti ha visitato il centro ed è iniziato il processo a carico di 27 imputati per la gestione fino al 2022. "Il copione si ripete uguale a prima", denuncia l'avvocato Arturo Raffaele Covella

Altreconomia
Pioggia di ansiolitici al Cpr di Palazzo San Gervasio per rendere innocui i reclusi

Oltre 2.800 pastiglie in appena sei mesi per poco più di 400 trattenuti transitati: i dati inediti sulla struttura in provincia di Potenza. La Procura intanto indaga sulla gestione di Engel Italia. Gli psicofarmaci sarebbero serviti a "neutralizzare ogni possibile lamentela per le condizioni disumane in cui spesso si trovavano a vivere le persone"

Altreconomia