Da Trapani in poi: venticinque anni di barbarie -

Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre del 1999, dopo l’ennesimo tentativo di fuga dal centro di permanenza temporanea per migranti “Serraino Vulpitta”, viene appiccato il fuoco ad alcuni materassi in una camerata, ed è l’inferno. La cella non viene aperta e nel rogo che ne scaturisce muoiono bruciati vivi tre giovani tunisini, altri tre moriranno in ospedale…

Fuochi con le frontiere -

Riceviamo e pubblichiamo. *** Nell’anniversario del rogo divampato il 28 Dicembre 1999 al Centro di permanenza temporanea “Serraino Vulpitta” di Trapani, non possiamo fare a meno di ricordare – insieme alle vittime di allora (Rabah, Nashreddine, Ramsi, Lofti, Jamel, Nasim) – l’ultimo morto ammazzato da questa infame società basata sullo sfruttamento e l’ingiustizia: Omar Baldeh, 36 anni, bracciante agricolo originario della Guinea Bissau. Anche in questo caso si è trattato di un incendio. La tragedia si è consumata nella baraccopoli in cui da tanti, troppi anni ormai, si ritrovano a vivere ogni anno centinaia di lavoratori stranieri impegnati come stagionali...

Dal rogo del Vulpitta ai nuovi Cpr, 20 anni di galere - Osservatorio Repressione

Ribadire la contrarietà a tali strutture deve diventare un obiettivo praticabile di cui ormai debbono farsi carico le reti associative, di movimento, le attiviste e gli attivisti vecchi e nuovi, il mondo del diritto.

Osservatorio Repressione
Trapani – 28 dicembre 2018: 42 persone appena sbarcate recluse nel CPR. 28 dicembre 1999: la strage di stato nel CPT | Hurriya

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