Il Fatto Quotidiano: L’elefantessa rosa di Jaipur muore cinque mesi dopo lo shooting virale: polemiche e critiche contro la fotografa
Un colore acceso, un’immagine che aveva conquistato i social e ora una morte che apre il dibattito: Chanchal, elefantessa di 65 anni, è deceduta cinque mesi dopo essere stata trasformata in “elefante rosa” per uno shooting fotografico a Jaipur, in India. L’evento aveva già suscitato indignazione globale e acceso una discussione sulle pratiche artistiche che coinvolgono animali in cattività.
Lo scorso febbraio, Chanchal è morta, cinque mesi dopo il servizio fotografico realizzato dalla russa Julia Buruleva, che aveva immortalato l’animale interamente dipinto di rosa insieme a una modella anch’essa colorata della stessa tonalità. L’immagine aveva rapidamente fatto il giro dei social e generato commenti contrastanti tra ammirazione per l’effetto visivo e accuse di abuso animale.
Secondo il proprietario Shadik Khan e la stessa Buruleva, la morte sarebbe dovuta a cause naturali legate all’età avanzata dell’elefantessa. La fotografa ha sempre sostenuto che la vernice utilizzata era biologica, atossica e facilmente rimovibile, e che l’animale era rimasto calmo e reattivo sotto la supervisione del suo custode durante tutto il servizio. “Il progetto mirava a riflettere pratiche già presenti nella cultura locale, dove gli elefanti vengono decorati durante le festività”, aveva spiegato Buruleva.
Polemiche e critiche: quando l’arte scatena indignazione
Nonostante le rassicurazioni, le immagini avevano provocato una valanga di critiche sui social: “Non è arte, è crudeltà”, recitavano molti commenti, mentre altri sottolineavano come la creatività non possa giustificare rischi o stress per gli animali. La fotografa stessa ha denunciato minacce ricevute a seguito dello shooting, anche verso i suoi collaboratori.
Le autorità forestali indiane hanno aperto un’inchiesta per verificare il rispetto delle norme sul benessere animale, mentre le organizzazioni per la tutela degli animali chiedono regole più rigide sull’uso degli elefanti in cattività. La storia di Chanchal rimane un monito sulla linea sottile tra arte e responsabilità.
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The pink elephant from Jaipur dies five months after the viral shoot: controversy and criticism against the photographer.
A vibrant color, an image that had conquered social media and now a death that opens a debate: Chanchal, a 65-year-old elephant, died five months after being transformed into a “pink elephant” for a photoshoot in Jaipur, India. The event had already sparked global outrage and ignited a discussion about artistic practices involving animals in captivity.
Last February, Chanchal died, five months after the photoshoot by Russian Julia Buruleva, who captured the animal entirely painted pink alongside a model also painted in the same shade. The image quickly went viral on social media and generated contrasting comments between admiration for the visual effect and accusations of animal abuse.
According to owner Shadik Khan and Buruleva herself, the death was due to natural causes related to the elephant’s advanced age. The photographer has always maintained that the paint used was organic, non-toxic, and easily removable, and that the animal remained calm and responsive under the supervision of its caretaker during the shoot. “The project aimed to reflect practices already present in the local culture, where elephants are decorated during festivals,” Buruleva explained.
Controversies and criticism: when art unleashes outrage
Despite the reassurances, the images had provoked a landslide of criticism on social media: “It’s not art, it’s cruelty,” read many comments, while others emphasized that creativity cannot justify risks or stress for animals. The photographer herself denounced threats received following the shoot, even towards her collaborators.
Indian forest authorities opened an investigation to verify compliance with animal welfare regulations, while animal protection organizations are demanding stricter rules on the use of elephants in captivity. The story of Chanchal remains a warning about the delicate line between art and responsibility.
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