«Quotidianamente migliaia di precari sono costretti a viaggi chilometrici per raggiungere la propria cattedra (temporanea). Nello stesso tempo sono costretti a ripetere concorsi spesso già superati per ottenere la stabilizzazione, promessa più volte ma mai arrivata. A questo si aggiunge il “ricatto” della formazione infinita e a pagamento. Un sistema che fa “ammalare” i propri insegnanti, che alimenta un labirinto burocratico a danno di chi educa il futuro del Paese».








