Il Fatto Quotidiano: “Ma chi se ne frega di Ulisse, ma vaffan****. Qui stiamo parlando della mia cavalla morta e tu mi parli di Ulisse…”: Elettra Lamborghini sbotta con Simona Izzo
La seconda puntata di Canzonissima, andata in onda il 28 marzo su Rai 1, prevedeva un tema preciso: dedicare una cover a qualcuno di speciale. Elettra Lamborghini ha scelto Alta marea di Antonello Venditti, portando sul palco un ricordo molto personale, quello della sua cavalla Lolita. “Per me è stata un vero amore. Avevo dieci anni quando me l’hanno regalata… Lei mi ha salvato la vita”, ha raccontato la cantante, visibilmente emozionata. Un racconto intimo, che si è chiuso con la voce rotta: “Non torno più a Bologna da quando lei non c’è più. Mentre ne parlo mi viene da piangere”.
Il commento di Simona Izzo fa arrabbiare Lamborghini
Il clima in studio, però, cambia subito dopo l’esibizione. La giurata Simona Izzo prende la parola e sposta l’attenzione sull’abito dell’artista, paragonandolo al mito di Ulisse e delle sirene. Un intervento che Lamborghini interrompe bruscamente: “Ma chi se ne frega di Ulisse, ma vaffan****. Qui stiamo parlando della mia cavalla morta e tu mi parli di Ulisse…”. Momento di tensione che spiazza lo studio e che viene subito ricondotto su toni più empatici da Francesca Fialdini, che torna sulla dedica e sul dolore raccontato dalla cantante. “Ti capisco perfettamente”, le dice, ricordando la perdita del suo gatto, e leggendo nell’abito quasi “uno scudo” dietro cui si nasconde ancora quel dolore. A quel punto Lamborghini si lascia andare alle lacrime: “Scusatemi, non piango mai, ma gli animali sono angeli”.
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“But who cares about Ulysses, you bastard. We’re talking about my dead mare and you’re talking to me about Ulysses…”: Elettra Lamborghini explodes with Simona Izzo.
The second episode of Canzonissima, broadcast on March 28th on Rai 1, featured a specific theme: dedicating a cover to someone special. Elettra Lamborghini chose “Alta Marea” by Antonello Venditti, bringing on stage a very personal memory, that of her horse Lolita. “For me it was a true love. I was ten years old when they gave it to me… She saved my life,” the singer recounted, visibly moved. An intimate story, which ended with a broken voice: “I never come back to Bologna since she’s not there anymore. While I talk about her, I get the urge to cry.”
Commentary by Simona Izzo Angers Lamborghini
However, the atmosphere in the studio changes immediately after the performance. Judge Simona Izzo speaks and shifts the focus to the artist’s dress, comparing it to the myth of Ulysses and the sirens. An intervention that Lamborghini abruptly interrupts: “Who cares about Ulysses, go to hell. We’re talking about my dead horse and you’re talking to me about Ulysses…” A moment of tension that surprises the studio and is immediately brought back to more empathetic tones by Francesca Fialdini, who returns to the dedication and the pain recounted by the singer. “I understand you perfectly,” she says, remembering the loss of her cat, and reading in the dress almost a “shield” behind which that pain is still hidden. At that point, Lamborghini lets go of her tears: “Forgive me, I never cry, but animals are angels.”
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