Lo Stadio Luigi Ferraris dall’800 fino agli anni ‘50.
Dalla campagna alla città!
#Genova #GenovaAntica #GenovaDalPassato #Marassi #StadioLuigiFerraris
Lo Stadio Luigi Ferraris dall’800 fino agli anni ‘50.
Dalla campagna alla città!
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1909 circa. Piazza dei Greci in una foto dello studio dei Fratelli Sciutto. Quando la “sicurezza sul lavoro” aveva standard differenti!
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Sulla destra svetta il Castelletto, riedificato dai Savoia una ventina d’anni prima per controllare la rivoltosa popolazione. Lo rivediamo anche in questo disegno contemporaneo del Cambiaso. Durerà ancora poco, venendo poi “spianato” dai genovesi in rivolta nel 1848. La risultante spianata divenne poi l’area in cui si costruì uno dei più affascinanti quartieri genovesi.
Così veniva raffigurata a descritta Porta Pila su "l'Illustrazione Popolare" dell'8 maggio 1892. Per fortuna, questo avanzo d'uno stile di decadenza è sopravvissuto fino a noi, anche se in una posizione un po' dubbia. Oggi il frontale è visibile dietro la Stazione Brignole.
Nota: la porta proveniente da Porto Maurizio (oggi Imperia) era probabilmente in realtà la vicina Porta Romana, anche se molte fonti parlano appunto della Pila.
Nell’acquerello a colori vediamo i postumi della tempesta. Una passerella di legno temporanea è stata allestita per permettere un sicuramente difficile passaggio. Un “umarell” con il cappello osserva la situazione in primo piano, assieme ad altri curiosi. A sinistra, come nell’illustrazione precedente, il borgo della Pila, da cui sbuca il campanile della vecchia chiesa di Santa Zita.
La maggior parte degli appassionati della Genova antica sa che la vecchia Via della Consolazione rappresentò la base per la creazione della parte bassa di Via XX Settembre, nel periodo a cavallo fra ‘800 e ‘900.
Non tutti sanno però, che, già negli anni ‘20 dell’Ottocento, l’ultimo tratto a salire della via aveva necessitato di un sontuoso lavoro di ampliamento e demolizioni.
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Dove oggi ci sono il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell’Accademia, c’erano una volta la Chiesa e il Convento di San Domenico, che davano anche il nome del tempo a quella che oggi è Piazza De Ferrari.
In questa illustrazione del giovane Francesco Baratta (1805/1835) vediamo la fase di demolizione e contemporanea costruzione dell’Accademia (palazzo concepito per fare da sede della grande biblioteca cittadina). Siamo nel 1924/25 circa!
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Stazione di Porta Principe o Piazza Principe? Qualcuno dei meno giovani vi dirà con certezza “Porta!”
In realtà si tratta di un equivoco, probabilmente anche alimentato erroneamente dalle Ferrovie dello Stato nel dopoguerra. La Stazione si chiama infatti “Piazza Principe”, e il motivo è molto semplice: prima che si costruisse il monumentale edificio di Piazza Acquaverde, il primo accesso era proprio dalla vicina Piazza del Principe.
Dopo l’eliminazione della cortina del Palazzo Ducale, che la copriva completamente, si rese necessario dare una facciata monumentalmente adeguata alla Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea, nell’attuale Piazza Matteotti.
I lavori furono completati nel 1894.
Lo scatto di questa cartolina pubblicata nel 1898 deve quindi essere precedente, dal momento che la parte superiore è ancora “rustica”.