Michele Giorgio, Da Israele scherno e minacce agli attivisti della Flotilla, Il Manifesto, 1° maggio 2026
IL VELENO Tra video, accuse di terrorismo e richieste di durezza militare Tel Aviv giustifica il suo assalto in mare contro le imbarcazioni civili dirette a Gaza
Potrebbe essere legato alla ripresa dell’attacco all’Iran, data per imminente dalla tv israeliana Canale 12, il rilascio in Grecia, probabilmente a Creta, dei passeggeri delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla (Gsf) per Gaza, comunicato ieri dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. È l’ipotesi avanzata da alcuni, di fronte all’enfasi con cui in Israele sono state sottolineate le nuove proposte di attacco a Teheran preparate dal Centcom Usa per Donald Trump e l’arrivo nei porti di Ashdod e Haifa di 6.500 tonnellate di armi, veicoli e bombe americane. Una nuova massiccia offensiva israelo-americana comporterebbe l’interruzione totale dei voli da e per Israele, ritardando l’espulsione degli attivisti della Sumud presi con la forza sulle imbarcazioni intercettate. Tenerli in carcere per giorni, forse settimane, esporrebbe Israele a critiche e condanne ancora più nette per l’assalto lanciato contro imbarcazioni civili a centinaia di chilometri dalle sue coste e da quelle di Gaza.
Comunque sia, il coinvolgimento della Grecia, paese dell’Ue, in un’operazione militare in mare descritta da più parti come un «sequestro» e una violazione aperta del diritto internazionale, conferma l’alleanza sempre più stretta tra Atene e Tel Aviv. La Grecia, assieme a Cipro, all’India e ad altri non meglio precisati paesi del Mediterraneo, fu indicata a febbraio da Benyamin Netanyahu come parte di un fronte guidato da Israele, contrapposto a un presunto «Muro sunnita» capeggiato dalla Turchia e dal Pakistan.
La copertura mediatica in Israele dell’arrembaggio alla Gsf è scemata con il passare delle ore. Poi sono giunti il comunicato del ministro Saar sulla destinazione dei sequestrati in mare e le dichiarazioni di Benyamin Netanyahu. I componenti della Flotilla potranno continuare «a guardare Gaza su YouTube», ha ironizzato il premier israeliano. «Complimenti alla nostra Marina! Ho dato loro istruzioni di impedire alla Flotilla di sostenitori di Hamas di raggiungere le coste di Gaza. La missione è stata portata a termine con pieno successo», ha scritto su X.
Al mattino, dopo l’attacco compiuto in mare, più voci del governo avevano oscillato tra lo scherno e le minacce esplicite alla Flotilla. Con il sostegno di buona parte dell’opinione pubblica israeliana che da sempre giudica coloro che prendono parte alle missioni della Gsf, nel migliore dei casi, degli «occidentali idioti» che passano il tempo a navigare per il Mediterraneo. Nel peggiore, li vede come «collusi con Hamas e il terrorismo» e «pericolosi per la sicurezza di Israele». Accuse che ha ribadito più volte il ministro della Difesa Katz, uno degli esponenti più radicali del governo. Katz ha giustificato l’attacco, a suo avviso in linea «con la legge israeliana», e ha anche fatto riferimento a una risoluzione dell’Onu che affermerebbe la consegna di aiuti umanitari per Gaza solo attraverso canali ufficiali e non da attivisti. Mercoledì aveva annunciato l’imposizione di sanzioni alla campagna di crowdfunding lanciata dalla Global Sumud Flotilla.
Infine, il ministro ultranazionalista della Sicurezza Itamar Ben Gvir ha fatto sapere di aver dato istruzioni alle forze armate di proiettare un video di 43 minuti, che in Israele chiamano il «video dell’orrore» sugli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, ai 175 attivisti detenuti. Il ministero degli Esteri e quello della Difesa, come diversi giornali, hanno etichettato la Gsf come la «Flotilla dei preservativi» dopo la diffusione di video di presunti ritrovamenti, nelle imbarcazioni intercettate, di «condom e droga». Lo scorso anno toccò a Greta Thunberg subire offese e prese in giro per la sua presenza sulle barche della Flotilla per Gaza. È stato diffuso anche un altro video che mostra gli attivisti che si divertono, si esibiscono in acrobazie, si mettono in equilibrio sulle mani e formano piramidi umane.
Molto duri i toni del generale della riserva Eliezer Marom, ex comandante della Marina, che ai microfoni di Radio 103FM ha parlato degli attivisti della Gsf come di «terroristi che imperversano sul mare e non solo per minare la sovranità dello Stato di Israele», facendo riferimento a un episodio in cui gli attivisti si sarebbero avvicinati a un mercantile della Msc diretto ad Ashdod con 4.000 container. «Si tratta semplicemente di terroristi orchestrati da Hamas e devono essere trattati come terroristi. Per creare un effetto deterrente, dobbiamo essere molto più aggressivi», ha esortato Marom.
Anche il Board of Peace di Donald Trump ha attaccato la flottiglia diretta a Gaza, descrivendola come una provocazione volta a danneggiare proprio la Striscia. In un comunicato, il Bop invita «coloro che desiderano veramente aiutare Gaza» e contribuire alla ricostruzione a fare pressione su Hamas affinché accetti di disarmarsi.
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Israele (Internazionale) Potrebbe essere legato alla ripresa dell’attacco all’Iran, data per imminente dalla tv israeliana Canale 12, il rilascio in Grecia, probabilmente a Creta, dei passeggeri delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla (Gsf) per Gaza, comunicato ieri dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. È l’ipotesi avanzata da alcuni, di fronte all’enfasi con cui in Israele sono
L’ideologia del «soli contro tutti» che alimenta il fanatismo: https://ilmanifesto.it/lideologia-del-soli-contro-tutti-che-alimenta-il-fanatismo?t=XelD6H523lL6GiDc4GZ65
Condivido questo articolo di Gad Lerner su il manifesto di oggi. Si può diffonderlo liberamente.
L'articolo contiene anche qualche precisazione storica che è bene non dimenticare.
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compagni che non sbagliano _ 55 anni del ‘manifesto’ _ oggi in edicola
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Lunedì Rosso del 27 aprile 2026
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