Lo Stadio Luigi Ferraris dall’800 fino agli anni ‘50.
Dalla campagna alla città!
#Genova #GenovaAntica #GenovaDalPassato #Marassi #StadioLuigiFerraris
Lo Stadio Luigi Ferraris dall’800 fino agli anni ‘50.
Dalla campagna alla città!
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1909 circa. Piazza dei Greci in una foto dello studio dei Fratelli Sciutto. Quando la “sicurezza sul lavoro” aveva standard differenti!
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Litografia del 1840 (circa) di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy. Siamo presso Villetta Di Negro, costruita una quarantina di anni prima sul bastione di Luccoli. Sotto di noi Salita delle Battistine, all’epoca una creûza che conduceva al Portello delle mura del Barbarossa: la piazza omonima non esisteva ancora, aperta solo a partire dal 1852. Vediamo però il retro dei palazzi di Strada Nuova (Via Garibaldi), con l’affascinante torre del mirador di Palazzo Lomellino.
Così veniva raffigurata a descritta Porta Pila su "l'Illustrazione Popolare" dell'8 maggio 1892. Per fortuna, questo avanzo d'uno stile di decadenza è sopravvissuto fino a noi, anche se in una posizione un po' dubbia. Oggi il frontale è visibile dietro la Stazione Brignole.
Nota: la porta proveniente da Porto Maurizio (oggi Imperia) era probabilmente in realtà la vicina Porta Romana, anche se molte fonti parlano appunto della Pila.
Anni 30: nelle intenzioni del Regime, Piazza della Vittoria sarebbe dovuta diventare LA piazza cittadina, il vero cuore monumentale della Grande Genova, che avrebbe scalzato quella Piazza De Ferrari che, quasi per caso, era divenuta il punto di riferimento dei genovesi.
Due opere di Luigi Garibbo che mostrano lo stesso luogo, e si riferiscono a due momenti diversi dello stesso evento.
L’acquaforte in bianco e nero ci porta al 26 Ottobre 1822.
La piena del Bisagno ha appena distrutto il Ponte Pila, il collegamento che univa la città alla zona di Albaro.
L’evento sembra essere appena accaduto, e chissà che quelle che vediamo non siamo operazioni di salvataggio, con il bianco e nero ad enfatizzare il momento drammatico.
La maggior parte degli appassionati della Genova antica sa che la vecchia Via della Consolazione rappresentò la base per la creazione della parte bassa di Via XX Settembre, nel periodo a cavallo fra ‘800 e ‘900.
Non tutti sanno però, che, già negli anni ‘20 dell’Ottocento, l’ultimo tratto a salire della via aveva necessitato di un sontuoso lavoro di ampliamento e demolizioni.
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Dove oggi ci sono il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell’Accademia, c’erano una volta la Chiesa e il Convento di San Domenico, che davano anche il nome del tempo a quella che oggi è Piazza De Ferrari.
In questa illustrazione del giovane Francesco Baratta (1805/1835) vediamo la fase di demolizione e contemporanea costruzione dell’Accademia (palazzo concepito per fare da sede della grande biblioteca cittadina). Siamo nel 1924/25 circa!
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Vista dalla Torre di San Bernardino verso il mare.
Non saprei essere preciso con la data, ma siamo fra il 1932 (presenza della cupola di Santa Fede) e il 1951 (elevazione Distinti nello stadio).
Tenderei ad ipotizzare i tardi anni ‘40, con la tettoia della tribuna del Ferraris, danneggiata durante la guerra, già riparata.
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