First time I see a whole series of #GiorgioMorandi paintings: his still-life paintings & etches of ceramic vessels, flowers & landscape have a quiet, meditative quality & reflect the artist's rejection of the tumult of modern life
da oggi, 11 maggio, all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”
Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
11 maggio – 25 luglio 2025
Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm
L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.
“Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata oggi, domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.
Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.
Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.
“La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.
Nell’occasione è anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.
“Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
a cura di Luca Cesari
11 maggio – 25 luglio 2025
Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
Sabato 9.00 – 13.00
Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.
Contatti
Accademia di Belle Arti di Urbino
via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)
http://www.accademiadiurbino.it
Funzionaria Comunicazione e Informazione Accademia di Belle Arti di Urbino
Federica Giovannini | Tel. 0722 320287 | [email protected]
Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Urbino
Sara Zolla | [email protected]
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dall’11 maggio all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”
Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
11 maggio – 25 luglio 2025
Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm
L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.
“Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.
Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.
Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.
“La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.
Nell’occasione sarà anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.
“Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
a cura di Luca Cesari
11 maggio – 25 luglio 2025
Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
Sabato 9.00 – 13.00
Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.
Contatti
Accademia di Belle Arti di Urbino
via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)
http://www.accademiadiurbino.it
Funzionaria Comunicazione e Informazione Accademia di Belle Arti di Urbino
Federica Giovannini | Tel. 0722 320287 | [email protected]
Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Urbino
Sara Zolla | [email protected]
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Présentée à l’Institut Giacometti, cette exposition propose la rencontre inédite des œuvres de deux artistes majeurs de l’après-guerre. Alberto Giacometti (1901-1966) et Giorgio Morandi (1890-1964), bien que contemporains, ne se sont jamais croisés, cependant de nombreux traits essentiels les rapprochent. Cette exposition est la première occasion d’interroger ces proximités : leur pratique singulière de l’atelier, l’attachement à un environnement et des modèles familiers, et une recherche originale née de l’attention portée au réel. Réunissant les collections de la Fondation Giacometti à des prêts du Museo Morandi à Bologne et de collections privées européennes, cette exposition propose une traversée de leurs carrières de 1913 à 1965 en trois chapitres : Le Familier, Paysages et portraits ; Les Années de recherche : formation du langage moderne ; et enfin, Les Années d’accomplissement. En collaboration avec le Settore Musei Civici Bologna | Museo Morandi.
Corriere.it - Homepage by Ferruccio de Bortoli
Il Morandi e quel regalo ai Benetton
Translated:
Giorgio Morandi and that gift to the Benettons.
#GiorgioMorandi #Benettons
https://www.corriere.it/frammenti-ferruccio-de-bortoli/24_ottobre_21/morandi-regalo-benetton-f6e7287b-654e-4b16-85c6-1ca1a6398xlk.shtml
Présentée à l’Institut Giacometti, cette exposition propose la rencontre inédite des œuvres de deux artistes majeurs de l’après-guerre. Alberto Giacometti (1901-1966) et Giorgio Morandi (1890-1964), bien que contemporains, ne se sont jamais croisés, cependant de nombreux traits essentiels les rapprochent. Cette exposition est la première occasion d’interroger ces proximités : leur pratique singulière de l’atelier, l’attachement à un environnement et des modèles familiers, et une recherche originale née de l’attention portée au réel. Réunissant les collections de la Fondation Giacometti à des prêts du Museo Morandi à Bologne et de collections privées européennes, cette exposition propose une traversée de leurs carrières de 1913 à 1965 en trois chapitres : Le Familier, Paysages et portraits ; Les Années de recherche : formation du langage moderne ; et enfin, Les Années d’accomplissement. En collaboration avec le Settore Musei Civici Bologna | Museo Morandi.
Figuratives, épurées, en apparences si naïves... Les œuvres du peintre italien Giorgio Morandi semblent flotter dans l’espace. Pourtant, les objets de ses toiles renvoient à une réalité ancrée dans la pierre et la terre de Bologne, sa ville natale. Morandi ne l'a pratiquement jamais quittée. Elle a modelé cet artiste austère et solitaire et en a fait l’un des plus grands peintres de l’Italie du XXe siècle.