Mentre in Val Susa il talebano del TAV, on. Napoli, non riusciva nell’impresa di farsi eleggere nel piccolo comune di Mompantero nonostante promesse, regali e cene sontuose, a Torino andava in scena il tragicomico epilogo del “movimento SI TAV”. Innanzitutto la madamina Giovanna Giordano Peretti, osannata dai giornali progressisti e che nella sua brevissima carriera politica ha accumulato una serie di voltafaccia da far girare la testa anche al più scaltro degli Scillipoti. Lasciata la presidenza del Rotary club del capoluogo piemontese, si è prima candidata alle regionali col PD accanto a Chiamparino, poi ha sostenuto il radicale Igor Boni alle primarie di centro-sinistra, poi si è auto-candidata sindaca del terzo polo centrista ed è infine approdata al centro-destra fondando una lista “Progresso Torino” a sostegno di Damilano. Risultato impietoso: 0,74%, appena 157 preferenza per Giordano e il dato epico di una lista in cui due candidati non [...]
Mentre in Val Susa il talebano del TAV, on. Napoli, non riusciva nell’impresa di farsi eleggere nel piccolo comune di Mompantero nonostante promesse, regali e cene sontuose, a Torino andava in scena il tragicomico epilogo del “movimento SI TAV”. Innanzitutto la madamina Giovanna Giordano Peretti, osannata dai giornali progressisti e che nella sua brevissima carriera politica ha accumulato una serie di voltafaccia da far girare la testa anche al più scaltro degli Scillipoti. Lasciata la presidenza del Rotary club del capoluogo piemontese, si è prima candidata alle regionali col PD accanto a Chiamparino, poi ha sostenuto il radicale Igor Boni alle primarie di centro-sinistra, poi si è auto-candidata sindaca del terzo polo centrista ed è infine approdata al centro-destra fondando una lista “Progresso Torino” a sostegno di Damilano. Risultato impietoso: 0,74%, appena 157 preferenza per Giordano e il dato epico di una lista in cui due candidati non [...]