L/ivre 4# Oggi, giovedì 20 dicembre alle ore 18.00, durante il Festival dei vini e dei libri indipendenti, presenteremo il libro appena ripubblicato da Derive Approdi l'"Erba voglio" a cura di Lea Melandri che raccoglie una miscellanea di articolii prodotti tra il 1971 e il 1977 tratti dall'omonima rivista. I vari interventi su antiautoritarismo, pedagogia alternativa, femminismo e antipsichiatria costituiscono un materiale indispensabile per ripensare le lotte del presente
Tre articoli datati 1978, e pubblicati dal “Corriere della Sera” e da “Argomenti Radicali”, in cui Elvio Fachinelli fornisce una lettura “di rottura” della diffusione del consumo e della dipendenza da eroina nell’Italia degli anni Settanta. Definendo l’eroina come vera e propria cultura, Fachinelli avanza una proposta che fa emergere con chiarezza quella che lui stesso definisce «una comunanza tra organizzazione mafiosa e trasgressività culturale». La proposta è quella della vendita di eroina in farmacia. Un posizionamento radicale e non ideologico all’interno di un dibattito ancora attuale
Il testo del 1970 ricostruisce il contributo medico-legale all'archiviazione del procedimento sulla morte di Giuseppe Pinelli. Non si tratta di una contro-inchiesta quanto piuttosto dell'analisi critica della disposizione di saperi e competenze a servizio di una tesi precostituita, attraverso la paradossale combinazione di zelo e comportamenti omissivi. L'avvaloramento dell'ipotesi del suicidio fu sostanzialmente indotta ma non fu necessaria alcuna manipolazione quanto piuttosto l'oculata elusione di valutazioni e dati tecnici medico-legali
È questa la "Nota" che Fachinelli scrisse a Ida Travi, "Un materasso che va a vapore. Esperienze sulla comunicazione grafica nella scuola materna" ("La scimmia verde", Milano 1976). Testo nato dall’esperienza che la stessa Travi fece presso la Scuola materna comunale di via Pastrengo a Milano, per Fachinelli si offre come esempio di metodo pedagogico non autoritario, di una comunicazione tra adulto e bambino che non fissa a priori le posizioni del potere
L’emittente autonoma bolognese venne sgomberata il 12 marzo 1977, dopo l’omicidio di Lorusso e i disordini che ne erano seguiti. In questo insieme di testi pubblicati su «L’Espresso» è raccolta la polemica tra Fachinelli e il sindaco di Bologna Renato Zangheri. Il primo è un articolo di Fachinelli del 27 marzo 1977, il secondo è una risposta di Zangheri, cui segue, lo stesso giorno, un’ulteriore replica
Siamo nel 1980 e Fachinelli si confronta in quest'articolo col tema dell'azione terroristica. Senza moralismi di sorta, definisce la sua gestualità interrogandone il rapporto con i mass media. Chi detiene il potere tra il “grande animale fabbricanotizie” e l'eroe del terrore rivoluzionario? Si profila “un'alleanza inconsapevole”, che finisce, però, per marginalizzare lo stesso eroismo rivoluzionario, per rovesciarne la spettacolarità in un vuoto di referenza politica
Fachinelli prende parola sul “caso Braibanti”: tra le figure intellettuali e artistiche più brillanti dell’epoca, omosessuale e comunista (ex partigiano), Aldo Braibanti fu accusato, e poi condannato, nel 1968, a nove anni di reclusione per “plagio” nei confronti di due giovani. Sentenza esemplare, colpo di coda del Codice Rocco, volta a criminalizzare più complessivamente un’epoca e le sue istanze di libertà
In due trascrizioni del 1989 di interventi televisivi per la sede rai Bolzano, Fachinelli si confronta con il Freud che tratta dei processi collettivi tramite l’analisi della psicologia delle masse e il concetto di totem. Nel primo caso, Fachinelli, mette in evidenza il problema del rito, nel secondo mostra l'inevitabilità della dissidenza verso la figura paterna
In questi due testi, pubblicati nel 1967 e nel 1970 sui Quaderni Piacentini, Fachinelli si sofferma sull'esperienza pedagogica di Barbiana a partire dalla lettura del testo “cinese” Lettera a una professoressae poi delle Lettere. È uno sguardo su don Milani e i ragazzi di Barbiana da due punti di osservazione diversi: quello del manifesto politico e quello del documento privato, che registra un esperimento nel suo farsi non lineare. In questo slittamento di prospettiva Fachinelli interroga la rottura dei ruoli di potere e il loro riconsolidarsi. Nel gioco di contrasto mette in luce gli aspetti più significativi del rapporto tra società, classe e cultura posti dalla scuola di Barbiana, per restituire la ricchezza di un'esperienza sul campo che ridefinisce il suo orizzonte anche nei limiti e nelle contraddizioni che emergono nel rapporto pedagogico