Il contratto tra l'Ateneo e la contestata Agenzia che sorveglia le frontiere europee proseguirà per un altro anno. La conferma arriva da Varsavia e smentisce quanto riferito dall'università secondo cui non era stata presa alcuna decisione. Intanto a Torino nasce "Certo", un coordinamento di docenti nato proprio a partire dal "caso Frontex"
Il 6 dicembre il Senato accademico ha deciso di mantenere intatto l'accordo con l'Agenzia. La richiesta di rescissione giunta anche dell'Università di Torino, che con l'Ateneo condivide il Dipartimento che si è aggiudicato la commessa, è rimasta inascoltata. Così come le denunce di violazioni dei diritti umani in capo a Frontex
A fine ottobre il Consiglio di amministrazione di Unito ha formalizzato la sua "totale contrarietà" alla collaborazione in essere tra l'Ateneo e l'Agenzia europea al centro di polemiche per la copertura di gravi violazioni dei diritti umani lungo le frontiere. La richiesta è quella di rescindere il contratto milionario per la produzione di mappe
Nelle quattro puntate di Limbo, prodotto da Engim internazionale con Altreconomia, l'ascoltatore viene accompagnato in quattro luoghi simbolici della città di Torino dove quotidianamente i diritti dei migranti vengono negati. La Questura, il Cpr, il confine italo-francese e l'accordo tra Politecnico-Frontex: simbolo di una "fortezza" che non è propria solo del capoluogo piemontese. Riguarda, a suo modo, ogni città italiana.
"Non si può lavorare con chi come Frontex respinge, fomenta xenofobia, uccide", denuncia il professor Michele Lancione. Una presa di posizione pubblica che rompe il silenzio interno al Politecnico di Torino dopo l'accordo con l'agenzia Frontex per la produzione di mappe e cartografie. C'è un altro modo di pensare e vivere l'accademia