Articolo di #GadLerner. Gli inganni di Bibi e Trump il «credulone» | il manifesto https://ilmanifesto.it/gli-inganni-di-bibi-e-trump-il-credulone

@cultura

#Israele

Gli inganni di Bibi e Trump il «credulone» | il manifesto

Israele (Editoriale) Se gli israeliani sapessero quanto si assomigliano Beirut e Tel Aviv forse capirebbero perché il Libano resterà per loro una trappola mortale. La coazione a ripetere che induce condottieri tanto cinici quanto sprovveduti a esultare rimirando la bandiera con la stella di Davide issata sulla fortezza di Beaufort, luogo maledetto per chiunque vi sia rimasto

il manifesto

Domani: Gad Lerner: «Autoisolamento e paura hanno prodotto soltanto fanatismo»

«L’asse tra Netanyahu e Trump ha danneggiato per primi i loro principali alleati, sia nel Golfo sia in Europa», dice Gad Lerner all’evento di Domani a Milano

Gad Lerner: “Self-isolation and fear have only produced fanaticism.”

“The axis between Netanyahu and Trump has initially damaged their main allies, both in the Gulf and in Europe,” Gad Lerner said at the Domani event in Milan.

#GadLerner #Netanyahu #Trump #Europe #Domani #Milan

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/gad-lerner-autoisolamento-e-paura-hanno-prodotto-soltanto-fanatismo-lzznnhqz

Gad Lerner: «Autoisolamento e paura hanno prodotto soltanto fanatismo»

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Domani

Domani: «Ben Gvir crede in Dio quanto un Salvini che agita il rosario in Duomo»: dialogo tra Gad Lerner e Walter Siti

I due scrittori hanno ragionato attorno alla celebre frase di Rolland, poi ripresa da Gramsci, «pessimismo della ragione e ottimismo della volontà» al nostro evento di Milano. Da un lato il cinismo di Siti e dall’altro Lerner che si assume il ruolo di “militante”: «Bisogna saper guardare alla lunga gittata»

“Ben Gvir believes in God as much as a Salvini who waves a rosary in a cathedral”: dialogue between Gad Lerner and Walter Siti

The two writers reasoned around Roland’s famous phrase, later taken up by Gramsci, “pessimism of reason and optimism of will” at our event in Milan. On one side, the cynicism of Siti and on the other, Lerner who takes on the role of “militant”: “We must be able to look to the long run.”

#BenGvir #Salvini #GadLerner #WalterSiti #Roland #Gramsci #Milan #Lerner

https://www.editorialedomani.it/fatti/ben-gvir-crede-dio-quanto-salvini-agita-rosario-duomo-gad-lerner-walter-siti-sfide-domani-2026-me9kvdiv

«Ben Gvir crede in Dio quanto un Salvini che agita il rosario in Duomo»: dialogo tra Gad Lerner e Walter Siti

I due scrittori hanno ragionato attorno alla celebre frase di Rolland, poi ripresa da Gramsci, «pessimismo della ragione e ottimismo della ... Scopri di più!

Domani

Domani: Le sfide di Domani: il nostro evento live a Milano

Ci trovate alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di viale Pasubio 5 sabato 9 e domenica 10 maggio. Vi aspettiamo. Potete seguirci anche in streaming. Tra gli ospiti Valeria Golino, Pif, Gad Lerner, Mario Calabresi, Giorgia Fumo, Ferdinando Cotugno, Pietro Grasso, Marco Damilano, Jonathan Bazzi, insieme a tanti altri

Tomorrow's Challenges: our live event in Milan

You’ll find us at the Fondazione Giangiacomo Feltrinelli at viale Pasubio 5 on Saturday 9th and Sunday 10th of May. We’re looking forward to seeing you. You can also follow us via streaming. Among the guests will be Valeria Golino, Pif, Gad Lerner, Mario Calabresi, Giorgia Fumo, Ferdinando Cotugno, Pietro Grasso, Marco Damilano, Jonathan Bazzi, together with many others.

#Milan #ValeriaGolino #GadLerner #MarioCalabresi #GiorgiaFumo #FerdinandoCotugno #PietroGrasso #MarcoDamilano #JonathanBazzi

https://www.editorialedomani.it/fatti/sfide-di-domani-evento-live-milano-fondazione-feltrinelli-ejx8ipsm

Le sfide di Domani: il nostro evento live a Milano

Ci trovate alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di viale Pasubio 5 sabato 9 e domenica 10 maggio. Vi aspettiamo. Potete seguirci anche in ... Scopri di più!

Domani

L’ideologia del «soli contro tutti» che alimenta il fanatismo: https://ilmanifesto.it/lideologia-del-soli-contro-tutti-che-alimenta-il-fanatismo?t=XelD6H523lL6GiDc4GZ65

Condivido questo articolo di Gad Lerner su il manifesto di oggi. Si può diffonderlo liberamente.

L'articolo contiene anche qualche precisazione storica che è bene non dimenticare.

#storia #memoria #antifascismo #ebrei #IlManifesto #GadLerner #ANPI

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Lo squadrismo che non vogliono vedere

Aggressioni, una lunga scia di intimidazioni e anni di doppi standard: mentre si criminalizzano i cortei in solidarietà con la Palestina, in Italia cresce nell’impunità la violenza sionista contro attivisti, …

Osservatorio Repressione

Buona domenica: in regalo da il manifesto un articolo di Gad Lerner: https://ilmanifesto.it/i-vuoti-e-le-amnesie-dei-sovranisti-in-fuga-da-trump?t=n0d4eUQBRVCMRGKvZC8IH

"Pochi ma bulli I manifestanti che arrivavano in piazza Duomo reggendo lo striscione «Liguria cristiana mai mussulmana» si son dovuti rendere conto che sul sagrato i turisti islamici intenti a scattare foto dopo lo shopping erano assai più numerosi di loro"

Diventa una staffetta partigiana, un'iniziativa del Manifesto
https://ilmanifesto.it/25-aprile-2026-diffondi-il-manifesto-diventa-staffetta-partigiana

#sovranismi #ilmanifesto #GadLerner #letture

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MAI PIU'?

Gad Lerner

Condivido la mia recensione al libro di Anna Foa, "Mai più" (Laterza editore) pubblicata su Il Manifesto di sabato scorso.

Il nuovo pamphlet di Anna Foa mi offre l’opportunità di esprimere una protesta a proposito del trattamento riservato all’autrice da parte di chi si autopercepisce in prima fila nel contrasto all’antisemitismo, ignaro del contributo che fornisce nell’alimentarlo. Il libro, intanto: si tratta di settanta agili pagine edite da Laterza, col titolo secco Mai più, per ricordarci che tenere viva la memoria dello sterminio degli ebrei in Europa dovrebbe fare il paio con l’impegno di scongiurarne la ripetizione a danno di altri popoli; e che quel “mai più” non può certo essere usato come scusante per giustificare nuovi crimini, infliggere umiliazioni, seminare disprezzo nei confronti di altri. Tanto meno dichiarandosi portavoce (vendicatori?) degli antenati. Dunque non vale solo per gli ebrei il “mai più”. Semmai agli ebrei tocca in sorte, a seguito di ciò han sofferto, il compito di sentinelle pronte a segnalare il pericolo che quell’abominio si ripeta. Come raccomandava Primo Levi.
Perché, allora, la lettura di Anna Foa mi muove alla protesta? Perché credo meriti di venir studiato il meccanismo di espulsione di fatto dalla Comunità ebraica romana di cui era animatrice riconosciuta dacché nell’estate 2024 è stato pubblicato Il suicidio di Israele. E non parliamo dacché il libro è stato insignito del Premio Strega per la saggistica. Di colpo l’illustre storica Anna Foa da personalità benvoluta, ammirata e rispettata, s’è tramutata in reietta che neppure si deve più nominare. Una sindrome di di psicologia collettiva tipica dei nostri tempi contraddistinti dall’intreccio fra ossessioni identitarie e richiami all’appartenenza esasperati da parodie mediatiche della guerra.
Stiamo parlando di una donna ebrea per parte di padre, cresciuta in una famiglia laica, che in età adulta ha compiuto la scelta del ghiur (conversione) e dell’osservanza, divenuta per questo assai cara anche alla componente religiosa della Comunità. E da quali genitori, da quale storia di coraggio e sacrifici alla base della conquista di un’Italia democratica, proviene Anna, che ormai ha passato la soglia degli ottant’anni! Ne ha trascorsi otto nelle carceri del regime Vittorio Foa, antifascista della prima ora, per poi diventare padre costituente, scegliere la militanza sindacale anziché una più agevole carriera politica, restare “giovane” fino all’ultimo nella ricerca culturale di una nuova sinistra. Quanto alla madre di Anna Foa, Lisa Giua, troppo ci sarebbe da dire tanto di lei che della sua famiglia. A noi basti ricordare quando nell’agosto del 1944, ventenne e incinta di sei mesi, per la sua attività di staffetta partigiana venne arrestata e rinchiusa nei sotterranei di Villa Triste a Milano, là dove la famigerata Banda Koch praticava torture e maltrattamenti. Ricoverata in ospedale, Lisa riuscì ad evadere. La neonata Anna Foa dovette essere registrata all’anagrafe come “figlia di ignoti”, con un cognome inventato, perché la Liberazione era ancora di là da venire. Venuta al mondo così in tempo di guerra, quasi una sfida alla malasorte, un segno d’amore e di Resistenza, adesso le tocca provare l’ostracismo dell’ambiente in cui ha coltivato le sue amicizie ma si dimostra incapace di rispettare il suo dissenso.
Questi cenni biografici non sembrino una divagazione. Chi l’accusa di tradimento, chi definisce scritti “col paraocchi” i testi di una fino a ieri rispettata accademica, chi ravvede solo un “dubbio onore” nel successo riscosso da Anna Foa “solo perché da ebrea ha consegnato argomenti nelle mani di forze ostili a Israele”, magari non se n’è reso conto ma è incorso in una forma di rimozione della realtà che potremmo definire negazionista. Capita di sperimentarla continuamente, in Israele come nella diaspora, fra persone sempre disperate, spesso in buona fede secondo le quali i resoconti della stampa internazionale sul conflitto mediorientale sarebbero tutti intessuti di falsità, assoggettati a una montatura mediatica bene orchestrata dai nemici, nuovi e vecchi antisemiti. Descrivere i crimini perpetrati da Israele, qualunque sia il grado di accuratezza nella scelta delle parole, viene percepito come un’aggressione. Le immagini che li comprovano sono definite senza fallo forzate o artefatte. Quando risultino innegabili, si obietta che riguardano il comportamento di frange estremiste minoritarie in una società che conserva la propria superiorità morale nei confronti del nemico che la minaccia. Alla fine, in questo negazionismo si manifesta inconsapevolmente l’angoscia per la perdita dell’innocenza.
Qui diventa prezioso il nuovo libro di Anna Foa che, dopo una sintetica storia delle diverse modalità assunte nei secoli dall’odio antiebraico -l’accusa di deicidio; il socialismo degli imbecilli che equiparava ebreo a padrone; la razza parassita che depreda gli ariani; il popolo colonizzatore- esamina le complesse relazioni fra antisemitismo e antisionismo senza eludere il nesso evidente tra il crescente odio antiebraico e la persecuzione dei palestinesi da parte di un establishment israeliano che neppure riconosce loro di essere una nazione. “A dar retta a queste voci, il mondo intero è antisemita. Ma se l’antisemitismo è dappertutto, come distinguerlo?”. Aggiungerei: vorrà pur dire qualcosa se nel secolo scorso gli antisemiti si vantavano di esserlo; mentre oggi chi critica Israele -ricorrendo purtroppo talvolta, per lo più inconsapevolmente, a stereotipi radicati nel passato- trova infamante l’accusa di esserlo?

#antisemitismo #antisionismo #annafoa #maipiu #gadlerner

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In altre Parole con Massimo Gramellini su La7: tra gli ospiti Valerio Mastandrea e Piero Pelù |

Massimo Gramellini torna con una nuova puntata di In Altre Parole, sabato 8 novembre alle 20:30 su La7. Un viaggio